Secondo attacco in due giorni contro navi mercantili nel tratto meridionale del Mar Rosso. L’IMO chiede più diplomazia per fermare l’escalation. Un’operazione di emergenza è in corso per evacuare l’equipaggio della “Eternity C”, nave battente bandiera liberiana e gestita da un armatore greco, colpita lunedì sera in un violento attacco nel Mar Rosso. Secondo fonti riportate da Reuters, almeno quattro membri dell’equipaggio sono rimasti uccisi nell’assalto, mentre si cerca di mettere in salvo gli altri marittimi a bordo.
L’attacco, avvenuto con droni marini e lanciarazzi lanciati da motoscafi, ha preso di mira la nave che trasportava 22 persone, tra cui 21 cittadini filippini e un russo. L’episodio rappresenta l’ennesimo grave segnale del deterioramento della sicurezza marittima in una delle rotte commerciali più strategiche al mondo.
Si tratta del secondo attacco nel Mar Rosso in soli due giorni: domenica era stata colpita un’altra nave mercantile, anch’essa battente bandiera liberiana e di proprietà greca, la “Magics Seas”, il cui equipaggio è stato interamente tratto in salvo.
Gli attacchi, che si sommano a una lunga serie di incidenti verificatisi negli ultimi mesi nel contesto del conflitto in Medio Oriente, rilanciano l’allarme per la sicurezza della navigazione commerciale e la protezione dei lavoratori marittimi.
Il Segretario generale dell’Organizzazione Marittima Internazionale (IMO), Arsenio Dominguez, ha lanciato un appello affinché si rafforzino gli sforzi diplomatici internazionali per ridurre la tensione. “L’unico modo per affrontare questi conflitti geopolitici che colpiscono il settore del trasporto marittimo è attraverso un dialogo costruttivo”, ha dichiarato.
Intanto, società private di sicurezza sono coinvolte nella missione di evacuazione dell’“Eternity C”, mentre le autorità internazionali seguono con attenzione l’evolversi della situazione.
Il tratto meridionale del Mar Rosso, da mesi teatro di attacchi attribuiti ai ribelli Houthi yemeniti contro obiettivi legati a interessi occidentali o israeliani, si conferma zona ad altissimo rischio per la navigazione civile, con pesanti ripercussioni sulla logistica globale e sulla sicurezza degli equipaggi.
