Oltre 260 comuni presenti su 380 associati. Al centro del confronto il futuro delle aree interne, la qualità della vita, i servizi e la transizione digitale. Wind Tre protagonista con il programma “Borghi Connessi”.
TREVI – I borghi italiani si candidano sempre più a essere protagonisti delle strategie di sviluppo del Paese. È questo il messaggio emerso dall’Assemblea Nazionale de I Borghi più belli d’Italia, che si è svolta oggi a Trevi, in Umbria, alla presenza di oltre 260 amministrazioni comunali provenienti da tutta Italia, su un totale di 380 comuni associati.
Un appuntamento che ha riunito sindaci, amministratori locali, rappresentanti delle istituzioni nazionali e regionali, partner privati e stakeholder impegnati nella valorizzazione dei territori, confermando il ruolo dell’associazione come punto di riferimento per la promozione dei piccoli centri storici italiani.
Ad aprire i lavori è stato il presidente dell’associazione, Fiorello Primi, che ha tracciato un bilancio dei risultati raggiunti negli ultimi anni e indicato le sfide future. Pur sottolineando il successo della rete dei Borghi più belli d’Italia sul piano turistico ed economico – con oltre 23 milioni di pernottamenti annui, circa 15 mila strutture ricettive e un indotto superiore ai 5 miliardi di euro – Primi ha evidenziato come il turismo da solo non sia sufficiente a contrastare il fenomeno dello spopolamento che continua a interessare molte aree interne del Paese.
Secondo il presidente, occorre un cambio di paradigma che affianchi alla promozione turistica politiche capaci di garantire servizi, lavoro e qualità della vita ai residenti. La priorità resta quella di tutelare quella che ha definito la “biodiversità umana” dell’Italia, rappresentata dalle comunità che custodiscono tradizioni, identità culturali e patrimonio storico.
A portare il saluto della Regione Umbria è stata l’assessora al Turismo e alle Aree Interne Simona Meloni, che ha definito i piccoli comuni la “spina dorsale dell’Italia”. Meloni ha illustrato le politiche regionali destinate alle aree interne, ricordando gli investimenti messi in campo attraverso fondi europei e regionali per rafforzare servizi, infrastrutture e opportunità economiche nei territori più fragili.
L’assessora ha sottolineato la necessità di promuovere un turismo sostenibile e non predatorio, capace di generare valore per le comunità locali, evidenziando come la qualità della vita rappresenti oggi uno dei principali fattori di attrazione sia per i visitatori sia per nuovi residenti, inclusi lavoratori da remoto e nomadi digitali.
Particolarmente atteso anche l’intervento del sottosegretario al Ministero dell’Interno Emanuele Prisco, che ha ribadito il ruolo fondamentale dei sindaci e degli amministratori locali come primo presidio democratico delle comunità. Prisco ha sottolineato come la valorizzazione dei borghi non possa prescindere dal mantenimento dei servizi essenziali, dalla sanità all’istruzione, dai trasporti alla sicurezza.
Per il rappresentante del Governo, i piccoli comuni non sono soltanto custodi dell’identità nazionale, ma anche luoghi capaci di attrarre investimenti e nuove opportunità economiche. Un dato, in particolare, evidenzierebbe il crescente interesse verso questi territori: tra il 2024 e il 2025 le ricerche online dedicate ai borghi italiani sarebbero aumentate del 53%, segnale di una domanda crescente orientata verso esperienze autentiche e modelli di vita più sostenibili.
Tra i protagonisti dell’assemblea anche Wind Tre, partner storico dell’associazione e sponsor dell’evento. A rappresentare l’azienda è stato Paolo Campagnolo, Project Owner del programma “Borghi Connessi”, iniziativa che punta a sostenere la digitalizzazione dei piccoli comuni e a ridurre il divario tecnologico tra aree urbane e territori periferici.
Nel suo intervento, Campagnolo ha evidenziato come la connettività rappresenti oggi una condizione essenziale per contrastare lo spopolamento e favorire nuove opportunità di sviluppo economico, sociale e turistico. La trasformazione digitale, infatti, viene sempre più considerata uno strumento strategico per migliorare la qualità della vita, attrarre nuove professionalità e rendere i borghi competitivi in un contesto globale.
Nel corso dei lavori è emersa una visione condivisa: il futuro dei borghi italiani dipenderà dalla capacità di coniugare tutela del patrimonio, innovazione tecnologica, sostenibilità ambientale e rafforzamento dei servizi. Una sfida che richiede la collaborazione tra istituzioni, associazioni, imprese e comunità locali.
L’assemblea di Trevi ha così rappresentato non soltanto un momento di confronto tra amministratori, ma anche l’occasione per rilanciare una strategia nazionale sulle aree interne, riconoscendo ai borghi un ruolo centrale nello sviluppo equilibrato del territorio italiano. Un patrimonio di storia, cultura e identità che, come emerso dagli interventi della giornata, non appartiene soltanto alle comunità che lo abitano, ma costituisce una risorsa strategica per l’intero Paese.
