Il Nepal vive ore di forte tensione politica e sociale. Dopo le violente proteste che hanno attraversato il Paese himalayano, culminate con le dimissioni del primo ministro K. P. Sharma Oli, l’esercito ha assunto il controllo della sicurezza e prorogato il coprifuoco generale. Secondo quanto riportato dal portale locale Khabarhub, il comando delle Forze Armate ha disposto un blocco nazionale fino alle 17.00 di mercoledì (12.15 in Italia), con l’estensione delle misure restrittive fino alle 18.00 di giovedì. L’obiettivo è quello di contenere i disordini che, nonostante l’uscita di scena di Oli, non si sono fermati nelle principali città del Paese.
Truppe dispiegate nella capitale e nei centri urbani
Fin dalle prime ore della mattina di oggi, soldati armati sono stati dispiegati a Katmandu, Lalitpur, Bhaktapur e in altre località strategiche. La loro presenza mira a far rispettare il coprifuoco e a riportare la calma nelle strade, teatro nelle ultime 48 ore di manifestazioni antigovernative, barricate e scontri con le forze dell’ordine.
Le immagini arrivate dalla capitale mostrano vie deserte e posti di blocco presidiati da militari, dopo che migliaia di cittadini erano scesi in piazza per protestare contro l’instabilità politica e l’operato del governo.
Una crisi politica in evoluzione
Le dimissioni di K. P. Sharma Oli, figura di spicco della scena politica nepalese, non hanno placato la rabbia popolare. I manifestanti accusano la classe dirigente di non essere stata in grado di garantire stabilità, sviluppo economico e servizi essenziali, aggravando le difficoltà di un Paese già fragile sotto il profilo sociale ed economico. Il rischio, ora, è che il vuoto di potere apra la strada a ulteriori disordini, costringendo l’esercito a un ruolo di primo piano nella gestione dell’ordine pubblico.
Prospettive incerte
Le prossime ore saranno decisive per capire se le misure adottate dalle autorità riusciranno a riportare la calma o se, al contrario, la crisi politica si trasformerà in un conflitto di piazza di lunga durata. Nel frattempo, la comunità internazionale osserva con preoccupazione gli sviluppi in Nepal, temendo che l’instabilità possa degenerare ulteriormente.
