A trentacinque anni dalla sua tragica scomparsa, avvenuta per mano mafiosa il 21 settembre 1990, la figura di Rosario Livatino continua a risplendere come un faro di integrità e giustizia. Il volume “Rosario Livatino tra Diritto e Fede”, a cura di Gaetano Armao e pubblicato dall’Istituto della Enciclopedia Italiana Treccani, si propone di esplorare la vita e l’eredità di un magistrato che ha dedicato la sua esistenza alla lotta contro l’illegalità. Livatino, proclamato beato da Papa Francesco nel maggio del 2021, è descritto nel libro non solo come un giudice ma come un uomo di fede, la cui vita si è intrecciata in modo indissolubile con l’ideale di giustizia. Ma quale messaggio ci lascia la sua storia e in che modo può ispirare le future generazioni?
Nel suo lavoro, Armao non solo ricorda la figura di Livatino, ma offre anche un’analisi approfondita della sua tesi in diritto urbanistico regionale, presentata nell’aprile del 1990, che evidenzia le sue intuizioni giuridiche e la sua visione critica nei confronti della mafia e dell’abusivismo edilizio. Questo aspetto è fondamentale per comprendere non solo il contesto in cui operava Livatino, ma anche la sua straordinaria capacità di affrontare le sfide legate alla legalità in una Sicilia segnata dalla criminalità organizzata.
La pubblicazione, promossa dalla Regione Siciliana nell’anno in cui Agrigento è Capitale Italiana della Cultura, si arricchisce di contributi del Rettore dell’Universita di Palermo Massimo Midiri, del Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano, del Cardinale Marcello Semeraro, del Presidente della Regione Siciliana Renato Schifani e di docenti universitari e magistrati: Emanuele Boscolo, Guido Corso, Felice Giuffrè, Nicola Gullo, Maria Immordino, Laura Lorello, Andrea Piraino, Giovanbattista Tona e Caterina Ventimiglia, e le conclusioni dello stesso Armao. Questi interventi non solo aiutano a contestualizzare la figura di Livatino all’interno della società siciliana, ma evidenziano anche l’importanza della legalità come fondamento per il riscatto culturale e sociale della regione.
L’analisi di Armao si concentra su diversi aspetti tematici che attraversano l’opera di Livatino. Innanzitutto, la sua ferma convinzione nella vocazione al servizio del bene comune emerge come un principio guida nella sua carriera. Livatino non cercava la notorietà; il suo impegno si traduceva in azioni concrete e in scelte difficili, sempre orientate alla giustizia. Questo aspetto è particolarmente attuale in un’epoca in cui il protagonismo sembra prevalere su valori quali l’integrità e la riservatezza.
In secondo luogo, il libro esplora la relazione tra diritto e fede, elementi che per Livatino non erano in contraddizione, ma si completavano reciprocamente. La sua formazione giuridica e la sua spiritualità si intrecciavano, creando una visione del mondo in cui il diritto non era solo un insieme di norme, ma un riflesso di valori etici e morali. Questa concezione è di grande rilevanza oggi, quando il dibattito sulla giustizia è spesso ridotto a questioni puramente tecniche e giuridiche, dimenticando l’importanza della dimensione umana e del rispetto dei diritti fondamentali.
La struttura del volume è ben organizzata e rende la lettura fluida e coinvolgente. Ogni capitolo offre spunti di riflessione e approfondimenti che arricchiscono la comprensione della figura di Livatino, senza cadere nella retorica. La chiarezza espositiva e la rigorosità analitica sono evidenti, grazie anche all’uso di fonti primarie e testimonianze che conferiscono autenticità al racconto.
Lo stile di Armao è preciso e comunicativo, capace di trasmettere la passione per il tema trattato. La sua scrittura è accessibile, pur mantenendo un alto livello di rigore accademico, e riesce a coinvolgere il lettore in un viaggio attraverso i valori della giustizia e della legalità, portando alla luce la figura di un magistrato che ha saputo coniugare diritto e fede nella sua vita e nel suo lavoro.
Il contributo di “Rosario Livatino tra Diritto e Fede” al dibattito pubblico è significativo. In un momento in cui la legalità è spesso messa in discussione e in cui il tema dell’etica pubblica sembra essere relegato in secondo piano, il libro di Armao offre un importante spunto di riflessione. La figura di Livatino, come simbolo di un’impegno costante per la giustizia, può fungere da modello per le nuove generazioni di giuristi, magistrati e cittadini, ricordando che la vera giustizia non può prescindere da una dimensione morale.
In conclusione, il volume rappresenta un omaggio doveroso a un uomo che ha dedicato la propria vita alla legalità e alla giustizia, ma è anche un invito a riflettere su una Sicilia e un’Italia che possono trovare il loro riscatto attraverso l’onestà e il senso del dovere. “Rosario Livatino tra Diritto e Fede” è un’opera utile non solo per studiosi e professionisti del diritto, ma anche per lettori curiosi e appassionati, desiderosi di comprendere il valore di una figura che, nonostante le avversità, ha saputo mantenere alti i valori della giustizia e della legalità.
