Nei primi giorni di giugno, sui profili X e Facebook della formazione paramilitare russa “Africa Corps”, erede diretta del gruppo Wagner, sono emersi diversi video che confermano un cambiamento di paradigma nelle operazioni COIN (Counter-Insurgency) in Mali, Paese in cui la Russia è presente ufficialmente dal 2021. I video ritraggono operazioni concluse attraverso l’impiego di droni FPV (First Person View), centrali sul campo di battaglia in Ucraina, ora utilizzati anche per attività di natura radicalmente diversa contro formazioni terroristiche.
L’impiego di droni FPV nella regione del Sahel è il risultato dei vantaggi diretti che questi garantiscono: precisione d’attacco, ottimizzazione della Kill Chain (la sequenza organizzata delle diverse azioni che vanno dall’identificazione del bersaglio all’attacco) e, l’elemento cardine, i costi di costruzione e impiego estremamente contenuti se paragonati ad altri strumenti per raggiungere lo stesso obiettivo; un drone FPV prodotto su larga scala può arrivare a costare 500 dollari e può essere utilizzato in operazioni CAS (Close Air Support) e Armed Reconnaissance. La stessa missione, abitualmente svolta dagli elicotteri d’attacco Mi-24 in servizio nella Forza Aerea del Mali, risulta decisamente più costosa considerando un costo d’impiego che può arrivare a 4.000 dollari l’ora, armamento escluso.
La notevole convenienza dei droni in termini di costo-efficacia fa emergere un fenomeno preoccupante per qualunque Stato stia fronteggiando una minaccia da parte di un attore non statale, confermando come concetto dottrinale la “democratizzazione del potere militare”, processo sociale e tecnologico attraverso cui l’accesso allo strumento bellico cessa di essere un monopolio statale e diventa accessibile alle masse o ad attori minori. Questo processo, in relazione ai droni FPV, è alimentato dai bassi costi di acquisizione e impiego, da una grande reperibilità e da un semplice utilizzo che non necessita di lunghi periodi di addestramento.
Per questa ragione, i due principali gruppi non statali del Mali, il JNIM e l’FLA, hanno utilizzato questi droni ancor prima delle forze convenzionali. Già nel febbraio 2025, l’FLA (Fronte di Liberazione dell’Azawad) ha utilizzato un drone da ricognizione armato di fabbricazione cinese, il Flydragon FDG410, per abbattere un elicottero dell’esercito maliano nei pressi di Tessalit, nella regione maliana confinante con l’Algeria, rendendo l’FLA il primo gruppo ribelle del Sahel a distruggere un velivolo militare con un drone. Nel marzo 2026, l’FLA ha affermato di aver condotto 7 attacchi con 25 droni kamikaze contro le Forze Armate Maliane e contro l’Africa Corps, impiegando altresì droni a fibra ottica per eludere i sistemi di Jamming dispiegati, dopo i primi attacchi, nelle varie basi e avamposti.
Tuttavia, il primo attore non statale ad aver utilizzato dei droni in Mali è il JNIM (Jamaʿat Nuṣrat al-Islām wa-l muslimīn) già nel 2023, senza però un impatto iniziale significativo sul vantaggio conseguito. Tra il 2023 e il 2025 l’ACLED (Armed Conflict Location and Event Data Project) ha registrato l’impiego di droni da parte del JNIM in almeno 89 occasioni, di cui 69 attacchi. Il gruppo utilizza principalmente droni FPV di costruzione cinese del modello DJI M30T, dotati di termocamera, e il più noto ed economico DJI Mavic, il cui costo si aggira tra i 500 e i 700 dollari ed è facilmente reperibile su siti di e-commerce.
L’estensione dell’impiego di droni FPV in Ucraina ha modificato profondamente il modo di condurre un’operazione militare a livello tattico. Ancor prima di essere compresa dagli Stati europei, la lezione ucraina di adattamento di droni commerciali economici in armi di precisione contro un avversario tecnologicamente superiore è stata replicata nel Sahel da attori che, attraverso il loro impiego, logorano sempre più il monopolio della forza statale e si affermano come fazioni sempre più forti, di conseguenza, difficili da contrastare. Gli Stati devono guardare con attenzione agli eventi in Mali, non solo per la natura del conflitto in sé, ma anche a come, attraverso la sistematica diffusione di efficienti sistemi quali i droni, sempre più a
