Difesa, Rauti: “La caserma di San Candido hub addestrativo e pilastro del supporto ai Giochi Milano-Cortina 2026”

La Difesa rafforza il proprio ruolo strategico a sostegno dei Giochi olimpici e paralimpici di Milano-Cortina 2026 e investe sul futuro dello strumento militare. È questo il messaggio lanciato dal sottosegretario alla Difesa, senatrice Isabella Rauti, intervenuta a San Candido per l’inaugurazione di nove nuovi edifici della caserma “Cantore”, sede del nucleo distaccato del 6° Reggimento Alpini dell’Esercito e della Joint Task Force dedicata ai Giochi.

Alla cerimonia, svoltasi su delega del ministro della Difesa Guido Crosetto, Rauti ha sottolineato come l’intervento rappresenti un esempio concreto della capacità della Difesa di coniugare visione strategica, operatività e spirito di servizio al Paese. I lavori di ristrutturazione, realizzati dal Segretariato generale della Difesa in collaborazione con la Provincia Autonoma di Bolzano e con l’Agenzia del demanio, si inseriscono in un più ampio progetto di riqualificazione delle infrastrutture militari presenti sul territorio, con particolare attenzione alla qualità degli spazi e al benessere del personale.

La caserma “Cantore” assume oggi un ruolo centrale non solo dal punto di vista logistico, ma anche formativo e operativo. Secondo il sottosegretario, la struttura costituisce un hub addestrativo di primaria importanza nell’ambito del cosiddetto “mountain warfare”, diventando un punto di riferimento per le Forze Armate italiane e per i reparti militari stranieri che operano in contesti montani e in scenari caratterizzati da condizioni climatiche estreme. San Candido si colloca così in un quadrante strategico per la preparazione alle sfide dei nuovi scenari geopolitici del cosiddetto “Grande Freddo”, sempre più rilevanti nel quadro della sicurezza internazionale.

La ristrutturazione della Cantore guarda anche all’inclusività e al futuro. Gli edifici sono stati progettati senza barriere architettoniche, rendendo la struttura idonea ad accogliere non solo il personale militare, ma anche gli atleti del Gruppo Sportivo Paralimpico della Difesa e i loro familiari. Un segnale concreto dell’attenzione della Difesa ai valori dell’inclusione e della partecipazione, in linea con lo spirito delle Paralimpiadi.

Attualmente la caserma è sede operativa della Joint Task Force, l’unità interforze istituita dalla Difesa per concorrere, insieme al Comitato organizzatore dei Giochi di Milano-Cortina 2026, al Ministero dell’Interno, agli altri dicasteri competenti e alle amministrazioni locali, alla pianificazione e alla gestione delle attività connesse all’evento. Il modello adottato prevede un contributo militare integrato e coordinato, volto a garantire sicurezza, supporto logistico e capacità di risposta alle eventuali esigenze operative che un appuntamento di portata internazionale comporta.

Un elemento distintivo di questo approccio è anche il coinvolgimento dei Volontari della Difesa, reclutati attraverso l’Associazione Nazionale Alpini. Una partecipazione che riflette i principi della cultura della Difesa e valorizza una risorsa fondamentale non solo sotto il profilo della sicurezza, ma anche della coesione sociale e del legame tra istituzioni e territorio.

Nel suo intervento, Rauti ha infine ricordato il contributo che la Difesa porterà direttamente sui campi di gara, schierando gli atleti dei Gruppi Sportivi Militari e del Gruppo Sportivo Paralimpico della Difesa, da sempre espressione dell’eccellenza dello sport nazionale. Un impegno che si inserisce nel più ampio sostegno al “sistema Italia” e che punta al successo di una vetrina internazionale come le Olimpiadi e Paralimpiadi di Milano-Cortina 2026, confermando il ruolo delle Forze Armate come attore centrale al servizio del Paese anche al di fuori dei compiti strettamente operativi.

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