Saranno oltre 36 milioni gli italiani che, tra giugno e settembre, si concederanno un periodo di vacanza, generando un impatto economico complessivo di 41,3 miliardi di euro. A rilevarlo è l’indagine condotta da Federalberghi, che fotografa un’estate all’insegna della mobilità interna, con l’Italia che si conferma la meta preferita da nove vacanzieri su dieci.
I dati indicano una propensione sempre più marcata alla frammentazione del periodo di ferie: oltre un terzo dei vacanzieri (33,6%) sceglierà di distribuire il tempo libero in più momenti, con il 41,3% che aggiungerà almeno un secondo periodo di relax, il 31,4% che ne programmerà due e il 17,5% che ne vivrà tre. Una tendenza, quella della vacanza “spezzata”, che riflette una maggiore flessibilità nei modelli di consumo e nei tempi di lavoro.
L’estate 2025 sarà soprattutto italiana. L’88% dei vacanzieri resterà nel Belpaese, privilegiando ancora una volta il mare (76,9%), seguito da montagna, laghi e terme (16%) e da città d’arte e località culturali (4,2%). Tra le mete più ambite: Toscana, Emilia-Romagna, Sicilia, Puglia, Lombardia, Campania e Sardegna. Chi sceglierà l’estero (12%) punterà principalmente sui mari vicini (57%), sulle capitali europee (16,4%) o su mete esotiche (10,7%).
Le vacanze principali dureranno in media 10 giorni, con una spesa complessiva di 888 euro a persona, pari a circa 89 euro al giorno. Le ferie aggiuntive saranno più brevi (in media 4,4 giorni) ma con una spesa più intensa: 518 euro complessivi, ovvero 117 euro al giorno. Il picco di spesa è atteso ad agosto, che da solo vale 15,9 miliardi, seguito da luglio (12,4 miliardi), giugno (11 miliardi) e settembre (2 miliardi).
“Agosto perde centralità, mentre crescono giugno e settembre – ha dichiarato il presidente di Federalberghi, Bernabò Bocca, a commento dell’indagine – Questo è un segnale molto positivo, si afferma un turismo distribuito, più sostenibile e più accessibile. Si tratta di una grande opportunità per rafforzare l’occupazione e la redditività del settore in tutto l’arco dell’anno.”
“Di fronte a questo scenario, credo si possa affermare che siamo testimoni di un grande cambiamento – ha proseguito Bocca – Oggi il turista non cerca solo un alloggio, ma un’emozione da custodire. La spesa non si concentra più soltanto sul pernottamento, ma si distribuisce su tutta la filiera, tra ristorazione, cultura, artigianato, benessere. Si tratta proprio di una trasformazione strutturale che rende il comparto un attivatore diffuso di valore economico e sociale”.
“Tuttavia – ha concluso il presidente degli albergatori italiani – la nostra indagine rivela che una quota di italiani non andrà in vacanza per motivi economici. È un dato che non può lasciarci indifferenti e che ci spinge a lavorare per un turismo più accessibile, ovvero capace di offrire occasione di benessere per tutti”.
A beneficiare della spesa estiva saranno tutte le componenti della filiera turistica: il 28,7% del budget sarà dedicato alla ristorazione, il 23,6% all’alloggio, il 21,1% ai trasporti, l’11,2% allo shopping e il restante 15,4% a divertimenti ed escursioni. Tra le sistemazioni preferite spiccano le case di parenti e amici (28,8%), seguite dagli alberghi (26,3%), dalle case di proprietà (11,9%), da B&B (7,7%), campeggi (7%), affitti brevi (5,3%), residence (4,9%) e villaggi turistici (4%).
In termini di prenotazioni, quasi la metà dei viaggiatori (46,3%) ha scelto di contattare direttamente le strutture ricettive o di utilizzare i loro siti web. Inoltre, il 75,6% ha prenotato con un anticipo variabile tra uno e due mesi. I flussi sono distribuiti con 15,7 milioni di partenze a giugno, 16,1 a luglio, 17,5 milioni ad agosto e 4,7 milioni a settembre.
La scelta della meta è guidata soprattutto dalla bellezza naturale del luogo (66,8%), ma non mancano abitudini consolidate (33,2%), la facilità di accesso (26,5%) e la voglia di divertimento (21,6%). Durante la vacanza gli italiani preferiranno attività rilassanti e sociali: passeggiate (72,3%), serate con gli amici (51,2%), escursioni e visite culturali (47,8%) e cene al ristorante (44%).
Per raggiungere le mete scelte, il 66,6% utilizzerà l’auto, il 20,7% l’aereo e solo il 4,4% il treno. Tuttavia, non tutti partiranno: il 49,2% degli italiani resterà a casa, principalmente per mancanza di risorse economiche (54,8%), problemi di salute (24,5%) o motivi familiari (23,9%). Il 7,8% posticiperà le ferie in altri mesi dell’anno.
