La Svezia compie un nuovo passo deciso nel rafforzamento delle proprie capacità militari, annunciando un investimento di circa 440 milioni di dollari per l’acquisto di droni militari destinati a tutte le Forze armate. L’annuncio è stato fatto dal ministro della Difesa Pal Jonson durante la conferenza “Il popolo e la difesa”, segnando un’ulteriore tappa nella strategia di rafforzamento della sicurezza nazionale avviata da Stoccolma negli ultimi anni.
Secondo quanto spiegato dal ministro, il governo ha autorizzato un finanziamento pari a circa 4.000 milioni di corone svedesi, equivalenti a poco meno di 437 milioni di dollari, per l’acquisizione rapida di sistemi aerei senza pilota di diverso tipo. I nuovi mezzi comprenderanno droni d’attacco, da ricognizione e da osservazione, oltre a piattaforme dedicate alla guerra elettronica e a sistemi navali senza equipaggio. L’obiettivo è dotare l’intero apparato militare svedese di capacità avanzate e flessibili, in grado di rispondere alle esigenze operative dei moderni scenari di conflitto.
Il programma annunciato non si limita però ai droni. Jonson ha infatti confermato che il governo svedese investirà anche nello spazio, con l’acquisto di una decina di satelliti militari dedicati alla difesa. L’operazione avrà un valore stimato di circa 1.300 milioni di corone, pari a circa 142 milioni di dollari, e punta a rafforzare le capacità di sorveglianza, comunicazione e intelligence del Paese. Le forze armate avevano già anticipato che a partire dal 2026 verranno progressivamente acquisiti satelliti destinati a compiti militari, integrando così una componente spaziale sempre più centrale per la sicurezza nazionale.
Questi investimenti si inseriscono in un quadro più ampio di crescita della spesa militare svedese. Le autorità di Stoccolma stanno infatti aumentando in modo significativo le risorse destinate alla difesa, rafforzando gli arsenali e pianificando anche un incremento del numero di effettivi. Il ministero della Difesa ha indicato che, nel periodo compreso tra il 2025 e il 2030, una quota rilevante dei fondi sarà destinata alla riparazione e alla modernizzazione dei mezzi militari, all’estensione della loro vita operativa e all’aumento delle scorte di munizioni, dei sistemi di difesa antiaerea e dei materiali di supporto logistico.
Nei mesi scorsi il primo ministro Ulf Kristersson aveva già annunciato un aumento sostanziale del bilancio della difesa, definendolo il più grande riarmo delle forze armate svedesi dai tempi della Guerra fredda. Una dichiarazione che riflette la percezione, sempre più diffusa a Stoccolma, di un contesto di sicurezza deteriorato nel Nord Europa e nell’area del Baltico, e la necessità di disporre di strumenti militari adeguati a un panorama strategico in rapida evoluzione.
L’investimento nei droni e nei satelliti conferma così la volontà della Svezia di puntare su tecnologie avanzate e su capacità che privilegiano la sorveglianza, la rapidità di intervento e l’integrazione tra domini diversi, dall’aria al mare fino allo spazio. Una scelta che non solo rafforza il potenziale militare nazionale, ma allinea Stoccolma alle tendenze principali della difesa contemporanea, sempre più orientata all’uso di sistemi unmanned e di infrastrutture spaziali come elementi chiave della sicurezza e della deterrenza.
