L’intelligenza artificiale non è una tecnologia tra le altre, ma il vero acceleratore cognitivo capace di potenziare ogni dominio della sicurezza contemporanea. È questo il messaggio centrale lanciato dal Sottosegretario di Stato alla Difesa Isabella Rauti in occasione della terza conferenza sulle discipline STEM nella Difesa, dal titolo “La sfida dell’Intelligenza Artificiale e la sicurezza comune”, ospitata alla Scuola Navale “Francesco Morosini” nell’ambito della Settimana nazionale delle discipline STEM, prevista dalla Legge 187/2023.
«L’Intelligenza Artificiale è la sfida delle sfide – ha affermato Rauti – perché agisce come fattore moltiplicatore: rende più efficaci tutte le altre tecnologie, dal quantum computing ai big data, dal cyber ai sistemi autonomi. Se governata e padroneggiata, garantisce un vantaggio strategico e competitivo in tutti i domini, tradizionali, nuovi ed emergenti».
Un approccio che lega strettamente innovazione tecnologica, sicurezza e visione strategica, inserendo l’IA al centro dei nuovi scenari geopolitici e delle trasformazioni dello strumento militare.
STEM come scelta di Sistema Paese
Nel suo intervento, il Sottosegretario ha ribadito come investire nelle discipline scientifiche non sia soltanto una necessità tecnologica, ma una vera scelta di Sistema Paese. Le STEM, secondo Rauti, rappresentano la chiave per superare stereotipi di genere, colmare il divario tra domanda e offerta di lavoro e formare le competenze richieste dai professionisti del futuro.
Da qui il richiamo a un modello STEAM, in cui il pensiero scientifico dialoga con i saperi umanistici, dando vita a un “neo-umanesimo tecnologico” fondato su una visione etica e antropocentrica: strumenti al servizio dell’uomo, senza sostituirlo.
I messaggi istituzionali e il focus sull’IA
La conferenza si è aperta con i messaggi del Ministro della Difesa Guido Crosetto, del Ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara e del Ministro dell’Università e della Ricerca Anna Maria Bernini, a conferma della centralità del tema nel quadro delle politiche pubbliche nazionali.
Questo terzo appuntamento “STEM e Difesa” è stato interamente dedicato all’intelligenza artificiale come strumento essenziale per interpretare e governare la complessità dei nuovi scenari di sicurezza, caratterizzati da minacce ibride e interconnessioni tra domini fisici e digitali.
Esperti, formazione e interoperabilità
Il convegno si è articolato in quattro panel, coordinati da Alessio Jacona, curatore dell’Osservatorio IA dell’ANSA. Tra i relatori, figure di primo piano del dibattito sull’IA come Barbara Caputo, ordinario al Politecnico di Torino e consigliera per l’IA del Ministro della Difesa, e Paolo Benanti, presidente della Commissione IA per l’Informazione della Presidenza del Consiglio.
Come già nelle edizioni del 2024 e 2025, l’evento ha coinvolto l’intera piramide formativa della Difesa: dalle Scuole Militari alle Accademie delle Forze Armate e della Guardia di Finanza, fino al Centro Alti Studi Difesa. Un modello integrato che riflette l’evoluzione della formazione militare in chiave interforze e interoperabile.
«L’utilizzo delle nuove tecnologie – ha concluso Rauti – richiede competenze specialistiche. La formazione in ambito Difesa è oggi un asset strategico per adattare lo strumento militare alle nuove sfide e alle minacce ibride». Un messaggio che lega indissolubilmente innovazione, etica e sicurezza nel cuore della trasformazione digitale del Paese.
