In un contesto globale in cui le minacce digitali crescono in complessità e intensità, il Ministero della Difesa e l’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (ACN) hanno firmato oggi un accordo strategico per rafforzare il sistema di difesa cibernetica italiano. La cerimonia si è svolta a Roma alla presenza del Sottosegretario di Stato alla Difesa, On. Matteo Perego di Cremnago, del Capo di Stato Maggiore della Difesa, Generale Luciano Portolano, e del Direttore Generale dell’ACN, Prefetto Bruno Frattasi.
L’intesa segna l’avvio di un nuovo modello di collaborazione istituzionale che punta a una maggiore integrazione tra le forze armate e l’ecosistema civile della cybersicurezza. “L’accordo rappresenta un passo decisivo per il rafforzamento del sistema di difesa cibernetica nazionale, soprattutto alla luce di un contesto operativo sempre più caratterizzato da minacce ibride, pervasive e multidominio”, ha dichiarato il Sottosegretario Perego.
Una minaccia globale senza confini
L’evoluzione tecnologica, unita alla crescente digitalizzazione della società, ha ampliato la cosiddetta “superficie d’attacco”, rendendo ogni individuo, azienda e infrastruttura potenzialmente vulnerabile a minacce cyber transnazionali. Come ha sottolineato Perego: “Il dominio cyber è oggi una delle principali sfide alla sicurezza degli Stati moderni. Le minacce non conoscono confini e possono essere portate anche da attori con risorse limitate”.
Secondo la relazione annuale dell’ACN, nel 2024 si è registrato un aumento del 40% degli eventi cyber e dell’89% degli incidenti rispetto all’anno precedente. Un dato allarmante che ha spinto le istituzioni a un’accelerazione sul fronte della cooperazione e dell’adeguamento normativo.
Formazione, scambio di personale e cooperazione tecnico-operativa
L’accordo prevede una serie di azioni concrete: dallo scambio di personale tra le due strutture, all’implementazione di programmi congiunti di formazione, fino alla cooperazione operativa su incidenti e minacce in atto. Obiettivo: costruire un ecosistema cyber nazionale resiliente, capace di prevenire e reagire con tempestività agli attacchi informatici.
Al centro del rafforzamento della strategia nazionale c’è anche il recepimento della direttiva europea NIS 2 e l’adozione del Decreto Legislativo 138/2024, che delineano un quadro giuridico aggiornato e più stringente in materia di cybersicurezza, migliorando la governance e i livelli minimi di protezione nelle infrastrutture critiche.
Verso una cyber-difesa nazionale integrata
“Il dominio cyber è asimmetrico e opaco”, ha spiegato Perego. “Non possiamo più rinviare la creazione di un’arma cyber, composta da personale civile e militare, supportata da un quadro normativo chiaro ed efficace. È una scelta obbligata per garantire la sicurezza del nostro Paese e dell’intero continente europeo.”
Il nuovo approccio mira a una sicurezza integrata che veda convergere capacità militari, competenze civili, ricerca scientifica e innovazione tecnologica. Un’impostazione che riflette l’evoluzione del concetto stesso di difesa nazionale: dalla protezione fisica del territorio a quella digitale dell’informazione, delle infrastrutture e della cittadinanza.
Una sinergia decisiva per il futuro del Paese
“La vera sfida non è solo restare al passo, ma prevedere e prevenire”, ha concluso il Sottosegretario. “Solo grazie a una sinergia sempre più stretta tra Difesa, ACN, istituzioni e ricerca, potremo dotarci di strumenti capaci di proteggere il nostro Sistema Paese e la vita quotidiana dei nostri cittadini. La sicurezza cyber deve essere considerata parte integrante della sicurezza nazionale.”
L’accordo tra la Difesa e l’ACN si inserisce così in una strategia di lungo periodo che punta a rendere l’Italia un attore consapevole e preparato nello scenario sempre più competitivo e conflittuale del cyberspazio.
