Difesa, via libera del Senato al programma GCAP: l’Italia punta sui velivoli di sesta generazione

La 3ª Commissione Affari Esteri e Difesa del Senato ha esaminato la prosecuzione del Global Combat Air Programme, segnando un passaggio politico rilevante per il futuro dell’Aeronautica Militare e dell’industria nazionale della difesa. Al termine della seduta, il Sottosegretario di Stato alla Difesa, Isabella Rauti, ha definito il programma GCAP una scelta tecnologica strategica, capace di coniugare esigenze operative, sicurezza nazionale e sviluppo industriale.

Il Global Combat Air Programme nasce dalla cooperazione paritetica tra Italia, Regno Unito e Giappone, con l’obiettivo di sviluppare un velivolo di sesta generazione destinato a sostituire progressivamente la linea Eurofighter. Non si tratta semplicemente di un nuovo caccia, ma di un vero e proprio “sistema di sistemi”, concepito per operare in un ambiente multidominio integrando piattaforme pilotate e non pilotate, sensori avanzati, capacità di guerra elettronica e assetti spaziali.

Il concetto di sesta generazione supera la logica della singola piattaforma per abbracciare un’architettura digitale e interconnessa, in cui il velivolo rappresenta il nodo centrale di una rete complessa. In questo quadro, interoperabilità e superiorità informativa diventano fattori decisivi, soprattutto in uno scenario internazionale caratterizzato da crescente competizione tecnologica e da minacce ibride sempre più sofisticate.

Secondo Rauti, il GCAP costituisce anche un volano di ricerca e innovazione per l’intero comparto industriale nazionale. L’investimento non riguarda solo la dimensione militare, ma coinvolge filiere ad alta tecnologia, sviluppo di competenze avanzate, rafforzamento dell’autonomia strategica e capacità di deterrenza. La cooperazione con partner alleati consente infatti di condividere know-how, rischi finanziari e obiettivi industriali, consolidando al tempo stesso il posizionamento internazionale dell’Italia.

La prosecuzione del programma si inserisce in un percorso parlamentare già avviato e conferma la volontà del Governo di proiettare la Difesa italiana in una dimensione globale, coerente con gli impegni internazionali e con la necessità di garantire continuità capacitiva all’Aeronautica Militare nel lungo periodo. Il GCAP rafforza il legame strategico tra Roma, Londra e Tokyo, aprendo inoltre alla possibilità, in prospettiva, di un’eventuale inclusione di altri Paesi europei o extraeuropei interessati a contribuire alla sicurezza internazionale.

Investire in capacità avanzate come quelle previste dal programma significa, nelle parole del Sottosegretario, garantire maggiore sicurezza ai cittadini e sostenere l’industria nazionale ad alta tecnologia, preservando nel tempo il vantaggio strategico. In un contesto segnato da trasformazioni rapide degli equilibri geopolitici e militari, la scelta di puntare sulla sesta generazione appare come un tassello fondamentale della strategia italiana per mantenere credibilità operativa, autonomia tecnologica e capacità di deterrenza nel nuovo scenario globale.

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