Nelle prime ore del 3 gennaio, il Venezuela è stato teatro di una vasta operazione militare condotta dagli Stati Uniti, culminata – secondo le autorità di Washington – con la cattura del presidente Nicolás Maduro. L’azione, che avrebbe coinvolto forze speciali statunitensi, ha provocato esplosioni a Caracas e in diverse regioni del Paese, facendo precipitare il Venezuela in una delle crisi più gravi della sua storia recente.
L’annuncio di Washington
La notizia è stata resa pubblica dal presidente Donald Trump, che ha comunicato via social la riuscita di un’operazione “su larga scala” contro il Venezuela e la cattura di Maduro, successivamente trasferito fuori dal Paese. Secondo indiscrezioni rilanciate dai media statunitensi, l’arresto sarebbe stato eseguito da unità d’élite, con l’obiettivo di tradurre il leader venezuelano negli Stati Uniti per rispondere di accuse penali pendenti.
A rafforzare la versione americana è intervenuto il senatore repubblicano Mike Lee, che ha dichiarato di aver ricevuto conferma diretta dal segretario di Stato Marco Rubio: l’azione militare sarebbe stata limitata all’esecuzione del mandato di arresto, senza l’intenzione di avviare ulteriori operazioni sul territorio venezuelano.
Raid, blackout e stato di emergenza
Prima che trapelasse la notizia della cattura, il governo di Venezuela aveva denunciato un’“aggressione militare” statunitense, ordinando lo stato di emergenza e l’attivazione dei piani di difesa nazionale. Esplosioni sono state segnalate anche negli Stati di Miranda, Aragua e La Guaira, mentre un blackout ha colpito aree della capitale in prossimità di una grande base militare. Testimonianze e immagini diffuse sui social hanno mostrato aerei nei cieli di Caracas e colonne di fumo levarsi nella notte.
Il ministro della Difesa venezuelano, Vladimir Padrino López, ha parlato della “più grande offesa” mai subita dal Paese, invitando le forze armate a mettere in atto tutti i piani di difesa predisposti. Parole pronunciate, secondo le agenzie, prima della conferma ufficiale dell’arresto di Maduro.
Reazioni internazionali: condanne e consensi
L’operazione ha immediatamente innescato reazioni contrastanti a livello regionale e globale. La Russia ha definito l’azione statunitense “profondamente preoccupante e condannabile”, accusando Washington di aver compiuto un atto di aggressione armata privo di giustificazione legale e di aver anteposto l’ostilità ideologica alla diplomazia.
