Il 19 novembre 2025 è stato sottoscritto il CCNL STEM e Professioni Innovative da FederItaly (parte datoriale) e dalla Federazione STEM, dalla CSE – Confederazione Indipendente Sindacati Europei, da CIU-Unionquadri, e dal Sindacato Nazionale Ingegneri (S.N.Ing.) quali parti datoriali.
Il CCNL sottoscritto è stato poi depositato al CNEL il 26 novembre.
A pochi mesi dalla sua fondazione, avvenuta nel gennaio di quest’anno, la Federazione STEM (si veda precedente articolo del 27 febbraio 2025) ha quindi reso operativo il primo contratto collettivo nazionale specifico e dedicato alle professioni STEM (Scienza, Tecnologia, Ingegneria e Matematica), depositato al Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro (CNEL).
Un contratto che nasce per governare il cambiamento in un contesto altamente competitivo caratterizzato da un rapido progresso tecnologico e scientifico.
Un contratto dedicato alle organizzazioni che operano in tutto l’ecosistema dell’innovazione, della ricerca applicata, dei servizi digitali e dell’economia della conoscenza.
L’accordo raggiunto sancisce il ruolo di FEDERITALY quale soggetto che opera con attenzione e visione del futuro, con l’obiettivo di adottare soluzioni efficaci a beneficio delle imprese e dei lavoratori.
Per comprendere meglio il potenziale impatto di questo contratto innovativo per il sistema Paese e i prossimi step che la Federazione STEM ha in programma abbiamo intervistato il Vice Segretario Generale della Federazione, il Prof. Vittorio D’Orsi.
L’intervista
a) Quali sono le principali caratteristiche innovative del nuovo CCNL ?
Il nuovo Contratto Collettivo Nazionale per le Professioni STEM e Innovative segna un cambiamento radicale nel mondo del lavoro ad alta densità cognitiva, incentrato sulla valorizzazione del merito, della flessibilità e della partecipazione. E’ il primo CCNL a presentare un sistema professionale a matrice, e non verticale.
Il CCNL STEM definisce i collaboratori attraverso tre macro-profili, tutti con pari dignità di sviluppo: l’Engager, che funge da moderno responsabile commerciale, gestendo il Demand Management e l’Account Management e guidando le relazioni strategiche con il mercato; l’Integrator, che opera come figura di raccordo tra le funzioni aziendali, includendo ruoli come le “Operation” e i Project Manager; il Professional, che rappresenta lo specialista di settore (Subject Matter Expert). Questi profili professionali utilizzano la classificazione ESCO per assicurare un dialogo continuo con le imprese estere. La progressione di carriera per tutti è determinata principalmente da competenze, professionalità e impatto dell’azione.
Il modello lavorativo si basa sul Cooperative Management ®, focalizzandosi su obiettivi definiti, specifici e raggiungibili, superando la mera presenza e introducendo un orario settimanale normale di 36 ore. L’innovazione si manifesta anche nella gestione del tempo, garantendo l’accesso allo smart working per almeno il 40% delle presenze mensili e riconoscendo il diritto alla disconnessione come tutela psico-fisica. Sul fronte economico, il contratto lega la retribuzione al risultato, prevedendo una quota variabile significativa (che potrebbe arrivare, con diversi meccanismi di calcolo, anche fino al 40% della RAL) e promuovendo l’accesso a strumenti di partecipazione al capitale come stock option o stock grant, per allineare il successo del collaboratore a quello dell’azienda. Vi è un forte impegno per l’apprendimento continuo e per la progressione di carriera basata su competenze e impatto, non solo sull’anzianità, prevedendo anche miglioramenti nelle tutele familiari, come l’indennizzo al 100% per tre mesi di congedo parentale.
Questi sono naturalmente solo alcuni degli aspetti di rilievo, ma il suggerimento è di leggerlo per poterne comprendere le potenzialità complessive. E’ ad esempio il primo CCNL ad introdurre una tabella specifica per il riconoscimento dei brevetti, ed è anche il primo CCNL a vedere una partecipazione attiva dei lavoratori secondo la legge 76/2025 (la legge che disciplina la partecipazione dei lavoratori alla gestione, al capitale e agli utili delle imprese)
b) A chi è specificatamente rivolto il nuovo CCNL ?
Questo contratto è rivolto prevalentemente alle startup, che oggi sono in larga misura fuori dalla dimensione sindacale o dei grandi Contratti Nazionali. Dal punto storico, questo contratto tende a “sindacalizzare” strutture che sono state sempre al di fuori di questo perimetro. Quando si parla di sindacalizzazione non ci si riferisce soltanto alla rivendicazione dei diritti dei lavoratori, ma anche alla ottimizzazione dei processi, ad una migliore qualità del lavoro ead un riconoscimento dei profili professionali oggi spesso nascosti.
In via eccezionale e residuale, il CCNL potrà essere adottato dalle Divisioni Ricerca e Sviluppo di alcune aziende che si riconoscono in questi principi, e che vogliono perimetrare con un contratto “ad hoc” questo tipo di attività.
c) Quali sono le iniziative a cui la Federazione sta lavorando per il 2026 ?
Sicuramente la diffusione del Contratto! Ma oltre questo, lavoreremo per una forte disseminazione della cultura del project management, sia in ambito privato sia in ambito pubblico, attraverso una nuova iniziativa che scoprirete in seguito: la sistemAcademy.
d) Quali sono i principali obiettivi che si prefigge la Federazione nel 2026 sia in termini di sottoscrizione del contratto, di nuovi iscritti, ecc… ?
In Italia ci sono oltre 138.000 startup. Ci sono i numeri quindi per coprire un intero settore di lavoro finora rimasto nell’ombra. E’ un grande obiettivo, che raggiungeremo attraverso la collaborazione con le altre sigle sindacali sottoscriventi e naturalmente con la controparte contrattuale, FederItaly.

Questo nuovo CCNL per STEM potrà essere un efficace strumento contrattuale per arginare sia il cervelli che fuggono e sia la depressione dei cervelli che restano. Tutti i CCNL attualmente in vigore sono stati pensati nel secolo scorso e oggi sono ormai inadeguati