Con Decreto – Legge 39/2025, convertito con modificazioni dalla L. 27 maggio 2025, n. 78 (in G.U. 30/05/2025, n. 124), tutte le imprese operanti in Italia, e regolarmente iscritte nel registro delle imprese, hanno l’obbligo di sottoscrivere una polizza assicurativa contro catastrofi naturali. L’obbligo normativo mira a rafforzare la tenuta economica delle aziende, con evidenti vantaggi per l’intero sistema economico nazionale con l’effetto di ridurre l’aiuto alle risorse pubbliche in caso di eventi calamitosi.
In base alle dimensioni dell’Azienda, la norma ha previsto una diversa data per la sottoscrizione della polizza:
- Grandi imprese (stato patrimoniale superiore a 25 milioni di euro e ricavi superiori a 50 milioni di euro con oltre 250 dipendenti.): entro il 31 marzo 2025
- Medie imprese (stato patrimoniale inferiore o eguale a 25 milioni di euro e ricavi inferiori o eguali a 50 milioni di euro con non più di 250 dipendenti): entro il 1° ottobre 2025
- Piccole e microimprese (stato patrimoniale inferiore o eguale a 5 milioni di euro e ricavi inferiori o eguali a 10 milioni di euro con non più di 50 dipendenti): entro il 31 dicembre 2025
- Imprese del settore pesca e acquacoltura: entro il 31 dicembre 2025
La vera difficoltà che il Broker retail, ovvero la Compagnia se interpellata direttamente dall’Azienda, potranno incontrare è la quotazione del rischio.
Il rischio è l’elemento fondamentale del contratto di assicurazione e viene definito, generalmente, come possibilità di un evento futuro ed incerto.
Il rischio assicurato è, pertanto, l’evento contemplato dal contratto al cui verificarsi si ricollega l’obbligazione dell’assicuratore di pagare l’indennità.
Interessante per la quotazione del rischio, è l’apporto delle nuove tecnologie (anche) a supporto della a figura del Broker e della Compagnia.
Per Insurtech si intende tutta l’innovazione technology-driven nell’industria assicurativa, quali software, applicazioni, startup, prodotti, servizi, modelli assistenziali e di business. Ad avere impatto sui modelli di business tradizionali sono, quindi, la sharing economy, la blockchain, la cybersecurity, l’IoT, l’Intelligenza Artificiale.
È proprio con questi strumenti che, a seconda della collocazione territoriale dell’azienda e sue caratteristiche, cambierà il rischio e la quotazione del premio per le polizze a copertura di catastrofi naturali.
Così facendo, si potrebbe addirittura – forzosamente – pensare di tipizzare una quotazione che, per sua stessa natura, non è tipizzabile né prevedibile come la catastrofe naturale, e che, sotto certi aspetti, eliderebbe il cd aggravamento del rischio, imponendo così uno studio ancora più complesso per la quotazione: ecco perché l’aiuto della intelligenza artificiale è quanto mai necessario.
Avv. Gaetano Scuotto, foro di Napoli, fiduciario di Compagnia Assicurativa, Cultore di Diritto Processuale Civile presso la facoltà di Giurisprudenza della Università Federico II di Napoli
