Il completamento del Mercato Unico europeo passa sempre più dalla capacità dell’Unione di garantire non solo la libertà di movimento, ma anche il diritto dei cittadini a restare nei territori in cui vivono, lavorano e costruiscono il proprio futuro. È in questo contesto che si inserisce l’iniziativa Freedom to Stay, che sarà ufficialmente lanciata il prossimo 23 febbraio 2026 presso il Parlamento europeo, nella sala Spinelli 3H1, su impulso di SGI Europe insieme ai membri della rete dei Servizi di Interesse Generale e ai deputati europei dell’Intergruppo sui Servizi di Interesse Generale e sull’Economia Sociale.
L’obiettivo della nuova Coalizione è quello di riunire istituzioni, stakeholder e fornitori di servizi essenziali attorno a una visione condivisa: rafforzare la coesione territoriale dell’Unione attraverso un accesso equo ai Servizi di Interesse Generale. In un’Europa caratterizzata da crescenti divari economici, demografici e infrastrutturali tra aree urbane e regioni periferiche, il diritto a restare nel proprio territorio diventa infatti una condizione fondamentale per garantire resilienza sociale e competitività economica.
Ad aprire il dibattito sarà l’intervento introduttivo di Enrico Letta, autore del rapporto Much More than a Market, documento strategico sul futuro del Mercato Unico che ha evidenziato la necessità di affiancare alle tradizionali libertà economiche nuove dimensioni sociali e territoriali. La discussione sarà introdotta dall’eurodeputata Camilla Laureti, vicepresidente dell’Intergruppo, e moderata dall’eurodeputato Karlo Ressler. Seguirà una tavola rotonda che riunirà rappresentanti di primo piano della comunità dei Servizi di Interesse Generale, tra cui Botond Szebeny di PostEurop, Alberto Mazzola della Community of European Railway and Infrastructure Companies, Thomas Avanzata dell’UITP e Sylvie Slangen di HOSPEEM.
L’evento si concluderà con l’intervento dell’eurodeputata Marion Walsmann e con un invito all’azione da parte della Segretaria Generale di SGI Europe, Valeria Ronzitti, che lancerà ufficialmente l’iniziativa Freedom to Stay.
Al centro del confronto vi sarà il riconoscimento della Freedom to Stay come fattore abilitante per il completamento del Mercato Unico: garantire l’accesso universale a servizi essenziali come trasporti, sanità, energia, istruzione e connettività digitale rappresenta infatti una leva strategica per contrastare lo spopolamento delle aree interne, sostenere la transizione digitale e rafforzare la competitività dell’Unione nel lungo periodo .
Per il dibattito europeo, si tratta di un passaggio cruciale. Se la costruzione del Mercato Unico si è storicamente fondata sulla mobilità di beni, capitali e persone, la nuova agenda politica europea sembra orientarsi verso un modello in cui anche la possibilità di restare diventa una libertà da tutelare. Una prospettiva che introduce una dimensione sociale più marcata nell’architettura economica dell’Unione e che potrebbe ridefinire il ruolo dei Servizi di Interesse Generale come infrastruttura strategica per lo sviluppo equilibrato del continente.
Un tema che si inserisce pienamente nel più ampio dibattito sull’evoluzione della governance europea e sulle politiche di coesione, destinato a occupare un posto centrale anche nelle analisi e negli approfondimenti di European Affairs Magazine nei prossimi mesi.
