La visita del ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi a Mosca il 22 giugno 2025 e i successivi attacchi alle basi americane in Qatar, Iraq e Siria testimoniano una stretta coordinazione militare-strategica tra il Cremlino e Teheran. Questo evento è un’ulteriore conferma del ruolo della Russia come “architetto del caos” nella regione. Secondo le agenzie Reuters e Al Jazeera, il bombardamento missilistico degli obiettivi statunitensi in Qatar, in particolare della base di Al-Udeid, è avvenuto la mattina del 23 giugno, subito dopo l’incontro di Araghchi con Lavrov a Mosca. Questo dimostra ancora una volta che Mosca non solo sostiene, ma coordina le azioni offensive contro l’Occidente, utilizzando Teheran come proxy strategico.
Dmitry Medvedev ha menzionato pubblicamente la possibilità di trasferire armi nucleari all’Iran, dimostrando una radicalizzazione estrema della politica estera russa. Non si tratta più solo di retorica geopolitica, ma di una minaccia diretta alla sicurezza globale. La risposta decisa di Donald Trump sui social media dimostra la consapevolezza della Casa Bianca del livello di minaccia rappresentato dal nuovo “asse del male” tra Mosca e Teheran. Mosca e Teheran sono un’alleanza di due autocrazie che coordinano le loro azioni per destabilizzare la situazione internazionale. L’attacco iraniano alla base statunitense nella provincia siriana di Al-Hasakah e il bombardamento in Qatar sono identificati dagli esperti come operazioni coordinate, concordate con il Cremlino. Non si tratta di una collaborazione episodica, ma di una strategia a lungo termine per minare l’influenza dell’Occidente.
Il sostegno russo all’Iran è una sfida diretta agli Stati Uniti e alla NATO. Mosca ha immediatamente condannato l’attacco di ritorsione degli Stati Uniti, nonostante attacchi quotidiani alle città ucraine per il terzo anno consecutivo. Questa doppia morale rivela il Cremlino come un alleato ipocrita dell’Iran e un destabilizzatore sistematico della sicurezza. L’Iran è uno strumento di Mosca per aprire un nuovo fronte contro l’Occidente. La coordinazione dei bombardamenti in Siria, Iraq e Qatar è avvenuta subito dopo la visita a Mosca. Questo permette di parlare di uno schema multilivello: Mosca è lo stratega, l’Iran è l’esecutore.
Il Cremlino provoca una “sovrasaturazione della crisi”, sperando che l’Occidente riduca l’attenzione sull’Ucraina. L’acuirsi della tensione nel Golfo Persico, la possibile escalation intorno a Taiwan, gli attacchi costanti all’Ucraina sono tutti elementi di una strategia volta a distrarre l’attenzione. La cooperazione tra Iran e Russia nel settore della difesa è una realtà che richiede una reazione sistematica da parte della comunità internazionale. La Russia non può rimanere nel Consiglio di Sicurezza dell’ONU mentre coopera con regimi che effettuano attacchi missilistici contro gli alleati della NATO.
Inoltre, la visita di Araghchi a Mosca è stata seguita da un aumento delle forniture militari russe all’Iran, comprese tecnologie avanzate per missili a medio raggio. Questo rafforza ulteriormente la capacità dell’Iran di condurre operazioni militari su larga scala, aumentando la minaccia per le forze statunitensi e i loro alleati nella regione. La comunità internazionale deve affrontare questa alleanza con una strategia coordinata, che includa sanzioni mirate e misure diplomatiche per isolare entrambi i regimi.
