La Tunisia è ricca di risorse e non sarà mai ostaggio delle lobby né dei loro agenti, a nessun livello. Con queste parole, il presidente tunisino Kais Saied ha riaffermato con fermezza la linea politica del suo governo, durante un incontro tenutosi al Palazzo di Cartagine con il primo ministro Sarra Zaâfrani Zenzri, il ministro delle Finanze Michket Slama Khaldi e il ministro dell’Economia e della Pianificazione Samir Abdelhafidh. Al centro dell’intervento del presidente, l’impegno per una gestione trasparente e responsabile del potere, che metta al primo posto la dignità e il benessere dei cittadini tunisini. Saied ha dichiarato che il lavoro dell’esecutivo prosegue “senza interruzioni”, con l’obiettivo che “nessuno rimanga indigente o svantaggiato”.
Ma il cuore del messaggio presidenziale è stato un monito diretto ai funzionari pubblici: “Un responsabile che non rappresenta un modello di integrità e austerità, che non sente la sofferenza dei cittadini e che ostacola invece di aiutare, non è degno di ricoprire un ruolo istituzionale”. In tal caso – ha aggiunto – “sarà sostituito da giovani motivati, animati dallo spirito di una battaglia di liberazione nazionale per il diritto del popolo tunisino a una vita dignitosa”.
Un nuovo modello di sviluppo: “Il popolo lo ha già tracciato”
Il presidente ha poi respinto l’idea secondo cui la Tunisia sarebbe ancora alla ricerca di un modello di sviluppo. “È chiaro ed evidente, ed è stato elaborato dal popolo stesso”, ha dichiarato, invitando le istituzioni a lavorare con determinazione per renderlo operativo. Il riferimento è a un percorso di riforme e autonomia economica che Saied propone come alternativa al condizionamento da parte di poteri esterni o interessi oligarchici.
Nel suo intervento, Saied ha sottolineato come la Tunisia stia scrivendo “una nuova storia” dopo decenni di sofferenze, abusi e corruzione. Ha parlato del diritto dei cittadini a chiedere conto delle azioni di chi ha avuto responsabilità, chiarendo che non si tratta di vendette personali, ma di “un’equa responsabilità, basata sulla legge”.
Un messaggio agli oppositori: “Il tempo lo dirà”
Il discorso si è concluso con un messaggio rivolto a quanti – dentro e fuori il Paese – continuano a ostacolare l’attuale processo di trasformazione tunisino: “Coloro che vogliono tornare al passato devono sapere che il popolo è determinato ad andare avanti”, ha detto. Ha inoltre denunciato il ruolo di “false voci, bugie e campagne frenetiche” – anche finanziate dall’estero – nel tentativo di destabilizzare la situazione politica interna.
“Il popolo tunisino – ha ribadito Saied – sta dando una lezione dopo l’altra a chi non ha ancora imparato dalle lezioni del passato. La sua determinazione non sarà spezzata. Il tempo lo dirà”.
Con queste parole, il presidente ha riaffermato il suo impegno in una fase cruciale per la Tunisia, tra promesse di riforma, sfide economiche e tensioni interne ed esterne.
