Roma, 25 marzo 2026 – Nella prestigiosa cornice di Palazzo Valentini è stato presentato il nuovo Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro dedicato alle professioni STEM (Science, Technology, Engineering, Mathematics), nell’ambito del convegno dal titolo “Verso un’economia della conoscenza: CCNL STEM e professioni innovative”.
L’iniziativa, promossa da Federazione STEM, CSE – Confederazione Indipendente Sindacati Europei, Federitaly, CIU Unionquadri e S.N.Ing., segna un passaggio cruciale nel riconoscimento e valorizzazione delle nuove professionalità legate all’innovazione tecnologica e scientifica, attraverso nuove e specifiche regolamentazioni contrattuali.
Il convegno è stata l’occasione per illustrare e approfondire il nuovo CCNL predisposto e proposto proprio dalla Federazione STEM, depositato al CNEL e reso operativo nei mesi scorsi.
L’incontro è stato moderato da Giovanni Battista Todini (Direttore dell’agenzia di stampa Askanews) ed ha visto intervenire esponenti del mondo istituzionale, accademico e professionale: Dario Nanni (Consigliere del Comune di Roma), Tiziano Treu (giurista ed ex Ministro del Lavoro ), l’on. Giulia Pastorella (Commissione Poste e Telecomunicazioni della Camera dei Deputati), Marco Carlomagno (Segretario Generale CSE – Confederazione Indipendente Sindacati Europei e Presidente della Federazione STEM), Beniamino Romano (Segretario generale Federazione STEM), Vittorio D’Orsi (Vice Segretario Generale Federazione STEM), Gabriella Ancora (Presidente CIU UnionQuadri), Maurizio Mensi (docente SNA), Lamberto Scorzino (Segretario Generale Federitaly), Alessandro Risaro (co-founder Datapizza), Iolanda Napolitano (co-founder Federazione STEM), Massimo Lucidi (Presidente fondazione e-Novation), Carlo Verdone (Presidente Federitaly), Tullio Patassini (Comm. Bilancio, Tesoro e Programmazione della Camera dei Deputati) e Claudio Fratocchi (Scientia Consulting).
Gli interventi hanno evidenziato come il nuovo CCNL STEM si propone come uno strumento innovativo che ha l’obiettivo di colmare un vuoto normativo, nel quale molte delle figure professionali emergenti non hanno trovato fino ad ora un adeguato inquadramento nei contratti tradizionali.
Si vuole da un lato valorizzare competenze altamente specializzate, spesso decisive nei processi di innovazione, e dall’altro, rendere il mercato del lavoro più attrattivo e flessibile, in linea con le esigenze di un’economia sempre più basata sulla conoscenza.
Il convegno ha focalizzato l’attenzione su tematiche del lavoro quanto mai attuali e che attengono anche alla competitività e autonomia strategica del nostro sistema Paese e sarà quindi molto interessante monitorare nel prossimo futuro il percorso che il nuovo strumento contrattuale avrà in termini di adozione e sua evoluzione.
Articolo e immagini di Roberto Bettacchi






















