Agropoli laboratorio di innovazione digitale: il modello smart destination nel progetto europeo PRIDE

Agropoli si candida a diventare un caso di studio nel panorama italiano ed europeo della trasformazione digitale applicata ai territori. La presentazione del Technology Audit nell’ambito del progetto europeo P.R.I.D.E. – Polo Regionale per l’Innovazione Digitale Evoluta – segna infatti un passaggio rilevante nella costruzione di modelli di governance territoriale basati sui dati, capaci di coniugare sviluppo turistico, sostenibilità e innovazione.

L’iniziativa, ospitata il 23 aprile presso l’Aula Consiliare “A. Di Filippo” del Comune di Agropoli, si inserisce nel quadro delle attività di EDIH PRIDE – European Digital Innovation Hub finanziato dal programma Europa Digitale e coordinato dal Campania DIH – Rete Confindustria. Un’infrastruttura strategica pensata per accompagnare imprese e Pubbliche Amministrazioni nei processi di digitalizzazione attraverso servizi avanzati di assessment, formazione, sperimentazione tecnologica e accesso alla finanza per l’innovazione.

Al centro dell’incontro, il Technology Audit che ha restituito un quadro particolarmente significativo: Agropoli raggiunge un livello di maturità digitale pari al 74%, un dato superiore alla media nazionale ed europea. Un risultato che non rappresenta solo un indicatore tecnico, ma il segnale di una trasformazione già in atto, capace di incidere sulle modalità di gestione del territorio e sulla qualità dei servizi offerti.

Nel suo intervento, il sindaco Roberto Antonio Mutalipassi ha sottolineato come l’utilizzo dei dati stia già contribuendo a leggere in modo più accurato i flussi turistici, evidenziando una crescita positiva e fornendo una base solida per politiche pubbliche più mirate. In questa prospettiva, la digitalizzazione diventa uno strumento di governo, non un semplice aggiornamento tecnologico, consentendo di orientare lo sviluppo urbano e turistico in linea con le strategie europee di innovazione e sostenibilità.

La dimensione sistemica del progetto è stata ribadita da Edoardo Imperiale, coordinatore EDIH PRIDE e CEO del Campania DIH, che ha evidenziato il valore dell’integrazione tra competenze, tecnologie e governance. Il caso di Agropoli dimostra come l’applicazione dei dati al turismo possa favorire l’evoluzione verso modelli più intelligenti e resilienti, rafforzando la capacità di analisi e programmazione dei territori.

Un passaggio chiave riguarda proprio il ruolo dei dati come infrastruttura immateriale. Gli interventi di WINDTRE, con Crescenzo Coppola e Mario Conti, hanno messo in luce come le soluzioni sviluppate nell’ambito del progetto PRIDE consentano alle amministrazioni di disporre di basi informative affidabili per supportare decisioni in ambiti strategici come pianificazione urbana, mobilità, sicurezza e gestione dei servizi pubblici. L’obiettivo, in prospettiva, è costruire una cultura amministrativa sempre più data driven, in grado di aumentare efficienza, sostenibilità e attrattività dei territori.

Le conclusioni affidate all’assessore regionale Vincenzo Maraio hanno rafforzato la dimensione politico-strategica dell’iniziativa. La collaborazione tra pubblico e privato emerge come condizione necessaria per affrontare la complessità della transizione digitale, mentre la capacità di interpretare i dati diventa un fattore determinante per la gestione dei flussi turistici e per il miglioramento dei servizi. In questo quadro, il percorso avviato ad Agropoli potrà integrarsi con strumenti già esistenti, come l’osservatorio turistico locale, creando sinergie utili a potenziare ulteriormente le capacità di analisi e pianificazione.

L’esperienza di Agropoli si inserisce così in una traiettoria più ampia che riguarda il futuro delle città e dei territori europei. La trasformazione digitale non è più solo una questione tecnologica, ma un processo che ridefinisce modelli di sviluppo, relazioni tra istituzioni e cittadini, e capacità competitiva dei sistemi locali. In questo senso, il progetto PRIDE offre una chiave di lettura concreta: costruire ecosistemi territoriali intelligenti, in cui i dati diventano leva strategica per governare il cambiamento.

Il prossimo coinvolgimento del Comune di Ogliastro Cilento, già annunciato nel corso dell’incontro, conferma la volontà di estendere questo modello ad altri contesti locali, rafforzando una rete territoriale orientata all’innovazione. Una dinamica che, se consolidata, potrebbe rappresentare un riferimento replicabile anche su scala nazionale ed europea.

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