Una nuova minaccia emerge dal cuore della Corea del Nord. Secondo un rapporto del Center for Strategic and International Studies (CSIS) di Washington, Pyongyang dispone di una base missilistica segreta situata a Sinpung-dong, nella provincia di Nord Pyongan, a soli 25-27 chilometri dal confine con la Cina.
L’analisi, condotta dal progetto Beyond Parallel attraverso immagini satellitari scattate l’11 luglio, conferma per la prima volta in maniera approfondita e open source l’esistenza della struttura, che non era mai stata dichiarata ufficialmente né inclusa nei precedenti negoziati sulla denuclearizzazione tra Stati Uniti e Corea del Nord.
Secondo il CSIS, la base sarebbe in grado di ospitare una brigata composta da sei a nove missili balistici intercontinentali (ICBM) – tra cui i modelli Hwasong-15 a combustibile liquido e Hwasong-18 a propellente solido – capaci di trasportare testate nucleari. Armi che, sottolinea il rapporto, “rappresentano una potenziale minaccia nucleare per l’Asia orientale e per gli Stati Uniti continentali”.
La costruzione della base sarebbe iniziata attorno al 2004, con l’entrata in funzione nel 2014, seguita da ulteriori miglioramenti per integrare missili a medio raggio e intercontinentali. La struttura, insieme ad altre 15-20 installazioni missilistiche balistiche mai dichiarate ufficialmente, rappresenta una delle componenti principali della strategia militare di Pyongyang, fondata su deterrenza nucleare e capacità di attacco strategico.
“Sinpung-dong e le altre basi missilistiche fanno parte della cintura balistica strategica della Corea del Nord e riflettono l’evoluzione della sua dottrina missilistica”, evidenzia il rapporto.
La rivelazione rischia di alimentare nuove tensioni nello scacchiere asiatico, già attraversato dalle rivalità tra Washington, Pechino e Pyongyang, mentre la comunità internazionale resta in allerta di fronte alla continua espansione dell’arsenale nordcoreano.
