La Forza di Interposizione delle Nazioni Unite in Libano (UNIFIL) è stata istituita dal Consiglio di Sicurezza dell’ONU nel marzo 1978, con le risoluzioni 425 e 426, a seguito della prima invasione israeliana nel Libano meridionale (Operazione Litani).
Fin dall’inizio il mandato prevedeva tre obiettivi principali:
1. Confermare il ritiro israeliano dal territorio libanese.
2. Ripristinare la pace e la sicurezza internazionale.
3. Assistere il governo libanese nel ristabilire la propria autorità nella regione.
Gli anni Settanta e Ottanta: una missione fragile
Nei primi anni UNIFIL si trovò ad operare in un contesto estremamente complesso, segnato dalla guerra civile libanese (1975-1990) e dalla presenza di diversi attori armati, tra cui milizie palestinesi e forze israeliane. La seconda invasione israeliana del 1982 (che portò fino all’occupazione di Beirut) ridusse ulteriormente la capacità della missione di adempiere al mandato originario.
Durante gli anni Ottanta e Novanta UNIFIL si concentrò soprattutto sul monitoraggio della Linea di demarcazione tra Israele e Libano, senza però poter impedire scontri e bombardamenti ricorrenti nel sud del Paese.
Il ritiro israeliano del 2000 e la Linea Blu
Un momento chiave fu il ritiro unilaterale di Israele dal Libano meridionale nel maggio 2000, dopo 22 anni di occupazione. L’ONU certificò il ritiro attraverso la definizione della cosiddetta “Linea Blu”, un confine tecnico, non politico, che divenne il riferimento per monitorare eventuali violazioni. In questa fase UNIFIL rafforzò il proprio ruolo di osservatore e mediatore, pur rimanendo esposta a tensioni e violenze sporadiche.
La guerra del 2006 e l’ampliamento del mandato
La guerra tra Israele e Hezbollah nell’estate del 2006 rappresentò un punto di svolta. Con la risoluzione 1701, il Consiglio di Sicurezza ampliò in modo significativo il mandato di UNIFIL, che passò da circa 2.000 a oltre 10.000 uomini. Alla forza vennero affidati nuovi compiti:
• monitorare la cessazione delle ostilità,
• accompagnare e sostenere l’esercito libanese nel sud,
• garantire un accesso umanitario sicuro alle popolazioni,
• sorvegliare che l’area a sud del Litani restasse libera da armamenti non governativi.
Da quel momento, UNIFIL divenne una delle missioni di peacekeeping più importanti e complesse dell’ONU, con una forte presenza europea e mediterranea, in particolare italiana, francese e spagnola.
L’Italia e la guida della missione
L’Italia ha avuto un ruolo di primo piano in UNIFIL. Dal 2006 in poi, ufficiali italiani si sono alternati più volte al comando della missione (tra cui i generali Claudio Graziano, Paolo Serra, Luciano Portolano e Stefano Del Col). L’Italia ha inoltre fornito uno dei contingenti più consistenti, con circa 1.000 militari e mezzi terrestri e aerei. Questa presenza ha consolidato il prestigio di Roma come attore di riferimento per la sicurezza mediterranea.
Gli ultimi anni e il ritiro programmato
Negli ultimi quindici anni UNIFIL ha contribuito a contenere l’escalation lungo la frontiera israelo-libanese, pur senza poter impedire il riarmo di Hezbollah e le violazioni aeree israeliane. La missione ha svolto un importante ruolo di deterrenza e di supporto al fragile esercito libanese, ma la sua efficacia è stata spesso messa in discussione, in particolare da Israele e Stati Uniti.
Con la decisione del Consiglio di Sicurezza dell’agosto 2025, il mandato è stato prorogato per l’ultima volta fino al 31 dicembre 2026, con l’avvio del ritiro previsto nel 2027. Questo segna la conclusione di una presenza lunga quasi mezzo secolo.
Sintesi
• 1978: istituzione della missione dopo l’Operazione Litani.
• 1982-2000: convivenza difficile con l’occupazione israeliana e la guerra civile.
• 2000: ritiro israeliano e nascita della Linea Blu.
• 2006: guerra Israele-Hezbollah e ampliamento del mandato.
• 2006-2025: fase di massima espansione, con oltre 10.000 caschi blu.
• 2027: ritiro definitivo, dopo quasi cinquant’anni di presenza.
Dall’archivio di European Affairs il reportage dalla blu line.
