Oltre 50 mila partecipanti provenienti da più di cento Paesi hanno trasformato anche quest’anno la Jalsa Salana UK in uno dei principali luoghi di confronto internazionale sui temi della pace, della libertà religiosa e della cooperazione tra popoli. L’edizione 2026, ospitata nel Regno Unito, ha riunito rappresentanti delle istituzioni, diplomatici, accademici, leader religiosi e organizzazioni impegnate nella difesa dei diritti umani, offrendo una piattaforma di dialogo in una fase segnata da guerre, instabilità regionali e crescenti tensioni geopolitiche.
Tra i partecipanti italiani era presente Michel Emi Maritato, protagonista di una serie di incontri istituzionali dedicati ai principali dossier internazionali. Il momento più significativo è stato il colloquio con Lord Tariq Ahmad of Wimbledon, già Ministro di Stato britannico con deleghe al Commonwealth, alle Nazioni Unite, al Sud Asia e al Medio Oriente. Nel corso dell’incontro sono stati trasmessi i saluti del Vicepresidente del Consiglio e Ministro degli Affari Esteri Antonio Tajani, a testimonianza dell’attenzione italiana verso un appuntamento che negli anni ha assunto una crescente rilevanza diplomatica.
Il confronto si è concentrato su alcuni dei temi più delicati dell’attuale scenario internazionale: tutela dei diritti umani, libertà religiosa, cooperazione multilaterale e ricerca di percorsi di stabilizzazione nelle aree interessate dai conflitti, con particolare riferimento al Medio Oriente. Questioni che continuano a occupare il centro dell’agenda politica internazionale e che richiedono canali di dialogo costanti tra governi, istituzioni e comunità religiose.
La delegazione italiana ha riunito professionalità provenienti da ambiti diversi: accademici, giornalisti, avvocati esperti di diritto internazionale e di questioni mediorientali, rappresentanti di Eurocomunicazione, agenzia stampa parlamentare accreditata presso il Parlamento europeo, insieme a delegati della Santa Sede.
A guidare la rappresentanza è stato l’imam italiano Ataul Wasih Tariq. Una composizione eterogenea che ha favorito il confronto tra competenze giuridiche, diplomatiche, religiose e giornalistiche, offrendo un contributo articolato al dibattito internazionale.
«In un momento storico caratterizzato da conflitti, tensioni internazionali e profonde divisioni, il dialogo non rappresenta una scelta facoltativa, ma una responsabilità morale e politica», ha dichiarato Michel Emi Maritato. «La Jalsa Salana dimostra come persone appartenenti a culture, religioni e nazioni differenti possano incontrarsi nel rispetto reciproco, condividendo un comune impegno per la pace e per la dignità dell’essere umano.»
Nel suo intervento, Maritato ha richiamato l’attenzione sul ruolo strategico dell’Europa, del Mediterraneo e del Medio Oriente, aree accomunate da equilibri sempre più complessi e dalla necessità di mantenere aperti i canali della diplomazia. «Solo attraverso il dialogo, il rispetto delle libertà fondamentali e la cooperazione tra istituzioni sarà possibile affrontare le grandi sfide del nostro tempo e restituire speranza alle future generazioni», ha affermato.
Per Maritato, la Jalsa Salana rappresenta oggi molto più di un appuntamento religioso. La presenza di esponenti istituzionali, diplomatici e leader spirituali provenienti da ogni continente conferma la capacità dell’evento di trasformarsi in uno spazio permanente di confronto, dove relazioni personali e istituzionali possono contribuire a creare condizioni favorevoli alla cooperazione internazionale.
La partecipazione della delegazione italiana si inserisce in questo percorso di dialogo multilaterale, portando all’attenzione della comunità internazionale il valore della diplomazia, della libertà religiosa e della tutela dei diritti fondamentali come strumenti indispensabili per affrontare crisi che, sempre più spesso, superano i confini dei singoli Stati e richiedono risposte condivise.
