Costruire una cultura condivisa della sicurezza, rafforzare il coordinamento tra istituzioni e parti sociali e accompagnare l’innovazione del settore ambientale con strumenti concreti di prevenzione. Sono questi i principali temi emersi dall’evento “Sicurezza Lavoro Ambiente”, promosso dalla Fondazione Rubes Triva e ospitato presso il Palazzo delle Esposizioni, che ha riunito rappresentanti delle istituzioni, enti di ricerca, imprese e organizzazioni sindacali.
L’iniziativa ha offerto un momento di confronto ampio su uno dei nodi centrali del sistema produttivo contemporaneo: la capacità di integrare sicurezza sul lavoro, sostenibilità ambientale e sviluppo economico, in un settore – quello dei servizi ambientali – sempre più strategico per il Paese.
Ad aprire i lavori è stato Domenico Ruggiero, che ha sottolineato la necessità di superare una visione della sicurezza intesa come semplice obbligo normativo. L’obiettivo, ha spiegato, è trasformarla in una leva culturale e strategica, capace di incidere sulla qualità del lavoro e sulla competitività delle imprese. Una visione condivisa anche da Giuseppe Busia, che ha richiamato il ruolo crescente della digitalizzazione e dei contratti pubblici nel garantire standard elevati di qualità e sicurezza, evidenziando come il comparto ambientale rappresenti un laboratorio avanzato di integrazione tra innovazione e tutela del lavoro.
Nel corso dei saluti istituzionali, Sabrina Alfonsi ha ribadito l’importanza di rafforzare la collaborazione tra istituzioni, imprese e lavoratori. I dati dell’indagine ESENER confermano infatti come le aziende del settore ambientale si distinguano per un elevato livello di coinvolgimento dei dipendenti nelle politiche di prevenzione, elemento che contribuisce a rafforzare l’efficacia delle strategie di sicurezza.
Particolarmente significativo il contributo delle realtà operative, tra cui AMA Roma, la Regione Toscana e il Gruppo Hera, che hanno condiviso esperienze concrete nella gestione della sicurezza. Il confronto tra INAIL, INL e ANCI ha inoltre evidenziato una volontà comune di rafforzare il coordinamento delle politiche pubbliche e delle attività di controllo, con l’obiettivo di rendere la sicurezza un elemento strutturale dei modelli organizzativi.
In questo quadro si inserisce il piano triennale 2026-2028 della Fondazione, illustrato da Stefania Tomaro. Il programma si articola in quattro direttrici principali: supporto alle imprese, attività istituzionale, ricerca e pubblicazioni, formazione. Un approccio che punta a diffondere modelli organizzativi avanzati, sviluppare la ricerca scientifica e valorizzare l’uso dei dati in un settore sempre più attraversato dall’innovazione tecnologica. La Fondazione intende inoltre rafforzare le collaborazioni con Istituto Superiore di Sanità e altri enti di ricerca, con l’obiettivo di trasformare la gestione del rischio in politiche attive del lavoro.
Ampio spazio è stato dedicato anche al ruolo della contrattazione collettiva, con la partecipazione di Utilitalia, Cisambiente, Assoambiente, Legacoop, FP CGIL e FIADEL. Dal confronto è emersa con chiarezza la funzione strategica degli accordi collettivi e aziendali nel migliorare le condizioni di lavoro e accompagnare i processi di innovazione, garantendo al contempo elevati standard di tutela.
Nel pomeriggio, Fabrizio D’Ascenzo ha sottolineato il valore della collaborazione tra istituzioni e Fondazione per promuovere una cultura della sicurezza sempre più diffusa. Tra i momenti più rilevanti, la presentazione del “Cruscotto di indicatori di comparto”, sviluppato con il contributo di Sapienza Università di Roma e Scuola Superiore Sant’Anna. Lo strumento consente alle imprese dell’igiene urbana di misurare l’impatto delle proprie attività in termini economici, sociali e ambientali, offrendo una base solida per decisioni strategiche fondate sui dati.
I lavori si sono conclusi con una tavola rotonda dedicata alle sinergie per uno sviluppo sostenibile, che ha visto la partecipazione delle principali rappresentanze istituzionali e sindacali. Un confronto che ha confermato come la sicurezza sul lavoro non possa essere affrontata in modo isolato, ma richieda una visione sistemica e condivisa.
A chiudere l’evento, il Presidente della Fondazione ha ribadito la necessità di consolidare il dialogo tra tutti gli attori del settore e di investire in formazione, conoscenza e strumenti operativi. In questa prospettiva, la Fondazione si candida a svolgere un ruolo sempre più centrale nel monitoraggio della salute dei lavoratori e nella produzione di dati a supporto delle scelte strategiche.
Un impegno che guarda al futuro e che individua nella collaborazione tra istituzioni, imprese e lavoratori la chiave per coniugare sicurezza, qualità del lavoro e sviluppo sostenibile.
