Una visita definita “senza precedenti” ha avuto luogo questa mattina nella base di Rajma, dove il maresciallo Khalifa Haftar ha ricevuto il capo dell’intelligence turca Ibrahim Kalin. La presenza dei figli del generale, Saddam e Khaled Haftar, ha rafforzato il peso simbolico e politico dell’incontro, che apre una nuova fase nei delicati equilibri della Libia post-conflitto.
L’evento rappresenta un segnale forte: dopo anni di sostegno militare e politico esclusivo al governo di Tripoli, la Turchia sembra ora decisa ad allargare la sua sfera d’influenza anche verso la Cirenaica. L’est della Libia, storicamente ostile all’ingerenza turca e roccaforte delle forze guidate da Haftar, diventa oggi terreno di dialogo e possibile cooperazione.
Turchia: Nuova Strategia, Vecchie Ambizioni
La visita di Kalin non arriva isolata: Ankara ha intensificato negli ultimi mesi i suoi contatti con Bengasi, in parallelo al rafforzamento dei legami con attori regionali chiave come Egitto e Arabia Saudita. Colloqui bilaterali tra il ministro degli Esteri turco Hakan Fidan e il suo omologo egiziano Abdelatty, tenutisi a margine della riunione OCI a Gedda, evidenziano una convergenza d’intenti sul dossier libico. Il nuovo approccio turco appare duplice: mantenere la propria influenza sull’ovest del Paese, consolidando l’alleanza con Tripoli, e allo stesso tempo costruire un canale di comunicazione diretto con l’est, in vista di una futura ricomposizione nazionale.
L’Accordo Marittimo nel Mediterraneo: Un Punto di Svolta
Elemento cruciale di questo riavvicinamento è il controverso accordo marittimo tra Turchia e Libia, in attesa di ratifica presso la Camera dei Rappresentanti di Tobruk. Se approvato, l’intesa aprirebbe le porte all’esplorazione congiunta di risorse energetiche nelle acque contese del Mediterraneo orientale, alimentando però la tensione con Grecia e Cipro. Fonti libiche sottolineano come la ratifica dell’accordo potrebbe essere legata a concessioni politiche più ampie, tra cui il sostegno al percorso elettorale promosso dalle Nazioni Unite e appoggiato anche dall’Egitto.
Verso una Nuova Fase?
La presenza dell’intelligence turca a Rajma, con la visita di Kalin che segue quella del vicecapo Jamaluddin Chalik a maggio, suggerisce una strategia mirata: Ankara vuole essere interlocutore imprescindibile in entrambe le Libie – quella di Tripoli e quella di Bengasi. Resta da vedere se l’incontro con Haftar rappresenti l’inizio di una cooperazione duratura o solo un episodio tattico in una regione dove le alleanze si fanno e si disfano con rapidità. Ma una cosa è certa: la partita libica resta al centro delle ambizioni turche nel Mediterraneo, e Ankara ha appena fatto una mossa importante sulla scacchiera.
