Gavin Newsom ha trovato un modo inedito per rompere la paralisi dei democratici di fronte alla comunicazione travolgente di Donald Trump: imitarlo, o meglio, parodiarlo. Il governatore della California ha adottato lo stile del tycoon repubblicano sui social media, riproducendone linguaggio, formato e perfino le eccentricità grafiche, trasformandole in un’arma politica che sta facendo discutere l’America.
Dopo mesi di silenzio strategico da parte dei dem, Newsom ha scelto di giocare sullo stesso terreno dell’ex presidente: post interamente scritti in caratteri cubitali, l’uso ossessivo di aggettivi come “BEAUTIFULL” e persino un fotomontaggio in cui appare scolpito sul Mount Rushmore, in puro stile trumpiano. In uno dei suoi ultimi messaggi, ha persino chiuso con la tipica formula urlata del tycoon: “GRAZIE PER LA VOSTRA ATTENZIONE SU QUESTA QUESTIONE”.
La mossa non è passata inosservata. La base MAGA ha reagito con rabbia, mentre sui social i post del governatore sono diventati virali, conquistando “like” e amplificando la sua visibilità. Un effetto che ha colpito anche gli analisti politici repubblicani. “Sta cercando di imitare Trump, non è Trump – ma almeno è visibile”, ha commentato Steve Bannon, ex stratega della Casa Bianca e oggi voce di riferimento per la galassia trumpiana. “È l’unico democratico che sembra organizzare una lotta che i suoi elettori percepiscono come vincente”.
Secondo Politico, la strategia di Newsom non è soltanto una provocazione ma una vera e propria “resistenza 2.0”. Dopo essere stato dato per politicamente indebolito, il governatore si sarebbe rilanciato grazie a questa nuova tattica, che non solo irrita Trump e i suoi sostenitori, ma scuote anche un Partito Democratico in crisi di immagine e leadership.
Newsom ha spiegato così la sua svolta: “Io sono cambiato, i fatti sono cambiati e noi dobbiamo cambiare”. Un approccio in netta contrapposizione al celebre motto di Michelle Obama “quando loro vanno in basso, noi andiamo in alto”, che ha guidato i dem negli anni dell’ascesa di Trump.
Il cambiamento è stato accolto con interesse anche tra i democratici. “Non è solo un trolling dei Maga – ha osservato Stefan Smith, stratega digitale già al servizio di campagne dem – ma un messaggio al partito: abbandonare la superiorità morale digitale può essere caotico, ma funziona. Newsom è passato dall’essere politicamente in bilico a diventare una figura chiave”.
Un’analisi condivisa anche da Jamal Simmon, ex capo comunicazione della vicepresidente Kamala Harris, che su The Hill ha sottolineato come il governatore californiano stia “conquistando i cuori e le menti dei democratici” in un momento in cui i sondaggi registrano il gradimento del partito ai minimi storici, appena il 33%.
Dietro la strategia social, si intravede già l’orizzonte politico: le presidenziali del 2028. Newsom sembra puntare a diventare il volto di un Partito Democratico meno ingessato, disposto a scendere sul terreno del conflitto mediatico e a sfidare Trump con le sue stesse armi.
