L’Europa di fronte al Mercosur: apertura dei mercati e governo delle regole

Il raggiungimento dell’intesa tra Unione europea e Mercosur, attesa da oltre vent’anni, segna un passaggio strategico nel posizionamento economico e politico dell’Europa nello scenario globale. L’accordo dà vita a una delle più grandi aree di libero scambio al mondo, aprendo prospettive significative per le imprese europee e per l’intero sistema produttivo.

In questa intervista, Salvatore De Meo, europarlamentare di Forza Italia e membro della Commissione Agricoltura del Parlamento europeo, ripercorre il senso politico dell’accordo e il lavoro svolto in questi mesi per arrivare a un equilibrio tra apertura dei mercati e tutela degli interessi europei.

Lei ha sottolineato le tutele ottenute per il mondo agricolo europeo: ritiene che la “tripla rete di sicurezza” prevista dall’accordo sia sufficiente a proteggere concretamente le filiere più esposte, come carne bovina e riso, anche nel medio-lungo periodo?

Ritengo che la “tripla rete di sicurezza” rappresenti un passo avanti importante rispetto agli accordi commerciali del passato, perché combina quote limitate per i prodotti sensibili, clausole di salvaguardia attivabili in caso di perturbazioni di mercato e un sistema strutturato di monitoraggio continuo. Questo impianto fornisce strumenti concreti per intervenire qualora si registrino effetti negativi sulle filiere agricole europee più esposte.

Detto ciò, la sua efficacia nel medio-lungo periodo dipenderà soprattutto dall’applicazione pratica e dalla rapidità di intervento. Settori come la carne bovina e il riso sono caratterizzati da margini ridotti e da un’elevata sensibilità ai prezzi: anche variazioni contenute dei flussi di importazione possono avere ripercussioni rilevanti sui redditi degli agricoltori.

Per questo motivo, pur riconoscendo che le tutele previste costituiscono una base solida, è essenziale che la Commissione utilizzi in modo tempestivo le clausole di salvaguardia, senza esitazioni politiche, e che il monitoraggio dei mercati sia realmente preventivo e non solo reattivo. Solo così la tripla rete potrà tradursi in una protezione effettiva delle filiere più vulnerabili e contribuire a mantenere un equilibrio sostenibile tra apertura commerciale e tutela del modello agricolo europeo.

Uno dei nodi più discussi riguarda la reciprocità degli standard sanitari e ambientali. Come può l’Unione europea garantire che i controlli sui prodotti importati dal Mercosur siano realmente efficaci e continuativi, evitando concorrenza sleale per le imprese agricole europee?

Si tratta di un tema centrale per garantire una concorrenza equa tra produttori europei e operatori del Mercosur. L’Unione europea può tutelare le proprie imprese agricole solo mantenendo il principio della piena conformità alle norme UE come condizione imprescindibile per l’accesso al mercato, senza alcuna forma di deregolamentazione implicita.

In questo quadro, l’accordo prevede che tutti i prodotti importati debbano rispettare integralmente la legislazione europea, in particolare in materia di sicurezza alimentare, uso dei fitofarmaci, tracciabilità e tutela ambientale. Tuttavia, perché questo principio sia effettivo, è fondamentale rafforzare i controlli alle frontiere, le verifiche nei Paesi esportatori e i meccanismi di audit, assicurando che siano continuativi e non episodici.

Al tempo stesso, l’UE deve essere pronta ad attivare misure correttive e restrittive immediate in caso di violazioni, inclusa la sospensione delle preferenze tariffarie, per evitare distorsioni competitive a danno degli agricoltori europei. Solo attraverso controlli rigorosi, sanzioni credibili e un’applicazione coerente delle regole si può evitare il rischio di concorrenza sleale e garantire che l’apertura commerciale non avvenga a scapito degli elevati standard che caratterizzano il modello agricolo europeo.

Dal punto di vista italiano, quali settori produttivi – oltre all’agroalimentare di qualità – potranno beneficiare maggiormente dell’accordo e come il Parlamento europeo può accompagnare le imprese, soprattutto le PMI, in questa nuova fase di apertura dei mercati?

L’accordo UE-Mercosur offre, per il nostro Paese, opportunità che vanno oltre l’agroalimentare di qualità, settore nel quale l’Italia resta naturalmente protagonista. Tra i comparti che possono beneficiare maggiormente vi sono la meccanica, la meccanica agricola e industriale, l’automotive, la chimica, il farmaceutico, il tessile-moda e l’arredo, ambiti in cui le imprese italiane sono competitive per innovazione, qualità e valore aggiunto.

In particolare, l’abbattimento di dazi elevati e di barriere non tariffarie può facilitare l’accesso ai mercati sudamericani per le piccole e medie imprese, che spesso incontrano maggiori difficoltà nell’affrontare costi doganali, procedure complesse e incertezza normativa. Tuttavia, perché queste opportunità si traducano in risultati concreti, è necessario un accompagnamento mirato.

Il Parlamento europeo può svolgere un ruolo decisivo promuovendo strumenti di supporto alle PMI, come programmi di informazione e assistenza tecnica, rafforzando le attività di internazionalizzazione, l’accesso al credito e le tutele per la proprietà intellettuale. Inoltre, è fondamentale vigilare sull’attuazione dell’accordo, affinché le regole siano applicate in modo trasparente e prevedibile. In questo modo, l’apertura dei mercati potrà diventare una leva reale di crescita per il sistema produttivo italiano, senza penalizzare la sua struttura fatta in larga parte di imprese di dimensioni medio-piccole.

L’accordo UE–Mercosur viene presentato come compatibile con gli obiettivi climatici europei. A suo avviso, quali strumenti politici e normativi dovranno essere rafforzati per evitare il rischio di “deforestazione importata” e rendere credibile l’impegno ambientale dell’intesa?

L’equilibrio tra apertura commerciale e sostenibilità ambientale è uno degli elementi più delicati dell’accordo UE–Mercosur e rappresenta una condizione essenziale per la sua credibilità politica. Affinché l’intesa sia realmente compatibile con gli obiettivi climatici europei, gli impegni ambientali devono essere accompagnati da strumenti vincolanti, verificabili e applicabili nel tempo.

In questo senso, sarà fondamentale rendere pragmatica l’attuazione della normativa europea contro la deforestazione importata, garantendo sistemi di tracciabilità efficaci e semplificati. Parallelamente, i capitoli sul commercio e lo sviluppo sostenibile dovranno prevedere meccanismi di monitoraggio indipendenti e procedure chiare di intervento in caso di violazioni degli impegni ambientali assunti dai Paesi partner.

Voglio precisare che stiamo parlando di strumenti verificabili e applicabili, non di blocchi automatici o di nuove “barriere verdi”. E ciò è perfettamente in linea con l’approccio Forza Italia/PPE: tutela ambientale sì, ma integrata nel commercio, non usata come pretesto protezionistico. In altre parole: sostenibilità senza ideologie punitive.

Infine, l’UE dovrà integrare l’accordo commerciale con politiche di cooperazione e assistenza tecnica, sostenendo la transizione verso modelli produttivi più sostenibili nei Paesi del Mercosur, senza abbassare i propri standard. Solo combinando rigore normativo, capacità di controllo e cooperazione internazionale sarà possibile evitare il rischio di deforestazione importata e rendere l’impegno ambientale dell’accordo non solo dichiarato, ma concretamente verificabile.

giornalista, direttore ed editore delle testate European Affairs Magazine e Bookreporter. Si occupa di geopolitica, difesa e relazioni internazionali, ambiti nei quali ha maturato una lunga esperienza seguendo le missioni della Difesa italiana in Afghanistan, Libano, Kosovo e Iraq, realizzando reportage e documentari dalle principali aree di crisi. Appassionato di innovazione tecnologica ed esperto del settore delle telecomunicazioni, approfondisce i processi di trasformazione digitale e l’evoluzione tecnologica nei settori strategici della difesa, della sicurezza e della comunicazione.

Lascia un commento

Your email address will not be published.

Previous Story

Difesa europea, via libera della Commissione ai primi finanziamenti per otto Stati membri

Next Story

L’Ucraina tra luce e oscurità: Leopoli e la nuova normalità energetica della guerra prolungata

Latest from Blog

La nuova strategia di Hamas

  L’esito delle operazioni militari all’interno della Striscia di Gaza suscita la preoccupazione, l’angoscia e la condanna da parte dei Governi, delle Organizzazioni Internazionali e dei media occidentali unanimi nel chiedere a Israele di interrompere il conflitto ed evitare una “catastrofe umanitaria”. L’intento di questo insieme di iniziative è assolutamente

Disinnescare il fronte libanese

Quando a Ottobre dello scorso anno Hamas perpetrò il suo attacco terroristico nella striscia di Gaza ottenne, immediatamente, il pieno supporto mediatico delle milizie filoiraniane di Hezbollah. Tuttavia, anche se nei mesi successivi Hezbollah ha intensificato le sue attività offensive lungo la linea di confine, costringendo Israele ad evacuare diverse

Washington e il Medio Oriente

Negli ultimi quindici anni il centro di gravità della politica estera di Washington si è spostato dal teatro Euroasiatico a quello Indo – Pacifico come conseguenza della scelta geostrategica di contrastare in quella Regione la crescente influenza cinese tendente a realizzare un nuovo sistema di ordine globale. Questa priorità ha

Ankara e la ricerca dell’equilibrio geopolitico

In occasione della imminente visita di Putin in Turchia il Presidente Erdoǧan ha dichiarato l’intenzione di svolgere il ruolo di mediatore nell’ambito del conflitto ucraino facendosi promotore di una possibile situazione negoziale tra le due parti. L’iniziativa sembra voler sottolineare la volontà della Turchia di riprendere a svolgere quel ruolo

La situazione in Medio Oriente dopo il 7 Ottobre

L’attacco che Hamas ha condotto contro lo Stato di Israele, lo scorso 7 Ottobre, rappresenta un ulteriore episodio del conflitto che devasta il Medio Oriente da circa un secolo (anno più, anno meno). Per poter comprendere tale nuova fase di questa guerra infinita, è necessario esaminare gli aspetti che ad

Una nuova guerra in Medio Oriente?

  Le modalità con le quali, nel settore della Striscia di Gaza, l’organizzazione di Hamas ha condotto l’attacco contro lo Stato di Israele hanno drammaticamente elevato il livello della tensione che contraddistingue l’area, accrescendo il pericolo che la situazione possa evolversi dando luogo a un vero e proprio conflitto. Il

Iran: nuova diplomazia, ma stesso obiettivo

La teocrazia iraniana ha da sempre perseguito un duplice obiettivo strategico: assumere una leadership regionale affermandosi come potenza dominante nel Medio Oriente; costringere gli USA ad abbandonare l’area e allo stesso tempo detronizzare Israele. Questa è stata e rimane la direttiva geostrategica che orienta la politica dell’Iran, ciò che invece

Medioriente – il Nuovo Mondo del terzo millennio

Recentemente, nell’ambito di una riunione del Consiglio di Sicurezza dell’ONU nella quale dovevano essere discussi i termini per l’invio di ulteriori aiuti umanitari a favore delle aree colpite dal terremoto, che ha devastato la zona di confine tra Turchia e Siria, la Russia ha esercitato il diritto di veto bloccando,

Global South e Nuovo Mondo Multipolare

Mentre in Europa abbiamo reinventato la Guerra Fredda nell’illusione di fermare la storia, cullandoci nel decadente mito della superiorità della cultura occidentale, sorretti dalla presunzione di avere il diritto di imporre sanzioni a chiunque non condivida la nostra narrative, il mondo si è trasformato sotto i nostri occhi. Il processo

L’Impero su cui non tramonta mai il sole

La geopolitica dell’impero di Roma venne regolata da un criterio semplice ma efficace: divide et impera! E il successo di tale formula fu così elevato che, nel corso dei secoli, tale pratica venne adottata da molte altre potenze che giocarono un ruolo fondamentale nella costruzione dell’ordine internazionale. Quindi non c’è

Il manifesto di politica estera di Pechino

  Mentre in Occidente ci auto illudiamo con una narrativa di “regime” unidirezionale e ingannevole che il conflitto ucraino rappresenti l’atto estremo dell’eterna lotta tra il Bene (noi Occidentali) e il Male (il resto del mondo che non la pensa come noi), non ci accorgiamo che la Cina sta ponendo

La realpolitik di Ankara

Mentre la narrativa occidentale dà per imminente la vittoria dell’Ucraina nel revival all’inverso della Grande Guerra Patriottica e per scontata la scomparsa della Russia dalla scena internazionale, Mosca continua a svolgere un ruolo di protagonista negli altri scenari geopolitici che l’Occidente sembra aver dimenticato. Recentemente, infatti, l’attività diplomatica del Cremlino

Il piccolo mondo antico dell’Occidente

Il protrarsi del conflitto in Ucraina ha determinato la necessità fondamentale, per entrambi i contendenti sul campo, di poter accedere a fonti integrative di rifornimenti di materiale bellico, al fine di poter supportare le proprie attività e di conseguire i propri obiettivi. Gli USA e l’Europa, da lungo tempo, sono

La crisi ucraina: informazione o propaganda?

  La cronaca e l’esame analitico di come si stia sviluppando il conflitto in atto in Ucraina sono offuscate da quella che sembra essere l’unica cosa che abbia importanza nell’ambito di questa tragedia: la propaganda. Il circuito mediatico nazionale e soprattutto internazionale non produce informazione oggettiva, seria, imparziale, ma è

L’impasse

Mentre all’Assemblea generale delle Nazioni Unite si consumava la rappresentazione tragicomica della inanità di questo consesso mondiale, retaggio di un mondo che non esiste più, roboante nei suoi propositi, elefantiaco nella miriade delle sue diramazioni, economicamente fallimentare, ma, soprattutto, impotente nella risoluzione dei conflitti che coinvolgono gli stessi Paesi che

Esiste un nuovo ordine mondiale

I conflitti sono sempre stati originati e condotti per ottenere risultati volti a soddisfare il conseguimento degli intendimenti strategici che le nazioni considerano essenziali per i loro obiettivi di politica nazionale. Queste ragioni sono state, poi, immancabilmente ammantate da un pesante velo di propaganda (questo è il suo vero nome!)

Una nuova NATO dopo Madrid?

Il vertice della NATO di Madrid, appena concluso, e la recentissima formalizzazione dell’ingresso di due nuovi membri nell’ambito dell’Alleanza sono stati presentati come un’altra risposta forte e decisa che il mondo occidentale ha voluto dare alla Russia. Il vertice ha inteso trasmettere l’immagine di una Alleanza compatta e determinata che

NATO – Back to the future!

La prossima settimana a Madrid si svolgerà il vertice dell’Alleanza Atlantica che dovrà definire il Concetto Strategico che guiderà la NATO verso il nuovo decennio. Il contesto geopolitico nel quale questo particolare e fondamentale appuntamento si realizza è estremamente delicato e le decisioni che saranno assunte avranno un peso specifico

La geopolitica tecnologica della Turchia

L’ascesa della importanza geopolitica della Turchia e l’aumento della sua proattività diplomatica delineano una parabola che proietta il Paese verso il conseguimento di una rilevanza strategica che, trascendendo i limiti geografici regionali, le sta facendo assumere il ruolo di potenza euroasiatica. Il percorso tracciato da Erdogan non è stato lineare,

Come la Russia vede la crisi ucraina

      Il clima mediatico occidentale sembra ritenere che il conflitto militare in Ucraina, in atto da ormai più di tre mesi, possa essere prossimo alla sua conclusione. Le sanzioni e l’insuccesso attribuito alle operazioni russe, a cui si imputa il mancato conseguimento di risultati militari definitivi, lascia ora

Svezia e Finlandia nella NATO. Cui prodest?

La notizia che la Svezia e la Finlandia abbiano recentemente formalizzato la loro richiesta di entrare a far parte della NATO è stata presentata come un colpo definitivo assestato all’avventura russa in Ucraina e come un successo politico che consente all’Alleanza di annoverare tra le sue fila anche due giganti

Il dilemma strategico della Russia

Se si esamina con attenzione una carta geografica della Russia appare evidente, anche all’occhio del neofita, che l’immensa estensione territoriale di questo paese è controbilanciata, con esito negativo, dalla pressoché assoluta mancanza di accesso diretto alle rotte commerciali oceaniche che costituiscono, da sempre, la base sulla quale si sviluppa e

Macron 2.0 :più Francia e meno Europa

Domenica prossima la Francia andrà al voto di ballottaggio per eleggere il Presidente della Repubblica. Il copione non presenta nessuna novità di rilievo, è lo stesso ormai da circa 20 anni. Due candidati che rappresentano le due anime di una nazione, da una parte il difensore dello stato di diritto

Difesa Europea? No grazie!

L’attuale crisi ucraina, in virtù dello sconvolgimento geopolitico che ha provocato, ha dato l’avvio a una molteplicità di riflessioni, di idee e di propositi da parte del mondo occidentale, e dell’Europa in particolare, volte a individuare nuove soluzioni per evitare il ripetersi di eventi simili e per continuare a garantire

Un nuovo ordine internazionale

  Il 4 febbraio scorso, in occasione della cerimonia di apertura dei Giochi Olimpici a Pechino, nella sede del China Aerospace Studies Institute, Cina e Russia hanno firmato una dichiarazione congiunta, denominata “Joint Statement of the Russian Federation and the People’s Republic of China on the International Relations Entering a

Ma l’ONU, così, serve ancora?

Il conflitto che sta sconvolgendo l’Ucraina ha messo in evidenza un vuoto pauroso nel panorama delle istituzioni internazionali che a vario titolo sono coinvolte nella risoluzione della crisi. Questo vuoto è dato dall’assenza di quella che dovrebbe essere l’istituzione primaria per il mantenimento della pace, cioè dell’ONU! Questo organismo internazionale

La Germania è uscita dal letargo. Realmente?

Negli ultimi trent’anni la posizione geopolitica della Germania è stata caratterizzata da una politica estera ondeggiante tra propositi idealistico -utopistici e interessi economici (definita con malcelato orgoglio realpolitik) che l’hanno portata a valutare (o sottovalutare) le mosse dello scomodo vicino russo con una lente di ingrandimento appannata, che ne ha

La posizione della Cina nella crisi ucraina

Lo sviluppo della crisi in Ucraina rappresenta un importante banco di prova per il corso della politica cinese in virtù dei condizionamenti futuri, che potranno incidere sia sulle decisioni strategiche sia sulle linee di azione che il Paese dovrà prendere nel condurre la propria politica estera. A premessa di quanto

Conclusa la Conferenza permanente, redatto documento con le priorità politiche

Nuova centralità Italiani all’estero: conclusa la Conferenza permanente, redatto documento con le priorità politiche Continuità di azione della Conferenza permanente tra una convocazione e l’altra; partecipazione formale del CGIE alla Conferenza Stato – Regioni; revisione e integrazione delle forme di rappresentanza degli italiani all’estero, alla luce dei cambiamenti intervenuti nel tessuto dell’emigrazione italiana; potenziamento del Sistema Paese in

Armao al Comitato europeo delle Regioni: misure UE specifiche per i disastri naturali

Il Vicepresidente ed Assessore all’Economia della Regione Siciliana, Gaetano Armao, intervenendo oggi, in occasione della 146esima sessione plenaria del Comitato europeo delle Regioni (CdR), al dibattito sui disastri naturali e la risposta alle emergenze ha illustrato al Commissario UE per la Gestione delle crisi, Janez Lenarčič, i gravi effetti dei

Mario Draghi alla guida del paese

Mario Draghi ha sviluppato durante gli anni della sua carriera lavorativa una visione chiara e completa dei problemi dell’economia della società contemporanea e degli strumenti da utilizzare per migliorarla. Lo dimostra sul campo in quanto uomo d’ azione, sia al tesoro negli anni novanta che a capo della BCE in

Board of Peace: l’incompatibilità con il diritto internazionale e l’ONU

Nella città di Davos, il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha concretizzato il suo obiettivo afferente al suo rendere pubblico il testo integrale del documento denominato Board of Peace, che solo una manciata di Stati ha firmato. Tale accordo suggerisce un contesto molto allargato, sebbene la risoluzione S/RES/2803(2025), adottata

Caccia russi di quinta generazione per Algeri

Il 7 febbraio 2026, sul social media TikTok, è emerso un video ritraente la sagoma del caccia multiruolo russo di quinta generazione Su-57 Felon sorvolare le campagne della regione di Oum El Bouaghi, nell’Algeria nord-orientale. La considerazione che ne consegue è che l’Algeria abbia concluso le fasi preliminari di acquisizione

Euro digitale: sfida europea tra innovazione e controllo

All’inizio della settimana l’Eurocamera ha approvato la revisione annuale delle politiche della Banca centrale europea (BCE) e le relative raccomandazioni per il 2026. Il testo approvato recepisce le indicazioni programmatiche per l’area euro e ribadisce l’importanza dell’indipendenza della BCE, cruciale per consentire all’istituto di svolgere i propri compiti senza subire
GoUp