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Riforma pensioni, Salvini a Boeri: “No alla quota 100? Dimettiti e candidati”

in POLITICA by

Tito Boeri diffida della “quota 100” proposta da Matteo Salvini per riformare la legge Fornero sulle pensioni. Secondo il presidente dell’Inps la sua attuazione rischia di portare ad un aumento del debito pensionistico di 100 miliardi di euro penalizzando soprattutto giovani e donne. Il leader leghista non temporeggia e replica: “Dimettiti e candidati”.

Boeri, oggi in audizione alla Commissione Lavoro della Camera, difende la legge Fornero. Il giudizio del dirigente non lascia intravedere differente interpretazione: il ripristino della cosiddetta “quota 100” rischia di minare alla base la solidità del sistema pensionistico e di trasformarsi in un ulteriore fardello sulle spalle dei giovani italiani avvantaggiando solo gli uomini con redditi medio alti e i dipendenti pubblici.

Un punto di vista agli antipodi rispetto agli intenti del governo giallo-verde che considera la proposta come una finestra di possibilità grazie al turnover dei posti di lavoro che comporterebbe la sua attuazione.

Immediata la risposta del ministro degli Interni: “Da italiano invito il dottor Boeri, che anche oggi difende la sua amata legge Fornero, a dimettersi dalla presidenza dell’Inps e a presentarsi alle prossime elezioni chiedendo il voto per mandare la gente in pensione a 80 anni. Più alcuni professoroni mi chiedono di non toccare la legge Fornero, più mi convinco che il diritto alla pensione per centinaia di migliaia di italiani (che significa diritto al lavoro per centinaia di migliaia di giovani) sia uno dei meriti più grandi di questo governo“.

DEF, approvata “la manovra del cambiamento!”  

in ECONOMIA by

L’asticella è stata fissata, il magic number è al 2,4 %! Lega e M5s hanno vinto le resistenze, sicuramente sagge e motivate, del ministro dell’Economia Giovanni Tria, il quale per giorni, anzi fino a poche ore prima dall’inizio del Consiglio dei Ministri, ha dimostrato di voler far prelevare la saggezza e di voler fare i conti con la realtà. Quella realtà che va oltre le promesse di una campagna elettorale, quella realtà che guarda in faccia gli impegni con l’Europa, la commissione Europea e soprattutto i mercati.

Ma qualcosa, nelle ultime ore di questo 27 settembre è cambiato, sarà stata una telefonata da parte dell’inquilino del Quirinale a Tria? o forse le doti comunicative di Rocco Casalino? Non lo sapremo mai, quello che sappiamo adesso è che la cosiddetta manovra del cambiamento è stata approvata!! “Oggi è un giorno storico! Oggi è cambiata l’Italia!”: così Di Maio condivide su Fb il risultato ottenuto nel vertice di governo sulla manovra.”Per la prima volta lo Stato è dalla parte dei cittadini. Per la prima volta non toglie, ma dà. Gli ultimi sono finalmente al primo posto perché abbiamo sacrificato i privilegi e gli interessi dei potenti. Sono felice. Insieme abbiamo dimostrato che cambiare il Paese si può e che i soldi ci sono”: “Abbiamo portato a casa la manovra del popolo che per la prima volta nella storia di questo Paese cancella la povertà grazie al reddito di cittadinanza, per il quale ci sono 10 miliardi, aggiunge. Pienamente soddisfatto anche il vicepremier Salvini per quello che anche lui è riuscito a portare a casa “Tasse abbassate al 15% per più di un milione di lavoratori italiani, diritto alla pensione per almeno 400.000 persone e altrettanti posti di lavoro a disposizione dei nostri giovani superando la legge Fornero, chiusura delle cartelle di Equitalia, investimenti per scuole, strade e Comuni. Nessun aumento dell’Iva.

I leader di Lega e M5S dunque esultano, cantano vittoria, portano a casa le misure simbolo del contratto gialloverde, e piegano la resistenza del ministro dell’Economia Giovanni Tria, che non riesce a difendere non solo la trincea virtuosa dell’1,6% ma neppure quella del 2, nonostante il rischio altissimo di una bocciatura della legge di bilancio italiana da parte della Commissione europea. Bocciatura che preoccupa gli addetti ai lavori i quali vedono in questo apparente piccolo magic number un vero e proprio nemico per il nostro bel Paese. Si teme un impennata dello spread,si teme un declassamento da parte delle agenzie di rating, si teme il peggio per la nostra economia. E quindi a questo punto ci si chiederà?! Il nostro debito è ancora sostenibile?! I nostri conti pubblici sono ancora credibili?!

Vogliamo avere fiducia e sperare che i festeggiamenti fatti in queste ore in piazza davanti palazzo Chigi, possano durare e persistere anche per le generazioni future, poiché solo l’idea di aver indebitato un intero Paese, il nostro, sopra ogni limite solo per mantenere delle promesse folli fatte dal Movimento 5 Stelle, bé dispiacerebbe molto!!

Un anno al servizio del paese, un idea romantica, come il servire la Patria

in EDITORIALE by

Sale la polemica sulla proposta del Vice Premier Salvini di ripristinare la leva militare e più in generale un anno di servizio al Paese.

Il ministro della Difesa Trenta definisce la proposta “romantica e non al passo dei tempi” ricordando che le missioni internazionali richiedono formazione e professionalità che non potrebbero essere date ad un giovane in 12 mesi.

Dimentica pero la stessa ministro Trenta che già oggi i volontari in ferma prolungata per un anno sono esclusi dalle missioni all’estero alle quali possono partecipare solo i militari in servizio effettivo e i Volontari in ferma prolungata di 4 anni.

Quindi la domanda sorge spontanea, ma solo a chi non conosce bene gli impegni delle Forze Armate, a cosa sino dedicati i volontari VFP1 ? Alla sorveglianza dei siti strategici, all’operazione strade sicure, alla sorveglianza e gestione logistico amministrativa delle strutture in patria, ma guarda un po, quello che facevano i militari di leva.

Quindi l’impegno annuale di un giovane non e assolutamente incompatibile con con l’esercito professionale perché e già cosi solo che i VFP1 sono pagati e utilizzano questo canale per accedere a corsie preferenziali nei concordi interni per alle forze armate, per il famoso posto fisso, sperando magari di avvicinarsi a casa nella caserma più vicina, come fosse un ufficio postale. In questo senso la selezione diventa più difficile e tra le maglie larghe di questo sistema può capitare di arruolare personale non in linea con le difficolta che un militare deve sopportare.

A chi propone invece di arruolare i migranti per svolgere un servizio utile all’integrazione rispondo che la pensione fa male agli uomini d’azione che farebbero meglio a godersi quel meritato riposo giovanile di cui godono.

Tra l’altro il tema del ripristino della leva obbligatoria in Europa e molto acceso e in paesi come la Germania, l’austria, la Svezia, la Finlandia, e’ già realtà mentre la Francia sta discutendo su come coinvolgere i giovani in un servizio obbligatorio al paese magari non solo nelle forze armate.

Esiste poi un tema molto importate nel nuovo quadro della difesa professionale che e quello della riserva selezionata, un soluzione proposta per rispondere alle esigenze specifiche di personale altamente qualificato come potrebbero essere chirurghi in ambito medico, ma anche. Avvocati, agronomi, ingegneri, giornalisti che dopo poco piu di due settimane di corso in accademia sono pronti per essere schierati nelle missioni internazionali alla faccia della preparazione e della formazione.

Tra questi naturalmente ne ho conosciuti negli anni alcuni che hanno preso particolarmente a cuore la preparazione militare addestrandosi anche quando non in servizio per mantenere alto lo standard operativo, di altri invece devi dire che nonostante la laurea in economia e commercio non gli avrei dato neanche l’amministrazione di un condominio.

la Riserva selezionatabandrebbe rivista sul modello americano, attingendo alla riserva di completamento e facendo lavorare sul territorio nazionale quegli ufficiali di complementeo che possono dare molto in termini di addestramento e gestione delle strutture alternando il proprio lvoro civile ad un inpgeno in caserma e in addestramento.

Per questo la proposta del Vice premier Salvini e invece degna di considerazione perche questo impegno avrà valore anche quando viene considerato una perdita di tempo dai molti che preferiscono stare sotto l’ala delle proprie madri amorevoli fini a quarant’anni invece di mettersi alla prova e a chi dice perché sarebbe meglio fare un anno di volontariato nelle periferie dico SI va bene anche questo perché le periferie hanno bisogno dei più volenterosi per vedere che ce un mondo diverso da quello di Gomorra.

Un’idea romantica la definisce il Ministro Trenta. Forse perché e il punto di vista di una madre che vorrebbe i propri figli sempre sotto la sua ala, secondo me e romantica perché oggi dare alla patria senza ricevere e assolutamente raro.

La Libia controlla le sue coste e la colpa è di Salvini

in POLITICA by

Fa scalpore la notizia che la guardia costiera libica abbia finalmente preso In carico la sua area di competenza SAR come previsto dal regolamento internazionale SAR del 1979 e che prevede che ogni nazione si attivi e coordini le attività di soccorso coinvolgendo le imbarcazioni più vicine alla richiesta di soccorso, ma ogni occasione è buona per colpire il nuovo corso politico italiano.

In questo caso la Guardia costiere Libica ha richiesto in autonomia l’intervento del rimorchiatore Asso28, battente bandiera italiana e da anni operativi per le attività logistiche dell’ENI nella zona, che dopo aver imbarcato ufficiali libici si è avvicinato al luogo sella richiesta e ha soccorso 108 persone che sono state riaccompagnate in Libia, il porto più vicino nell’area SAR di competenza.

Molti gridano allo scandalo e attaccano i Ministri Salvini e Toninelli per aver “respinto” i migranti riportato in Libia, accusa senza fondamento all’analisi dei fatti.

Ne abbiamo parlato con l’avvocato Marco Valerio Verni esperto in diritto internazionale per capire meglio quali sono i contorni legali della polemica.

“Nel caso di specie, occorre verificare se il rimorchiatore italiano abbia agito sotto la direzione della Guardia Costiera libica (nel qual caso non potrebbe aversi, da parte nostra, alcuna violazione del diritto internazionale), oppure se, al contrario, vi sia stato un qualche coinvolgimento del Centro Nazionale di Coordinamento del Soccorso Marittimo (MRCC) di Roma – ci conferma l’avvocato Verni –

“In quest’ultimo caso, in effetti, potrebbe andarsi incontro alla violazione del divieto di non refoulement, sancito dall’ art. 33 della Convenzione  di Ginevra del 1951 (“Nessuno Stato contraente potrà espellere o respingere (“refouler”) – in nessun modo – un rifugiato verso le frontiere dei luoghi ove la sua vita o la sua libertà sarebbero minacciate a causa della sua razza, religione, nazionalità, appartenenza ad una determinata categoria sociale o delle sue opinioni politiche” e  dall’art. 4 del quarto Protocollo aggiuntivo alla Convenzione Europea per i Diritti Umani (CEDU), e, di riflesso, anche di altri diritti, riconosciuti da quest’ultima in capo ai rifugiati, quali, ad esempio il divieto di sottoporre a tortura e trattamenti disumani e degradanti (articolo 3 Cedu), e l’impossibilità di ricorso (articolo 13 Cedu)”

Le notizie diffuse dal ministero dell’interno confermano le note diffuse dalla Guardia Costiera Libica che indicano nei fatti di aver coordinato le operazioni di salvataggio e quindi il rimorchiatore Asso28 non rientra nelle fattispecie per la quale si identifica la bandiera dell’imbarcazione come responsabilità dell nazione di provenienza.

“Senza considerare, nel caso, altre norme, tra cui quelle riguardanti la Convenzione S.A.R. (Search and Rescue) del 1979 (come modificata, da ultimo, nel 2004) – continua l’avvocato Verni- che prevedono lo sbarco delle persone soccorse, nel più breve tempo possibile, in un luogo sicuro, ovvero in una località dove la sicurezza e la vita dei sopravvissuti non sia più minacciata, dove possano essere soddisfatti i bisogni primari (come cibo, alloggio e cure mediche) e dove  possa essere organizzato il trasporto dei sopravvissuti verso una destinazione successiva o finale.

Una polemica strumentale ad uso politico per attaccare l’operato de Ministro Salvini nonostante i risultati ottenuti nei primi mesi di mandato facendo diminuire sensibilmente gli sbarchi in Italia e fatto riaprire la discussione in seno alla comunità Europea su come gestire i flussi migratori, problematica fino ad oggi lasciata in carico all’Italia.

“E’ chiaro che la soluzione, a prescindere dal caso concreto – commenta Marco Valerio Verni -debba essere innanzitutto politica, a livello internazionale e con il coinvolgimento di tutti gli attori coinvolti o che dovrebbero essere coinvolti (Unione Europea e Nazioni Unite tra tutti), non escludendo che si possa procedere a qualche miglioramento anche sotto il profilo giuridico.”

Il fatto che la Libia finalmente si stia riappropriando del proprio ruolo di stato nazionale con tutte le prerogative che questo implica con oneri e onori e un grande passo avanti da quando nel 2011 fu destituito il colonnello Gheddafi e il pesce collasso in una guerra civile con il rischio di cadere nel fondamentalismo islamico dell IS, pericolo ancora oggi non del tutto cessato.

Non per questo cesseranno i flussi migratori che i questi giorni assaltano il confine tra Marocco e Spgna con il conseguente pericolo di feriti e morti negli scontri con le polizie dei due stati.

Governo, trovato l’accordo, c’è il nome del Premier, domani a Quirinale

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L’incontro tra Salvini e di Maio e durato poco ma evidentemente e stato fruttuoso.

“Abbiamo chiuso l’accordo sul premier e sulla squadra di ministri, siamo pronti a partire” ha dichiaro il leader della Lega al termine dell’incontro, trovato il nome del Premier che sarà terzo rispetto a Lega e M5S ma di caratura nazionale come più volte dichiarato “Contiamo di essere chiamati il prima possibile dal Quirinale e spero che nessuno metta veti su una scelta che rappresenta la volontà della maggioranza degli italiani. Si tratta di un nome equilibrato che soddisfa noi e loro”, ha aggiunto Salvini.

Un accordo che viene concluso dopo la stesura del contratto che i cittadini hanno potuto discutere nelle piazze e nelle strade nei gazebi allestiti dai militanti durante il week end.

Le opinioni della base leghista sopratutto a Roma sono state variegate ma unite da un unico filo conduttore la volontà di portare un cambiamento e di tenere sotto controllo il M5S con un contatto chitone definito anche se per molti troppo articolato.

Nel Lazio la Lega muove i suoi primi passi ma sembra convincere molti elettori provenienti si dal Centro Destra ma anche dalla sinistra disillusa dai governi e dalla gestione del patrimonio pubblico degli ultimi governi.

Molti i giovani che si sono presentati ad appoggiare il contratto di governo ai gazebi sintomo di grande cambiamento per una città come Roma che soffre evidentemente di una grave crisi.

“Prevista anche la costituzione di “un ministero per Famiglie e Disabilità e di uno per il Turismo”. Ha annunciato il leader della Lega Salvini che ha ribadito “è dal 4 marzo che faccio passi indietro nonostante abbiamo vinto le elezioni alla Camera, al Senato, sulla premiership. Se ne faccio un altro vado a finire a mare a Fiumicino”.

Per quanto riguarda la presenza di Fratelli di Italia nel governo Salvini se lo augura anche se non vuole forzare nessuno, come dire se ci sono sono ben venuti ma non sono indispensabili.

Azzurro, giallo e verdone

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Azzurro, giallo e Verdone.

L’azzurro Cavaliere non scenderà in campo!

Una scelta pragmatica, un’opposizione neutrale. Ma di fronte all’incognita di un voto anticipato, con i sondaggi che danno gli azzurri in continuo crollo, Berlusconi ha deciso di essere più pratico. E di consentire la nascita di un governo politico concedendo al massimo l’astensione (qualcuno ha valutato anche l’uscita dall’Aula) al momento del voto di fiducia, come segnale per non dichiarare ufficialmente morta la coalizione di centrodestra. L’aiuto di Forza Italia, però, si fermerà qui. Perché il Cavaliere, a questo punto della trattativa, preferisce avere mani libere su tutto.

Un esempio che potrebbe seguire anche Fratelli d’Italia poiché la confusione sotto il cielo pentastellato è davvero notevole.

Preferisce stare alla finestra ed attendere l’esito delle scelte di Mattarella. Decide di stare all’opposizione. Dopotutto in questi due mesi di trattative il partito della temeraria Giorgia Meloni è stato del tutto marginale, lontano dai veti dei tre giocatori di questa strana partita del “ gioco dell’oca”.

Si è tornati al punto di partenza, i dadi lanciati in questi 60 giorni non si sono mai fermati sulla casella giusta ovvero su quella di un accordo tra la coalizione che ha vinto le elezioni ed il primo partito votato nel sud del Paese.

E adesso lo spettro delle elezioni anticipate fa tremare la politica. Tremano le sedi dei partiti, tremano i neo-eletti alla camera e al senato. Qualcuno dei cinque stelle sussurra ai microfoni dei giornalisti “date a Berlusconi ciò che chiede, ma no elezioni anticipate”

L’Italia non vuole e non ha bisogno di tornare alle urne in estate. A luglio si va in vacanza. Non si può pensare al Rosatellum

Lo stesso Mattarella sa che portare l’Italia al voto porterebbe soltanto dei rischi enormi al paese. Ci vuole ancora credere, il nostro Presidente. Concede ancora dell’altro tempo a Salvini e Di Maio, congela il suo dream team, e aspetta, aspetterà per qualche altra ora ancora.

Dentro di lui sa che non può non farlo perché anche se dovesse far nascere il governo neutrale questo nascerebbe con una vita breve, anzi brevissima, visto che a sostenerlo sarebbe solo il PD.

Quindi non ci rimane che aspettare.

Gli attori della partita si facciano avanti. Facciano scattare finalmente il semaforo verde, anzi giallo/verde. E che il governo abbia inizio!!

Anna Maria Massa
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