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Suzdal: il diamante dell’anello d’oro, il gioiello della Russia autentica

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Suzdal è come un acquerello, una realtà dai contorni delicati. Le cupole a cipolla spiccano identitarie nei colori vibranti della natura d’estate e dalla coltre di neve che la ricopre per un lungo periodo dell’anno, disegni di fiaba su fogli di cielo che orientano gli occhi smarriti nella sterminata pianura della Grande Madre. La città più bella dell’Anello d’Oro di Mosca, si distingue per i suoi numerosi monasteri, a disdetta di una terra considerata senza credo, la Russia

La cinta muraria del monastero di Sant’Eutimio

Una tappa nella capitale merita una gita fuori porta, distante dalla megalopoli convulsa. Un’alternativa per scoprire una dimensione autentica, edulcorata dal turismo ma a piccole dosi e soprattutto alla “russa” maniera. Un’ospitalità senza fronzoli e per nulla poliglotta vi accoglie a Suzdal, una delle città dell’Anello D’Oro, il circuito dei centri più belli nell’estesa “periferia” di Mosca. Le distanze russe hanno un’altra scala rispetto alla nostra consuetudine e la cittadina, a 220 chilometri dalla capitale, è una meta molto amata dai locali per le uscite in giornata. Chi la sceglie anche per un giorno solo, il tempo sembra dilatarsi, scorre lentamente come le acque del fiume Kamenka che animano dolcemente l’idillio del suo paesaggio.

Suzdal sembra essersi fermata al XVIII secolo nell’atmosfera sognante di una classica fiaba russa. Il suo aspetto è perfettamente conservato dal 1967, quando il regime sovietico decise di trasformarla in una città-museo. Tutt’oggi il suo centro storico è tutelato da un decreto che vieta l’espansione edilizia e di infrastrutture conservando così lo splendore degli antichi fasti. Nonostante sia un piccolo centro, la cittadina narra una storia millenaria: fondata tra il X e l’XI secolo Suzdal fu capitale quando Mosca viveva in una manciata di capanne. Centro fortificato e fulcro di scambi e commerci, fu soprattutto un importante centro monastico. Durante il XVI secolo furono ampliati e costruiti undici monasteri che ne consacrarono l’identità votiva facendola diventare meta di pellegrinaggi. Il suo declino avvenne nel 1864, una sorte ricorrente a quella di tanti altre città escluse dal passaggio della rete ferroviaria. Suzdal venne tagliata fuori dalla tratta della Transiberiana e fu abbandonata per più di un secolo alla vita agreste di sussistenza. Fu proprio questo immobilismo a creare la sua fortuna: il fascino idilliaco congelato nel tempo aprì le porte al turismo decretandola una delle più belle città di tutta la Russia.

La particolare caratteristica di Suzdal è quella di rivelare tantissimi scorci diversi, visuali come quadri impressionisti, scene bucoliche puntellate da manciate di case sparse. La città è costituita da diversi nuclei che non gravitano attorno ad un unico centro, lo stesso toponimo “Suzdal’ ”deriva da “conglomerato di centri”, una costellazione lungo il suo fiume con galassie abitate e tante cupole oro, argento e blu dei monasteri. Le chiese ravvivano l’orizzonte di pianura con una fitta foresta architettonica, identitaria nel suo stile russo bizantino. La leggenda narra che un tempo ci fossero 40 chiese ogni 400 famiglie, oggi puntellano numerose la città tra le case in legno colorate e un gomitolo di vie più o meno asfaltate dove rimbomba lo scalpiccio dei cavalli e il rimprovero dei cocchieri autoritari. I turisti non perdono l’occasione di rincorrere il passato a bordo di una carrozza e stordiscono i sensi nel profumo di legno delle matrioske e nel sapore delicato dell’idromele, una dolce bevanda tipica a base di miele e linfa di betulla che non tradisce il suo tasso alcolico.

Cosa visitare a Suzdal: il Cremlino, i conventi e il museo dell’architettura in legno

Il fascino di Suzdal è esperienziale: proiettarsi in una vita d’altri tempi visitando le sue meraviglie con mezzi e tradizioni del passato. Si parte dalla piazza del Mercato con la suggestiva chiesetta della Resurrezione per poi fare tappa al Cremlino. Molto più antico di quello di Mosca, questo sito risale al XII secolo ed è stato inserito nella lista dei Patrimoni dell’Umanità Unesco. Le sue mura racchiudono la Cattedrale della Natività della Vergine, il simbolo della città fondata nel 1222, inconfondibile per le sue cupole blu tempestate di stelle dorate, le stanze dell’Arcivescovo che ospitano il museo della storia della città, il campanile del Cremlino con la sua particolare struttura con il tetto a padiglione e la chiesa in legno di Nikolskaya.

Suzdal conta numerosi luoghi del credo che raccontano, oltre alla fede, capitoli di storia e testimonianze preziose. Il convento dell’Intercessione, candido con le sue mura imbiancate era un tempo luogo di esilio delle spose ripudiate dagli Zar, dal Principe Vasily III a Ivan il Terribile. Il monastero di Sant’Eutimio sorveglia il lento andare del fiume Kamenka dall’alto di una collina. Una rilassante passeggiata sulle sue sponde riconduce alle sue imponenti mura color ocra, per gli amanti del cinema un’esperienza come un déjà-vu che ricorderà alcune scene del film Il sole ingannatore, la famosa pellicola russa di Nikita Mikhalkov. Questo luogo della fede racchiude importanti testimonianze della storia nelle chiese e nei musei. Qui si trova anche la tomba del principe Dmitri Pozharsky, valoroso condottiero che guidò la Seconda Armata Nazionale liberando Mosca dagli invasori polacchi nel 1612. Nel 1943 il monastero diventò un campo di concentramento per prigionieri di guerra italiani, rumeni e ungheresi. Oggi tenta di dimenticare i capitoli più bui del Novecento nella tranquillità dei suoi orti e giardini, e dimenticare i lamenti dei prigionieri nel concerto di campane della chiesa del monastero che rintoccano melodiose per cinque minuti.

Per concludere il viaggio nel tempo, merita una tappa il museo dell’architettura in legno e della vita contadina, una mostra a cielo aperto di un tipico villaggio russo del XVIII – XIX secolo dove ammirare le caratteristiche izbe arredate, mulini a vento e casette costruite senza l’utilizzo di un solo chiodo a testimonianza di un artigianalità senza eguali. Suzdal è una città da visitare per rivivere il passato immacolato della Russia, paradossalmente salvato dalla mancanza di progresso e risparmiato dai graffi sovietici.

Il piccolo centro di Suzdal
Il cortile interno del monastero di Sant’Eutimio
La chiesa in legno di Nikolskaya del Cremlino di Suzdal
Il convento dell’Intercessione

Immagine copertina:  la Cattedrale della Natività della Vergine, Cremlino di Suzdal. 

Photo credits: Elena Bittante

Il Cremlino di Mosca, il cuore della Russia tra bellezza rinascimentale e graffi sovietici

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Epicentro della storia e della contemporaneità, il cuore di Mosca descrive la grandezza della sua “madre” affacciato sull’enorme piazza Rossa, e racchiude tra le sue mura il fulcro geografico del potere della Russia, pilastro della geopolitica moderna

Vista dai Giardini Alexander delle fortificazioni del Cremlino

La prima tappa nella capitale coincide con un luogo simbolo, dove si concentrano gran parte delle principali attrattive in città. Il Cremlino di Mosca è racchiuso da alte mura di mattoni rossi scandite da torri d’ingresso, l’aspetto esterno non tradisce il significato del suo nome: “Kreml” che in russo significa “fortezza, cittadella fortificata”. Questa particolare struttura è ricorrente in Russia ma quella moscovita è la più importante del paese e testimonia 800 anni di storia: cittadella degli zar, quartier generale dell’Unione Sovietica, residenza dei presidenti dell’era moderna, da sempre centro del potere politico e un tempo della Chiesa russo-ortodossa. Il Cremlino è il cuore di Mosca e dell’intero paese, dalla frontiera con gli ex stati satelliti allo stretto di Bering. Un perimetro di mura e alti torrioni racchiudono l’immensità di un territorio, forza e vulnerabilità dello Stato russo al tempo stesso.

Cattedrale dell’Annunciazione

Con il suo alternarsi di maestosi palazzi, musei e sontuose chiese dalle cupole d’oro è la rivelazione identitaria della “grande Madre”, la Russia. Sorse come un semplice forte di legno per volere del principe Yuri Dolgoruky nel 1147, esattamente nel punto dove richiamò i suoi alleati, la collina Borovichkij, lambita nella parte sud orientale dalle acque del fiume Moscova. La cittadella che oggi possiamo ammirare in tutta la sua maestosità risale in gran parte al XIII e XV secolo, in particolare al periodo che coincide con il regno di Ivan III “Il Grande”. Il sovrano fece convocare dall’Italia architetti e scalpellini nell’intento di edificare una “Terza Roma” pari alla grandezza di Costantinopoli. L’ambizione unita all’ingegno e all’estro italico riuscirono a coniugare lo stile architettonico russo antico con il rinascimentale veneziano rendendolo un connubio unico nel suo genere. Oggi possiamo ammirarlo nella Piazza delle Cattedrali circondata dalla Basilica dell’Assunzione, il luogo più importante di tutta la Russia prerivoluzionaria, la Chiesa della Deposizione della Veste, la Basilica dell’Annunciazione, il Campanile di Ivan il Grande, l’edificio più alto del Cremlino, e la Cattedrale dell’Arcangelo. Quest’ultima viene considerata uno scrigno del misticismo ortodosso e della storia nazionale. Splendida nello stile russo-bizantino con chiari riferimenti al rinascimento italiano soprattutto nella parte esterna, la Cattedrale fu per secoli il luogo di incoronazioni, matrimoni e funerali reali, custodisce inoltre le tombe degli zar, i sovrani della Moscovia dal 1320 al 1690, compreso Ivan il Terribile che giace accanto ai suoi figli, uno ucciso dalla sua stessa mano.

Cattedrale dell’Arcangelo

Tutte le altre costruzioni non religiose vennero edificate tra il XVII e XIX secolo. Tra questi gli edifici governativi: il Palazzo Poteshny, ex residenza di Stalin, l’Arsenale commissionato da Pietro il Grande, oggi sede della Guardia del Cremlino, sino al più recente Palazzo di Stato del Cremlino, conosciuto anche come Palazzo dei Congressi, sfarzo brutalista in vetro e cemento costruito nel 1960-1961 come sede congressuale del Partito comunista, oggi sede del Balletto del Cremlino. Il Senato venne costruito nel 1785 dall’architetto Matvei Kazakov e si distingue per il suo raffinato stile neoclassico, oggi ospita gli uffici del presidente della Russia, mentre il Gran Palazzo del Cremlino, costruito tra il 1838-1849 da Kostantin Thon, è una delle sue residenze ufficiali. Come comprensibile, non tutti i palazzi del Cremlino sono accessibili al pubblico, oltre alle sedi governative anche il Palazzo dei Diamanti, o “Palazzo Sfaccettato” per la sua facciata in bugnato esterno a forma di punte di diamante, e il Palazzo Terem non sono facilmente visitabili salvo rare eccezioni.

Ogni giorno, a seconda degli orari di apertura, è possibile accedere a quelli adibiti a museo. Imperdibili il Palazzo del Patriarca, sede del Museo della Vita e delle Arti Applicate del XVII secolo dove ammirare gioielli religiosi, mobili e vasellame degli zar, e l’Armeria, una delle maggiori attrattive del Cremlino. Custodisce i cimeli della ricchezza imperiale ma anche le vesta dei suoi doveri: dalle inestimabili uova Fabergé, vezzi che gli zar amavano regalarsi durante la Pasqua, agli abiti dell’incoronazione compreso l’abito da sposa di Caterina la Grande, agli elmi e armature dei valorosi regnanti. Da non perdere il Fondo dei Diamanti, una parte separata del palazzo dipendente dal Ministero delle Finanze dove poter ammirare le gemme più splendenti di tutta la Grande Russia. Per gli amanti “degli inestimabili”, non perdete nella parte esterna lo “Zar dei Cannoni” dal peso di 40 tonnellate, e la “Zarina delle Campane”, la campana più grande del mondo di 202 tonnellate e più di 6 metri di altezza che non ha mai suonato un rintocco. Due strumenti come allegorie di una grande Russia, palesemente inutili nella loro reale utilità ma stupefacenti nella chiarezza della loro simbologia.

Lo Zar dei Cannoni e il Senato
Cimelio in legno decorato in oro e gemme del XII secoli, Museo dell’Armeria

Il Cremlino, come un forziere della storia, resistette al piano di Napoleone Bonaparte assistito dalla buona sorte. Nel 1812 il generale assediò Mosca e nell’intento di distruggere il suo centro del potere, installò numerose cariche esplosive per far saltare tutte le costruzioni del Kreml. Ma qualcosa non andò secondo la sua tattica: la maggior parte non esplosero e i danni si limitarono alle mura, alle torri e alla zona del campanile Vliskij. Gli scempi architettonici arrivarono negli anni ’30 del Novecento durante la dittatura di Stalin. Le sue discutibili scelte urbanistiche e architettoniche ricaddero anche sulla cittadella dell’identità snaturandone per una parte la sua fisionomia. Anche questi graffi del ‘900 fanno parte della sua storia e vengono inclusi, tutelati e raccontati in un complesso patrimonio UNESCO dal 1990. Il Cremlino di Mosca racchiude tra le mura e tra le eredità architettoniche la storia della Russia e da qui si continuano a disegnare le geografie, anche quelle che determino gli equilibri del mondo moderno.

Palazzo di Stato del Cremlino

Per tutte le informazioni utili per la visita, visitate il sito Moscow Kremlin Museums 

 

Immagine di copertina: le mura sud orientali del Cremlino 

Photo credits: Elena Bittante

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Luci schiette, ombre lunghe e riflessi sul Cremlino sino al calar del sole 🌗 La suggestione del tramonto tra splendori russo bizantini, rinascimentali e i graffi sovietici 🌓 Il mio articolo dedicato a questa fortezza della storia dove si continuano a disegnare le geografie, anche quelle che determinano gli equilibri del mondo moderno: http://www.europeanaffairs.it/viaggiare/2019/09/16/il-cremlino-di-mosca-il-cuore-della-russia-tra-bellezza-rinascimentale-e-graffi-sovietici/ . . . #kremlin #kremlinpalace #moscow #igmoscow #russia #culturaltravel #urbanphotography #urban_shots #bestcitypics #livetoexplore #travelandlife #traveldiaries #culturetrip #culturalheritage #arthistory #unescoworldheritage #unesco #journalismlife #traveljournaling

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