Il NATO Multinational Battle Group a guida italiana ha concluso con successo una significativa esercitazione a fuoco presso il poligono di Koren, in Bulgaria, nell’ambito dell’operazione Forward Land Forces (FLF) dell’Alleanza Atlantica. L’attività addestrativa ha rappresentato la prima esercitazione di tiro della rotazione attualmente dispiegata e ha avuto come obiettivo principale la verifica della capacità di rapido schieramento, dell’integrazione multinazionale e dell’autonomia operativa del dispositivo NATO sul fianco orientale.
Il contingente è guidato dal colonnello Matteo Epifani e rappresenta uno dei principali strumenti della postura di deterrenza dell’Alleanza nell’Europa sud-orientale. L’esercitazione ha coinvolto oltre 150 militari e più di 40 mezzi, tra piattaforme da combattimento, veicoli logistici, assetti del Genio militare e componenti sanitarie.
Al dispositivo italiano, composto da unità provenienti dalle brigate “Garibaldi” e “Pinerolo”, si sono affiancati reparti dell’Esercito di Albania, Bulgaria, Macedonia del Nord, Montenegro e Romania, a conferma della dimensione pienamente multinazionale del Battle Group. L’attività ha quindi rappresentato anche un importante banco di prova per l’interoperabilità tra le diverse forze armate alleate.
L’esercitazione ha preso avvio dal comprensorio addestrativo di Novo Selo, da cui sono partite due autocolonne tattiche dirette verso il poligono di Koren, distante circa 180 chilometri. Il rapido dispiegamento ha consentito di verificare la capacità delle unità di muoversi e operare in modo coordinato su lunga distanza, in uno scenario operativo complesso.
Una volta giunte nell’area di esercitazione, le forze hanno operato in piena autonomia logistica per 96 ore, dimostrando la capacità di sostenere operazioni prolungate lontano dalla base principale. Questo aspetto rappresenta uno degli elementi centrali della strategia NATO sul fianco est, dove rapidità di proiezione e resilienza logistica sono fattori decisivi per garantire una deterrenza credibile.
Durante l’attività sono state testate diverse componenti operative: dall’efficacia del tiro e dalla coordinazione tra i reparti, fino alla pianificazione logistica, alla protezione delle forze e alla gestione del comando e controllo a lunga distanza. Tutti elementi fondamentali per assicurare la prontezza operativa delle unità schierate.
L’esercitazione di Koren ha dunque confermato il livello di integrazione raggiunto tra le forze alleate e la capacità del Battle Group di operare come un sistema militare coeso. Un risultato che rafforza il contributo della NATO alla stabilità e alla sicurezza dell’area balcanica e del fianco orientale dell’Alleanza.
