8 agosto 1956 – 69 anni fà la grande Tragedia nelle viscere della miniera di Bois du Cazier a Marcinelle in Belgio – Oggi Patrimonio dell’Unesco – 262 minatori morti di cui 136 italiani. oggi ore 8.10 apriamo il Baule della Memoria – un rumoroso silenzio accoglie i 262 Rintocchi della Campana con la lettura scandita uno alla volta dei nomi delle vittime per Ricordare e Riflettere.
E’ difficile spiegare le sensazioni che si provano qui, calpestare una Terra Sacra bagnata dal sangue dei Minatori sopra le gallerie della Miniera, dolore – commozione – rabbia – incredulità – rassegnazione …. La Memoria ha la capacità di risvegliare tutto e tutti poi ognuno deciderà quale strada prendere se rimanere Spettatore passivo e rassegnato o Protagonista di un processo di crescita e cambiamento mantenendo vivo il Ricordo a futura memoria perché tragedie simili, evitabili allora non debbano ripetersi ora.
Non a caso, questa catastrofe, per volontà del governo italiano dal 2001 è divenuta la tragedia simbolo proclamando 8 agosto “ Giornata nazionale del sacrificio del lavoro italiano nel Mondo”. Visitare il Museo annesso e leggere i documenti di allora risvegliano la coscienza di ognuno, con la consapevolezza del poi emergono distintamente le concause di errori ed omissioni che innescarono l’incendio, un ascensore avviato nel momento sbagliato, urtò una trave d’acciaio tranciando i cavi dell’alta tensione ( 500 volt ), una tubazione di olio idraulico ed un cavo dell’aria compressa. Le scintille provocarono un incendio che trovo facile propagazione su tutte le strutture in legno della miniera profonda oltre 1000 mt. Senza nessuna possibilità di comunicazione con i minatori le prime ore furono dominate dal Caos e dall’impreparazione nel gestire un evento di tale portata al punto tale che dopo 3-4 ore visto il fumo continuare a fuoriuscire dalle bocche di aerazione si penso di riversare enormi quantità di acqua nelle gallerie – decisione questa che invece di spegnere l’incendio provocò ulteriore fumo e vapore acqueo bollente che non diede scampo ai minatori intrappolati.
Dopo 15 giorni dall’incendio, alle 3.25 del mattino del 23 Agosto – quando l’ultima squadra di Salvataggio di cui faceva parte l’italiano Angelo Berto – risalì in superficie si udì uno straziante grido in Italiano “Tutti Cadaveri “. A quel punto tutte le speranze svanirono e lasciarono lo spazio all’incolmabile dolore dei parenti ed amici che non avevano mai abbandonato la speranza e gli spazi adiacenti la miniera alternando pianti e preghiere. Un tragico Incidente nato da una squallida pagina di storia del dopoguerra dove Politica – profitto – opportunismo – superficialità e mancanza di formazione hanno fatto da gracili fondamenta ad un accordo basato su “ Uomini in cambio di Carbone “ in poche parole il Protocollo sottoscritto tra Belgio e l’Italia prevedeva l’invio di 2000 italiani a settimana in cambio di 200kg di carbone al giorno per ogni minatore occupato da consegnare all’Italia, vista la profondità delle gallerie da raggiungere i turni erano di 12 ore ed il contratto prevedeva un minimo di 5 anni di impiego altrimenti si perdevano i benefit promessi – tutto svanito per colpa di un ascensore messo in moto nel momento sbagliato.
Oggi con vergogna potremmo tranquillamente definire un accordo siglato sulla base di una “ Provvigione in Oro Nero “. Anche L’esito dell’Inchieste e del Processo misero in luce una serie di negligenze, dall’errore umano alla mancanza di sistemi efficaci di sicurezza – alla presenza di alta tensione nei cunicoli con olio ad alta pressione e porte tagliafuoco in legno. I giudici di allora portarono alla sbarra 5 imputati – tutti assolti. Nel processo d’appello poi venne condannato a 6 mesi un’ ingegnere con la condizionale.( una farsa )
Fino a quella data gli Emigranti Italiani erano apostrofati in senso dispregiativo “ Macaronì “ e in molti locali Belgi erano esposti i Cartelli “ Vietato l’ingresso ai Cani ed agli Italiani “. Da quella immane disgrazia ove italiani e belgi erano però morti gli uni a fianco agli altri le cose cambiarono notevolmente e iniziò un lento ma inesorabile percorso di rispetto ed inclusione che permise agli Italiani di occupare con diritto e competenza quegli spazi fino ad allora negati.
Ma ritorniamo ad oggi dove, dopo la lettura dei nomi di tutte le vittime si è celebrata una santa Messa a suffragio e ricordo di quella tremenda vicenda . Ad accompagnare la liturgia all’ingresso della Miniera e al Cimitero delle vittime sepolte sulla collina che sovrasta la Miniera il Coro San Antonio Abate di Cordenons che nella sua Tournè in Belgio si è anche esibito nel Teatro di Marcinelle.
Un momento di soave ed intimo raccoglimento che attraverso la musica corale magistralmente eseguita ha fatto vivere attimi di intima emozione.
Per l’Italia una nutrita e folta partecipazione da Istituzioni nazionali e regionali a testimonianza di quanto questa tragedia abbia lasciato il segno sotto tutti i punti di vista divenendo un momento di svolta Generale nei confronti della tutela di tutti i lavoratori – immigrati e nazionali. A nome del governo italiano è intervenuto il sottosegretario agli Esteri dott. Giorgio Silli – accompagnato per l’occasione dagli Onorevoli Federica Onori e Toni Riccardi e dai senatori Andrea Crisanti, Cinzia Pellegrino, Roberto Menia e dalla dott.sa Federica Favi Ambasciatrice d’Italia – dal dott. Pier Forlano Console generale d’Italia a Charleroi e dalla dott.sa Emma Visentin Ambasciatrice d’Italia a Bruxelles. Presenti anche gli Ambasciatori di Francia – Algeria – Polonia e Germania.
Prima di lasciare questo luogo Sacro, patrimonio Unesco, dalla collinetta che raccoglie i resti di alcuni minatori non ancora identificati ci permettiamo in religioso silenzio fare una breve riflessione su questa Tragedia che sulle carte di allora prometteva prosperità, lavoro e speranze a migliaia di emigrati Italiani che avevano Dovuto lasciare la propria Terra distrutta dalla guerra e non aveva ancora la forza di rialzarsi. Per molti il Viaggio della Speranza e del Riscatto si è trasformato come citava Dante “ nel mezzo del cammin di nostra vita “ nell’ingresso all’Inferno – ed è proprio in questo luogo che si ricordano le storie di chi non ha fatto ritorno e si onora chi ha sacrificato la propria vita per il lavoro.
Come sempre ogni Tragedia lascia dei segni indelebili e dolorosi ma indica anche la strada per il miglioramento continuo e specialmente in Italia sappiamo come questo tragitto per eliminare gli Incidenti – Infortuni e negligenze sul Lavoro sia lungo ed impervio. Da parte nostra riteniamo che solo con la Forza e la determinazione di Raccontare e Ricordare possiamo sperare di far giungere un “ Avviso ai Naviganti nel Mondo del Lavoro “.
La Cultura della Sicurezza sul Lavoro deve diventare non “ Una “ ma la “ Priorità principale “ di tutti i Lavori e Lavoratori se non vogliamo riempire ancora il Baule della Memoria con storie di Tragedie – Negligenze ed Incompetenza personale e come stato detto dal Palco della Cerimonia – migliorare la qualità delle condizioni di lavoro migliora la Vita delle persone e delle Comunità che la compongono.
Marcinelle – Marco Macorigh
