La cultura in Italia mostra segnali di crescita diffusa e consolidamento strutturale. È quanto emerge dall’edizione 2025 di Minicifre della cultura, il volume che raccoglie dati statistici e indicatori su politiche culturali, domanda e offerta nel nostro Paese, presentato ieri a Roma nella Sala Spadolini del Ministero della Cultura.
Il progetto, promosso dal Ministero della Cultura e realizzato dal Dipartimento per le attività culturali in collaborazione con la Scuola nazionale del patrimonio e delle attività culturali, restituisce una fotografia articolata di un settore in trasformazione, che continua a rappresentare uno degli asset strategici del sistema Paese.
Nel messaggio inviato alla presentazione, il Ministro della Cultura Alessandro Giuli ha sottolineato il valore conoscitivo ed etico del lavoro di raccolta e analisi dei dati: «Siamo una super-potenza culturale, ma questo da solo non è sufficiente. È necessario conoscere in modo analitico la nostra realtà e le potenzialità ancora inespresse, per evitare il paradosso di una super-potenza sottosviluppata». Un richiamo alla necessità di dati come base per progettualità e senso autentico di comunità.
Tra le principali novità dell’edizione 2025, evidenziate dal Commissario straordinario della Scuola nazionale del patrimonio Onofrio Cutaia, figurano l’attenzione alle imprese culturali e creative, al non profit, l’aggiornamento sui dati delle Biennali di cinema, danza e teatro e un focus sul 5×1000 per il patrimonio culturale. «Analizzare questi fenomeni attraverso i dati significa orientare le politiche future e accompagnare l’evoluzione del concetto stesso di cultura», ha spiegato Cutaia.
I numeri confermano una crescita significativa dell’offerta culturale. In Italia si contano 4.416 musei, monumenti e aree archeologiche, di cui 2.870 pubblici. Nel 2024 oltre 60,8 milioni di persone hanno visitato musei, monumenti e siti archeologici statali, mentre 34 cittadini su 100 dichiarano di aver visitato almeno un museo o una mostra nell’ultimo anno. L’Italia mantiene inoltre il primato mondiale per numero di siti iscritti nella Lista del patrimonio Unesco.
Rilevante anche il sistema bibliotecario e archivistico: 8.131 biblioteche aperte al pubblico, più di una per ogni comune italiano, e 101 Archivi di Stato diffusi sull’intero territorio nazionale. Nel 2024 cresce il numero di utenti delle biblioteche statali, con oltre 506 mila lettori, sostenuti da fondi pubblici dedicati al diritto di prestito, alla tutela e alla digitalizzazione dei patrimoni librari e archivistici.
Sul fronte della produzione culturale contemporanea, il volume censisce 506 luoghi del contemporaneo e 5.167 architetture realizzate dal 1945 a oggi, confermando la vitalità dei settori dell’arte, dell’architettura e del design, anche grazie al sostegno pubblico alla creatività e ai progetti di rigenerazione urbana.
L’editoria registra dinamiche contrastanti: nel 2024 sono stati pubblicati circa 82.400 libri, di cui oltre 13 mila auto-pubblicati. Se il fatturato dell’editoria tradizionale e della stampa periodica è in calo, i dati sulla lettura restano incoraggianti: il 73% degli italiani ha letto almeno un libro, un e-book o ascoltato un audiolibro nell’ultimo anno, con una maggiore incidenza tra giovani e donne.
Segnali positivi arrivano anche da cinema e spettacolo dal vivo. Nel 2024 risultano attivi 4.801 cinema e sono stati realizzati 218.529 spettacoli dal vivo, che hanno coinvolto 57,2 milioni di spettatori. Il Ministero della Cultura ha sostenuto il comparto con 447 milioni di euro attraverso il Fondo nazionale per lo spettacolo dal vivo, affiancati da risorse aggiuntive.
Cresce infine la formazione culturale: oltre 363 mila studenti sono iscritti a corsi universitari di area culturale, pari a un quinto del totale nazionale. Anche la spesa pubblica in cultura registra un aumento, raggiungendo 10,1 miliardi di euro complessivi, con un record di donazioni Artbonus pari a oltre 149 milioni di euro nel 2024.
Nel complesso, Minicifre della cultura 2025 restituisce l’immagine di un settore dinamico, ancora attraversato da criticità ma centrale per lo sviluppo economico, sociale e identitario del Paese, confermando il ruolo strategico della cultura come investimento sul futuro.
