Il primo aprile 2026 la nave oceanografica della marina militare indonesiana KRI CANOPUS-936, di recente costruzione tedesca, ha attraccato al WNC (Western Naval Command) di Lagos, in Nigeria. L’arrivo della Canopus segue 6 settimane di visita di un’altra nave indonesiana, la MPCS (Multipurpose Combat Ship PPA) KRI PRABU SILIWANGI-321, consegnata da Fincantieri lo scorso dicembre ed in visita a Lagos dal 24 febbraio.
Le visite della marina indonesiana segnano il periodo più attivo di diplomazia navale tra le due nazioni dalla metà degli anni ’90 e si inseriscono in un più ampio scenario di cooperazione tra i due paesi, formalizzata con una lettera d’intenti firmata tra i due stati nel 2023, cornice giuridica e diplomatica fondamentale per l’attuale fase di cooperazione marittima tra i due Paesi. L’accordo del maggio 2023 promuove la cooperazione in materia di difesa e sicurezza basata su diversi pilastri strategici: Maritime Domain Awareness al fine di migliorare le capacità della marina nigeriana nel Golfo di Guinea, operazioni antipirateria, ma anche collaborazione d’Intelligence e intesa nell’approvvigionamento di equipaggiamento militare e allo sviluppo della capacità industriale. Le recenti visite sono quindi una prima applicazione concreta di quanto stipulato dai rispettivi plenipotenziari tre anni fa.
La partnership tra i due paesi, che stabilisce operazioni congiunte, punta ad applicare il modello con cui l’Indonesia presidia lo stretto di Malacca, dove gli stati hanno raggiunto un sistema di coordinamento e di condivisione di informazioni per assicurare la libera e sicura navigazione del corridoio marittimo in cui transita circa il 30% del commercio marittimo globale, approssimativamente 100.000 navi l’anno. Per questo progetto strategico è stata pianificata per la metà del 2026 l’istituzione di una Task Force del Golfo di Guinea tra paesi dell’ECOWAS.
L’attenzione dell’Indonesia ai paesi del golfo dell’Africa occidentale non è casuale, ma espressione di una strategia “Sud-Sud” che Giacarta sta mettendo in atto da ormai diversi anni, in particolare attraverso la “diplomazia navale”, elemento chiave per un paese insulare al centro della principale rotta marittima del mondo. In particolare, con l’emergere dell’Indo-Pacifico come regione geostrategica centrale, l’Indonesia si pone come un interlocutore alternativo per i paesi del Global South. Proprio in Africa occidentale Giacarta trova gli asset fondamentali per garantire la propria crescita a potenza, quali nuovi partner per diversificare la propria economia, risorse energetiche ed investimenti.
In particolare, la Nigeria è il secondo partner commerciale africano dell’Indonesia dopo il Sudafrica, con un interscambio tra i due paesi cresciuto da 2 miliardi nel 2021 a 3.8 miliardi nel 2023. Inoltre, gli investimenti diretti esteri indonesiani in Nigeria interessano molteplici settori, da quello alimentare a quello petrolchimico. Sebbene la presenza nigeriana in Indonesia sia limitata, oltre 15 aziende indonesiane operano in Nigeria, influenzando consumi, industria e occupazione.
Lo sviluppo e la crescita poggiano su una condizione necessaria: la sicurezza. I comuni interessi marittimi di Abuja e Giacarta possono essere raggiunti solo se viene garantito un livello di sicurezza del Golfo di Guinea e sul continente abbastanza elevato da garantire il sicuro transito delle merci e lo sviluppo di infrastrutture su cui investire. Ad oggi, tuttavia, il Golfo di Guinea rimane una delle zone marittime più pericolose al mondo, seppur in miglioramento negli ultimi anni; nel 2025 sono stati registrati 21 incidenti e 23 membri di equipaggi rapiti, episodi che hanno portato l’International Bargaining Forum (IBF) a definire le acque territoriali della Nigeria e Benin come “ad alto rischio”.
Il successo dell’asse Lagos-Giacarta dipenderà dalla capacità di trasformare questi accordi in una protezione reale. Solo declassando il Golfo di Guinea da zona ‘ad alto rischio’ a hub sicuro, la Nigeria potrà garantire la stabilità necessaria agli investimenti indonesiani e mondiali e beneficiarne in termini di crescita.
