L’autofagia del CJNG e la balcanizzazione del cartello

Circa due mesi fa, la caduta di Nemesio Oseguera Cervantes, El Mencho, è stata accompagnata dal frastuono della guerra aperta: lanciarazzi, mitragliatrici pesanti ed elicotteri abbattuti a Tapalpa. L’arresto del suo successore designato, Audias Flores Silva detto El Jardinero, è avvenuto invece nel silenzio più assoluto: nessuno scontro a fuoco e neppure nessuna resistenza. Il nuovo vertice del Cártel de Jalisco Nueva Generación (CJNG), protetto da sessanta sicari pesantemente armati, è stato estratto da un condotto di scolo nello stato del Nayarit. Questo contrasto non è un mero dettaglio di cronaca, ma la chiave di lettura dell’inizio di una nuova era. Se il “rumore” era il simbolo di un cartello compatto che sfidava frontalmente lo Stato, il “silenzio” dell’operazione contro El Jardinero porta con sé l’eco inequivocabile del tradimento.

La rapidità con cui l’intelligence è arrivata al nascondiglio del boss, senza sparare un colpo, indica che l’organizzazione è entrata in una fase di spietata autofagia: sta divorando sé stessa. Figure apicali del cartello stanno attivamente collaborando con le autorità governative, vendendo le posizioni dei propri rivali interni: l’obiettivo è utilizzare le forze dello Stato come un’arma per eliminare la concorrenza e scalare ciò che resta della piramide gerarchica.

Il CJNG non ha, fino ad oggi, operato come una banda tradizionale, ma attraverso un sofisticatissimo modello di “franchising”: il vertice concedeva l’uso del proprio temuto “brand” a gruppi criminali locali in cambio di disciplina militare, controllo ferreo delle rotte logistiche e, soprattutto, una quota dei profitti. Il collante di questo ecosistema non era solo la violenza, ma la complessa architettura finanziaria. Non a caso, parallelamente alla cattura di “El Jardinero”, a Jalisco è caduto anche César “N”, alias “El Güero Conta”: il suo contabile. Egli gestiva l’intricata rete di riciclaggio di capitali, muovendo il denaro del fentanyl attraverso immobili, criptovalute e il settore agricolo.

Venendo a mancare un direttivo e svanendo i canali sicuri per ripulire il denaro, le filiali locali si ritrovano improvvisamente isolate. Senza indicazioni dall’alto e senza il supporto logistico centrale, i vari franchising smettono di inviare i dividendi al vertice e iniziano a combattersi per la sopravvivenza. Questa balcanizzazione sta trasformando i territori controllati dal cartello in una scacchiera fuori controllo, dove diverse fazioni reclamano il potere. Tra le anime in lotta spiccano: l’ala paramilitare, guidata da figure come Juan Carlos Valencia (noto come “El 03” o “El JP”, figliastro di El Mencho), che controlla il temibile “Grupo Élite”, l’esercito privato del cartello, e rivendica la successione per diritto dinastico, e i capi regionali, ossia i signori di piazze chiave (come i porti di Manzanillo e Lázaro Cárdenas), che cercano l’indipendenza per trattenere il 100% dei profitti del traffico da precursori chimici dall’Asia.

Washington e Città del Messico sembrano aver colto questa debolezza strutturale, con l’obiettivo tattico di forzare questa frammentazione, spaccando il cartello in decine di cellule disconnesse, per impedire che chiunque possa ereditare l’infrastruttura pre-esistente. Tuttavia, abbattere i vertici per atomizzare un monopolio comporta rischi altissimi: il cartello di Sinaloa potrebbe approfittare di questo caos, lanciando pesanti offensive per riconquistare i corridoi strategici negli stati di Zacatecas, Colima e Michoacán, e aprendo nuovi fronti di guerra proprio mentre il CJNG è logorato dai propri.

Mostrare all’opinione pubblica l’arresto di grandi boss è un colpo mediatico formidabile, utile a placare la pressione degli USA, devastati dalle morti per overdose di oppiodi, ma quando un cartello globale si disintegra in una miriade di bande, queste perdono l’accesso alle redditizie rotte internazionali della cocaina e del fentanyl e, per finanziarsi, sono costrette a rivolgersi ad azioni criminali minori, riversando violenza nelle strade e sui cittadini, sotto forma di estorsioni capillari (cobro de piso), rapimenti e controllo dei mercati rionali.

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