Investire nelle competenze come infrastruttura strategica per la modernizzazione del Servizio Sanitario Nazionale. È questa la visione alla base di “Il Futuro della Cura”, il nuovo programma nazionale di formazione sull’intelligenza artificiale promosso da Johnson & Johnson insieme a Microsoft Italia, sviluppato in collaborazione con Fondazione Mondo Digitale ETS e con il patrocinio di Farmindustria e della Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome.
L’iniziativa punta a coinvolgere 50.000 professionisti della salute su tutto il territorio nazionale, con l’obiettivo di rafforzare competenze digitali, capacità critiche e abilità operative necessarie per integrare l’AI nella pratica clinica quotidiana in modo consapevole, etico ed efficace.
Le sfide strutturali della sanità
Il contesto è segnato da trasformazioni profonde: invecchiamento della popolazione, aumento delle patologie croniche, pressione sulla sostenibilità economica del sistema e carenza di personale qualificato. Parallelamente, l’intelligenza artificiale e le tecnologie digitali stanno ridefinendo modelli organizzativi e processi di cura.
Le evidenze mostrano che i cittadini si aspettano sempre più professionisti capaci di integrare competenze cliniche e tecnologiche. Allo stesso tempo, gli operatori sanitari dichiarano interesse verso la trasformazione digitale, ma chiedono percorsi formativi strutturati e supporto concreto. In questo scenario, la formazione diventa una leva sistemica per rafforzare resilienza, efficienza e qualità del SSN.
Tre competenze chiave per l’AI in sanità
Il programma si concentra su tre aree fondamentali:
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Alfabetizzazione digitale, per comprendere strumenti di AI e sanità digitale;
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Capacità critica nella valutazione degli output, affinché le decisioni restino sempre guidate dall’uomo;
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Competenza operativa, per integrare le soluzioni nei flussi di lavoro clinici reali.
La formazione sarà erogata attraverso un modello ibrido: sessioni in presenza e online, piattaforma digitale dedicata, moduli video, approfondimenti con esperti di Johnson & Johnson e Microsoft Italia, eventi nazionali e iniziative territoriali. Un approccio pensato per garantire scalabilità e allo stesso tempo adattabilità ai diversi contesti regionali.
AI, etica e supervisione umana
Uno dei pilastri del progetto è la promozione di un utilizzo responsabile dell’intelligenza artificiale, con attenzione a supervisione umana, qualità degli output, protezione dei dati, gestione dei bias e tracciabilità delle decisioni cliniche. L’obiettivo è chiaro: l’AI deve rafforzare – non sostituire – il ruolo dei professionisti e tutelare la relazione medico-paziente.
L’iniziativa rientra nella piattaforma globale J&J CareCommunity e nel programma Microsoft Elevate, che mira a diffondere competenze e strumenti per prosperare in un’economia guidata dall’AI.
Un impegno condiviso tra pubblico e privato
Secondo Jacopo Murzi, Managing Director di Johnson & Johnson Innovative Medicine Italia, investire nelle competenze significa costruire un sistema sanitario più resiliente, inclusivo ed efficiente. Vincenzo Esposito, AD di Microsoft Italia, sottolinea come l’AI abbia il potenziale di trasformare il settore sanitario, ma solo a condizione che si investa nella formazione.
Per Mirta Michilli, direttrice generale della Fondazione Mondo Digitale, la trasformazione digitale non sostituisce i professionisti ma richiede un aggiornamento continuo delle competenze. Un concetto condiviso anche dal mondo istituzionale: dall’On. Luciano Ciocchetti alla Sen. Beatrice Lorenzin, fino a Francesco Saverio Mennini del Ministero della Salute, che evidenziano la necessità di una governance chiara e orientata al paziente.
Carlo Riccini, Direttore Generale di Farmindustria, richiama inoltre il ruolo strategico dell’AI nella ricerca farmaceutica, dove si registra una crescita significativa delle molecole in sviluppo e una riduzione dei tempi di ricerca grazie alle tecnologie digitali.
Verso un SSN più sostenibile e innovativo
“Il Futuro della Cura” si inserisce in una visione di sistema che punta a rafforzare il personale sanitario, sostenere la trasformazione digitale e garantire che l’innovazione sia al servizio dell’equità, della sostenibilità e della qualità delle cure.
Investire nelle persone – ribadiscono i promotori – significa investire nella capacità del Paese di affrontare le sfide future. In un’epoca in cui la tecnologia evolve rapidamente, la vera infrastruttura strategica resta la competenza umana.
