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Cristiano Micalizzi

Max Gazzè a Roma con il suo tour “La matematica dei rami”

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Roma, 30 luglio 2021

Accompagnato dal gruppo Magical Mystery Band (conosciuto dal pubblico anche come M.M.B), sul palco della Cavea Auditorium Parco della Musica è andato in scena ieri sera il concerto del poliedrico Max Gazzé.

Il cantautore romano ha ripercorso vecchi successi e brani inediti dell’ultimo album presentato al Festival di Sanremo, esibendosi come consueto al basso e coadiuvato da Max Dedo, Cristiano Micalizzi, Daniele Fiaschi e Clemente Ferrari.

Il concerto si è aperto e chiuso con due brani tratti dal suo primo album “La favola di Adamo ed Eva” del 1998, rispettivamente dal titolo “Etereo” e “Una musica può fare”.

Tra gli altri da segnalare il pezzo “Il vero amore” interpretato in duetto con la bravissima artista napoletana Greta Zuccoli, conosciuta durante l’ultimo Festival di Sanremo.

Il concerto di Gazzè ha visto inoltre come opening act l’artista Folcast (nome d’arte di Daniele Folcarelli) che ha presentato alcuni brani, tra cui “Narcolessia”.

La scaletta della serata:

Etereo
Considerando
Le casalinghe di Shanghai
Il vero amore
La nostra vita nuova
Vento d’estate
Il solito sesso
Poeta minore
Di nascosto
Il farmacista
L’animale guida
Un’altra adolescenza
Mentre dormi
L’ultimo cielo
Il timido ubriaco
Ti sembra normale
Un’altra vita
La favola di Adamo ed Eva
Sotto casa
Il bagliore dato a questo sole
Sirio è sparita
L’uomo più furbo
La vita com’è

Una musica può fare

Marco Iacobini Band feat Stuart Hamm

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Route 66 – Roma 09.06.2019

– Live report di Francesco Pozone e Claudio Enea
– Pregalleria e galleria fotografica di Claudio Enea

Si è concluso ieri sera il breve ma intenso Tour di Marco Iacobini, con gli storici collaboratori Cristiano Micalizzi e Stefano Sastro ed il grande bassista Stuart Hamm;

Bologna, Milano, Torino, L’Aquila e Roma, queste le cinque date che li ha visti protagonisti.
Gran parte della scaletta è incentrata sui brani di “The Sky There’ll Always Be” l’ultimo disco di Marco Iacobini, bellissimo concentrato di brani strumentali registrato tra Roma, New York e Los Angeles avvalendosi del contributo di alcuni “mostri sacri” (lo stesso Stuart Hamm, Billy Sheehan, Tony, Levin, Dave Weckl, Mike Terrana…).

Non possono mancare gli omaggi al Maestro e così la band ci regala due perle di Jeff Beck, “The Pump” (scritta dal batterista Simon Phillips) e nel bis “Freeway Jam”, magistralmente suonate da questa super-band.
Non può neanche mancare il momento dell’assolo del virtuoso bassista Stuart Hammm, che esegue una sua personale interpretazione di “Going to California” del Led Zeppelin: da brividi.

Ma torniamo all’album, bello, veramente bello tutto quest’ultimo di Marco, un mix esplosivo tra rock-prog e fusion veramente ben amalgamato. Toccante il momento per la dedica al papà della ballad “Where the Angels come down”.

Alcuni brani mi hanno riportato al primo Satriani ed alcuni incastri al CAB4 di McAlpine-Brunel, ma come mi confessa in seguito Marco: “Satriani e’ certamente una delle mie massime influenze anche se devo dire che la mia più grande fonte di ispirazione e’ certamente Steve Lukather dei Toto.
Amo molto anche Steve Vai, Steve Stevens, Malmsteen, Larry Carlton e Pat Metheny, passando anche per Scott Henderson ed Allan Holdsworth”.

Insomma, anche se il suo è uno stile del tutto personale e particolare non mancano le fonti di ispirazione e che fonti aggiungerei, ma anche le collaborazioni ormai, non sono di minor levatura per questo autentico talento nostrano a partire proprio da “Stu”, presente nella maggior parte dei brani dell’album e con 18F scritta proprio dallo stesso bassman statunitense.

Prossimi progetti, il nuovo disco a cui Marco sta lavorando già da tempo ed un nuovo tour che partirà prossimamente, noi attendiamo entrambi con trepidazione, alla fine ci sentiamo un po orgogliosi di avere in casa dei talenti che normalmente sono ad appannaggio di altre latitudini.

Nel frattempo vi consigliamo di dare un orecchio, ma magari anche due, all’ultimo lavoro “The Sky There’ll Always Be”, per gli amanti del genere vi possiamo garantire che non ve ne pentirete.

Un’ultima chicca per i chitarristi curiosi in ascolto, sveliamo il setup di Marco, del tutto analogico, Amplificatori Marshall e Bogner, pedali Truetone, Custom Audio Electronics devices e chitarre Carvin/Kiesel e Fender Custom Shop.

(Pregalleria)



Formazione:

  • Marco Iacobini – Chitarra
  • Cristiano Micalizzi – batteria
  • Stefano Sastro – tastiera
  • Stuart Hamm – basso
Claudio Enea
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