La costellazione italiana IRIDE continua a crescere e consolida il ruolo dell’Italia tra i protagonisti europei dell’Osservazione della Terra. Con il lancio di altri sette satelliti HEO, il programma spaziale sostenuto dal Governo italiano attraverso il PNRR compie un nuovo passo strategico verso la costruzione di una delle infrastrutture satellitari più avanzate del continente.
Il nuovo batch di satelliti è stato lanciato il 3 maggio 2026 a bordo di un Falcon 9 di SpaceX dalla base di Vandenberg, in California. Dopo la separazione in orbita, il segnale di tutti i satelliti è stato acquisito con successo dal Mission Control Center dello SpacePark di Argotec, a Torino, confermando la piena operatività della missione.
Con questo secondo lotto, la costellazione HEO raggiunge quota 15 satelliti attivi, superando la metà del programma previsto. Sommando anche gli altri asset già operativi, IRIDE arriva complessivamente a 31 satelliti in orbita, delineandosi sempre più come una vera “costellazione di costellazioni”, capace di integrare differenti tecnologie e capacità osservative all’interno di un unico ecosistema spaziale nazionale.
Finanziato con oltre un miliardo di euro tra fondi del PNRR e risorse nazionali, il progetto rappresenta uno degli investimenti più significativi mai realizzati dall’Italia nel settore spaziale. Coordinato dall’Agenzia Spaziale Europea con il supporto dell’Agenzia Spaziale Italiana, IRIDE punta non solo a rafforzare l’autonomia strategica del Paese nell’accesso ai dati satellitari, ma anche a creare un’infrastruttura tecnologica in grado di sostenere la crescita della space economy italiana.
I satelliti HEO, progettati e realizzati da Argotec, appartengono a una nuova generazione di piattaforme compatte e modulari dedicate all’Osservazione della Terra. Con un peso di circa 70 chilogrammi, sono equipaggiati con sensori ottici multispettrali capaci di acquisire immagini ad alta precisione, con una risoluzione di 2,6 metri per pixel. Ad oggi la costellazione ha già raccolto oltre 1.700 immagini della Terra, generando più di 3.000 GB di dati e monitorando circa 9 milioni di chilometri quadrati di superficie terrestre, un’area superiore di oltre trenta volte a quella italiana.
Una volta completata, la componente HEO raggiungerà 25 satelliti in orbita, consentendo un revisit time praticamente continuo sull’intero territorio nazionale. Questo permetterà di ottenere dati aggiornati quasi in tempo reale per applicazioni strategiche che spaziano dal monitoraggio del dissesto idrogeologico agli incendi boschivi, dal controllo delle infrastrutture critiche alla qualità dell’aria, fino al supporto meteorologico e ambientale.
L’impatto del programma non riguarda soltanto la dimensione istituzionale. IRIDE si propone infatti come una piattaforma aperta allo sviluppo di nuovi servizi e applicazioni per startup, PMI e operatori industriali, favorendo la nascita di un ecosistema economico basato sull’utilizzo dei dati geospaziali. In questo senso il progetto rappresenta un importante motore di innovazione per la space economy italiana, creando nuove opportunità industriali e rafforzando competenze tecnologiche ad alto valore aggiunto.
Secondo Simonetta Cheli, Direttrice dei Programmi di Osservazione della Terra dell’ESA e responsabile di ESA/ESRIN, il raggiungimento di questa nuova milestone dimostra la solidità del piano industriale e tecnologico del programma, sviluppato con mesi di anticipo rispetto alle scadenze del PNRR. Cheli ha inoltre sottolineato come i prossimi lanci delle costellazioni Eaglet II, HEO e degli altri sistemi previsti contribuiranno a rafforzare ulteriormente le capacità dell’infrastruttura italiana di osservazione satellitare.
Anche il presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana, Teodoro Valente, ha evidenziato il valore strategico del programma, definendolo uno strumento fondamentale per aumentare la competitività industriale e tecnologica del Paese e per garantire all’Italia una crescente autonomia nelle attività di monitoraggio e gestione del territorio.
Per David Avino, CEO e fondatore di Argotec, ogni nuovo lancio rappresenta “un pezzo d’Italia nello Spazio”. Il manager ha sottolineato come i satelliti già operativi stiano producendo dati concreti e immediatamente utilizzabili dalle amministrazioni pubbliche, mentre nei laboratori dell’azienda torinese sono già pronti gli asset destinati alle prossime missioni.
Con IRIDE, l’Italia non si limita dunque a partecipare alla nuova corsa allo spazio, ma punta a costruire una filiera autonoma e competitiva nel settore dell’Osservazione della Terra, trasformando gli investimenti del PNRR in una leva strategica per innovazione, sicurezza e crescita economica.
