XL Premio Europeo Capo Circeo, Palazzo Carpegna celebra a Roma i protagonisti della nuova Europa

Roma torna al centro del dialogo culturale e istituzionale europeo con la quarantesima edizione del Premio Europeo Capo Circeo, ospitata nell’Aula Convegni di Palazzo Carpegna, sede del Senato della Repubblica. Un appuntamento che, nel corso degli anni, ha consolidato il proprio ruolo come spazio di riconoscimento del merito e, al tempo stesso, come piattaforma di confronto internazionale capace di mettere in relazione discipline, territori e visioni.

Promossa dal senatore Pierantonio Zanettin, l’iniziativa si inserisce in un contesto geopolitico e culturale sempre più interconnesso, con l’obiettivo di rafforzare i legami tra Europa, Mediterraneo e Asia centrale. Un asse strategico che riflette le trasformazioni in atto nello scenario globale, dove cultura, scienza e informazione diventano strumenti centrali per costruire nuove forme di cooperazione.

L’apertura dei lavori ha visto gli interventi istituzionali dello stesso Zanettin e di Floriana Filippini, segretaria del Premio Europeo Capo Circeo, che hanno sottolineato il valore della continuità e della crescita dell’iniziativa. A seguire, Enea Franza e Carlo Sgandurra hanno ribadito la missione del Premio: valorizzare eccellenze capaci di incidere nei rispettivi ambiti e contribuire alla costruzione di un dialogo internazionale fondato su competenze e visione.

A dare ulteriore profondità al confronto è stato l’intervento di Enzo Siviero, presidente del Comitato d’Onore, che ha proposto una lettura ampia delle connessioni tra Baltico, Mediterraneo ed Eurasia. Una riflessione che ha posto l’accento su infrastrutture materiali e immateriali, evidenziando come le nuove direttrici di sviluppo passino sempre più attraverso reti di collaborazione transnazionale.

Il momento centrale della giornata è stato rappresentato dalla cerimonia di premiazione, introdotta dal vicepresidente del PECC Corrado Rendo. Un parterre di premiati che riflette l’ampiezza e l’interdisciplinarità dell’iniziativa: dallo studio di architettura Snøhetta, protagonista di progetti di respiro globale, all’astrofisica Jocelyn Bell Burnell, figura di riferimento nella ricerca scientifica internazionale. Accanto a loro, Stefano Mancuso per la botanica, Liam Neeson per il cinema e le identità culturali, Alissa Jung per il cinema e la televisione, Fabio Mini per la geopolitica, Lorenza Lei per la gestione delle grandi strutture culturali e Maurizio Pizzuto per il contributo nel campo dei media e dell’informazione.

La varietà dei profili premiati restituisce una fotografia significativa della contemporaneità: un’Europa che si definisce non solo attraverso le istituzioni, ma anche attraverso la capacità dei suoi protagonisti di interpretare e guidare i cambiamenti in ambito scientifico, culturale e comunicativo.

Sul piano organizzativo, il Premio Europeo Capo Circeo si conferma sostenuto da una struttura consolidata, guidata da un Consiglio Direttivo composto, tra gli altri, da Carlo Sgandurra, Enea Franza, Corrado Rendo, Floriana Filippini e Domenico Cambareri. Una governance che ha garantito continuità e sviluppo a un’iniziativa capace di attraversare quattro decenni mantenendo intatta la propria vocazione internazionale.

In un contesto globale segnato da frammentazioni e nuove linee di frattura, il Premio Europeo Capo Circeo riafferma così il valore del dialogo tra saperi e culture, proponendosi come uno dei luoghi simbolici in cui l’Europa continua a raccontare sé stessa e il proprio ruolo nel mondo.

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