Nel 2025 la sicurezza cibernetica non è più un tema settoriale o esclusivamente tecnico: è diventata una questione strutturale di sicurezza nazionale, che incide sulla tenuta democratica, sull’economia, sulla protezione dei diritti fondamentali e sulla stabilità del sistema Paese. Il Report Annuale 2025 della Polizia Postale e per la Sicurezza Cibernetica fotografa con chiarezza questa trasformazione, restituendo un quadro in cui il cyberspazio si configura come un vero e proprio dominio di conflitto permanente, al pari di terra, mare, aria e spazio.
I numeri sono eloquenti. Nel corso dell’anno la Polizia Postale ha trattato 51.560 casi, con 293 arresti, 7.590 persone denunciate e 2.157 perquisizioni. Un volume operativo che testimonia non solo l’estensione del fenomeno criminale digitale, ma anche la sua crescente complessità organizzativa, tecnologica e transnazionale.
Il cybercrime economico-finanziario come minaccia sistemica
Il dato forse più significativo riguarda il cybercrime di matrice economico-finanziaria, che nel 2025 si conferma come la principale area di intervento in termini quantitativi e di impatto. I procedimenti trattati sono stati 27.085, con oltre 269 milioni di euro sottratti a cittadini e imprese. Non si tratta più di criminalità opportunistica o frammentata, ma di ecosistemi criminali strutturati, capaci di sfruttare criptovalute, identità digitali compromesse, phishing evoluto e infrastrutture informatiche distribuite su scala globale.
Questo tipo di criminalità si colloca pienamente all’interno delle dinamiche della competizione strategica internazionale, dove il confine tra crimine organizzato, attività para-statali e destabilizzazione economica diventa sempre più sfumato. In questo senso, la sicurezza cibernetica non è più soltanto tutela del consumatore o repressione penale, ma parte integrante delle politiche di resilienza economica e finanziaria dell’Unione europea.

Infrastrutture critiche e grandi eventi: la dimensione strategica
Accanto al crimine economico, il Report evidenzia la pressione costante esercitata sul perimetro delle infrastrutture critiche. Nel 2025 sono stati gestiti 9.250 eventi di computer crime rivolti a soggetti pubblici, aziende strategiche e sistemi essenziali. Un dato che assume particolare rilievo in un anno segnato dalla preparazione e gestione di grandi eventi ad alta esposizione simbolica e operativa, come il Giubileo 2025 e le Olimpiadi invernali Milano-Cortina.
Il ruolo del CNAIPIC emerge come centrale nella protezione degli asset nazionali, in un contesto geopolitico caratterizzato da conflitti ibridi, hacktivismo ideologico e operazioni di disturbo cibernetico sempre più sofisticate. La difesa delle infrastrutture digitali diventa così una componente essenziale della deterrenza moderna, anche in assenza di un conflitto armato dichiarato.
Reati contro la persona: il volto sociale della minaccia digitale
Se i numeri economici raccontano la dimensione sistemica del cybercrime, quelli relativi ai reati contro la persona online mostrano il suo impatto diretto sulla coesione sociale e sulla vita quotidiana dei cittadini. Nel 2025 sono stati trattati 9.564 casi, che includono cyberbullismo, stalking online, molestie, minacce, diffusione illecita di immagini intime e sextortion.
Particolarmente rilevante è il dato sulla sestortion, con 1.225 casi, che colpisce prevalentemente uomini adulti, spesso attraverso dinamiche di ricatto seriale e transnazionale. Al contrario, nei reati relazionali come stalking e revenge porn le donne risultano le principali vittime, evidenziando la continuità tra violenza di genere offline e online.
L’attivazione del Codice Rosso in 477 casi conferma come il digitale sia ormai parte integrante dei meccanismi di violenza, richiedendo risposte rapide, coordinate e multidisciplinari. In questo ambito, la Polizia Postale non opera solo come forza repressiva, ma come snodo tra tutela giudiziaria, protezione delle vittime e responsabilità delle piattaforme.
Minori e cyberspazio: una frontiera sensibile
Il capitolo dedicato alla tutela dei minori rappresenta uno dei nuclei più delicati del Report. Nel 2025 i casi di adescamento online sono stati 428, con una concentrazione preoccupante nella fascia 14–16 anni, mentre le estorsioni sessuali a danno di minori hanno raggiunto quota 220.
Il Centro Nazionale per il Contrasto alla Pedopornografia Online (CNCPO) ha monitorato 16.549 siti, inserendone 2.876 nelle black list, operando anche nel dark web e in stretta cooperazione con partner internazionali. La dimensione transnazionale di questi reati rende evidente come la protezione dei minori online sia una sfida che supera i confini nazionali e richiede un coordinamento europeo e globale sempre più stretto.
Prevenzione, formazione e capitale umano
Accanto al contrasto operativo, il Report 2025 sottolinea l’importanza strategica della prevenzione e della formazione. Le campagne di educazione digitale hanno coinvolto 4.309 scuole, oltre 320.000 studenti, docenti e genitori. Un investimento che va letto non come attività collaterale, ma come strumento strutturale di sicurezza nazionale, capace di ridurre nel medio-lungo periodo l’esposizione al rischio.
Sul piano interno, l’avvio dei corsi per Vice Ispettori Tecnici specializzati in sicurezza cibernetica segnala la consapevolezza che la sfida futura si giocherà sempre più sul capitale umano, sulla capacità di analisi avanzata, sull’uso responsabile dell’intelligenza artificiale e sull’integrazione tra competenze tecniche, giuridiche e psicologiche.
Una sicurezza che è anche politica
Il Report Annuale 2025 della Polizia Postale restituisce, in definitiva, una verità ormai ineludibile: la sicurezza digitale è politica pubblica, è governance, è tutela dei diritti e capacità di anticipare le crisi. In un contesto internazionale segnato da competizione strategica, conflitti ibridi e frammentazione normativa, la capacità di presidiare il cyberspazio diventa un indicatore della solidità democratica di uno Stato.
Per l’Italia – e per l’Europa – la sfida non è solo reprimere il cybercrime, ma costruire un ecosistema di sicurezza digitale resiliente, capace di coniugare efficacia operativa, cooperazione internazionale e protezione delle libertà fondamentali. Il Report 2025 mostra che la direzione è tracciata. La posta in gioco, però, riguarda il futuro stesso della società digitale europea.
