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Claudio Enea

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Thegiornalisti – Love al Massimo

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Circo Massimo
– Roma 07.09.2019

Live report, pregalleria e galleria fotografica di Claudio Enea

Chiudono il Rock in Roma 2019 e lo fanno in una delle location più ambite dagli artisti italiani e non, vedi Rolling Stones, Bruce Springsteen, David Gilmour, Roger Waters, Genesis.

“Faccio un po’ come se cantassi nel salotto di casa mia, perché se penso che sono al Circo Massimo…”, così Tommaso Paradiso, leader e cantante dei Thegiornalisti ad un certo punto esordisce mentre intrattiene il pubblico, tra un brano e l’altro.

Tommaso Paradiso, Marco Primavera e Marco Antonio Musella, il trio romano che festeggia i 10 anni di attività, tira un sospiro di sollievo per l’annunciato, quanto fortunatamente mancato flop, che invece li vede esibirsi di fronte a 45.000 spettatori accompagnati da una nutrita orchestra.

Tanti i fan, non necessariamente di Roma, assiepati sugli spalti del Circo Massimo, veramente un bel colpo d’occhio. Come un bel colpo d’occhio è vedere l’eterogeneità del pubblico presente, genitori e ragazzini o nipoti e nonni, come nonna Rosa, 81 anni, accompagnata da sua nipote e super fan di Tommaso Paradiso, presente nella primissima fila della “Love area”, canta a memoria, prima del concerto, tutti i pezzi della band.

Il “Love al Massimo” oltre a proporre i super successi della band, non si contano più dischi d’oro, di platino ed altri riconoscimenti, vede anche una sfilza di ospiti avvicendarsi sul palco per festeggiare e duettare con la band, Luca Carboni, Elisa, Franco126, Dardust, Dario Faini, Calcutta, Takagi e Ketra.

Ventisei i pezzi in scaletta che vede la consacrazione definitiva della band pop del momento, ecco l’elenco:

SCALETTA:

“Completamente”
“L’ultimo giorno della terra”
“Senza”
“Love”
“Il tuo maglione mio”
“Una casa al mare”
“Controllo”
“Sold out”
“Stanza singola” (con Franco126)
“Fatto di te”
“Milano Roma”
“Luca lo stesso” (con Luca Carboni)
“Promiscuità”
“Questa nostra stupida canzone d’amore” (con Dardust)
“L’ultimo grido della notte/Mare Balotelli”
“Io non esisto”
“Proteggi questo tuo ragazzo”
“Dr. House”
“Fine dell’estate” (con Calcutta)
“Tra la strada e le stelle” (con Elisa)
“Da sola in the night” (con Takagi & Ketra e Elisa)
“Zero stare sereno”
“New York” (con Dardust)
“Riccione”
“Maradona y Pelé”
“Felicità puttana”

(n.d.r – La politica di concedere ai fotografi solo i primi 3 brani è a volte incomprensibile.
Quando c’è spazio per muoversi, senza creare disagi al pubblico, ma sopratutto quando ci sono ospiti di eccezione, come in questo caso, sarebbe cosa giusta concedere una deroga a questa strana regola.)

 

(Pregalleria)



 


Sergio Cammariere – La fine di tutti i guai

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Casa del Jazz – Roma – 26.07.2019

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Quando si parla di Sergio Cammariere, si parla di un artista raffinato la cui poliedricità musicale gli ha permesso di spaziare, da sempre, tra diversi generi, dalla classica al pop, dai ritmi latino americani al blues per approdare all’amato jazz, sua grande passione e la cui contaminazione e sempre stata presente in tutte le opere della sua trentennale carriera. Allora, quale cornice migliore per un concerto se non la “Casa del Jazz” di Roma”?

In una serata calda ed afosa, tanto che ad un certo punto chiede di spegnere le luci per cercare un po di refrigerio, il cantautore pianista presenta il suo ultimo album “La fine di tutti i guai”, dove racconta l’amore come rimedio per scoprire la bellezza delle cose ed avvicinarsi ad un utopico stato quale potrebbe essere quello di una vita senza guai.

Presente tanta gente tra cui, in prima fila, l’amico e trentennale collaboratore Roberto Kunstler, che ha scritto gran parte dei testi delle sue canzoni. L’artista che scopriamo anche essere il cugino di Rino Gaetano, ci dona una viaggio tra gli undici brani del suo ultimo disco ma anche tra le sue famose hits. Un breve intermezzo tra l’artista calabrese e l’ospite della serata, la livornese Karima, anima soul blues, completa la cornice di questa bollente ma bella serata.

Band:
Sergio Cammariere (Voce e piano)
Amedeo Ariano (Batteria)
Luca Bulgarelli (Contrabbasso)
Daniele Tittarelli (Sax soprano)
Bruno Marcozzi (Percussioni)

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Afro-Cuban All Stars – A toda Cuba le gusta

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Roma Summer Fest 2019 – APDM Roma – 23.07.2019

Live report, pregalleria e galleria fotografica di Claudio Enea

Il maestro Juan de Marcos González dirige l’Afro-Cuban All Stars, una band composta da musicisti di tutte le età che ha come obbiettivo quello di riportare in auge la musica delle grandi band cubane degli anni 50.

Il progetto nasce nella metà degli anni novanta e nel 1997 il primo album dal titolo “A toda Cuba le gusta”. Proprio lo scorso settembre, in concomitanza con i vent’anni dalla sua pubblicazione, l’album è stato ristampato, ed il passo successivo è stato quello di dare il via ad un tour in giro per il mondo per portare l’incontenibile energia live di quelle session leggendarie.

Afro-Cuban All Stars è un’orchestra unica, che abbraccia diverse generazioni e stili della grande musica cubana: dai classici son e danzón, ai ritmi timba di danza contemporanea.

Formazione:
– Juan de Marcos González (Lead vocals, Guitars, Music arrangement)
– Emilio Suarez (Vocals)
– Gliceria Gonzalez (Keyboards, Vibraphone, Vocals)
– Laura Lydia Gonzalez (Clarinet, Vocals)
– Gliceria Abreu (Afro Percussion)
– Haile Uriarte  (Trumpet)
– Yoanny Pino (Trumpet)
– (Trumpet)
– Asley Rosell (Percussion)
– Tany Allende (Percussion)
– Caleb Michel (Percussion)
– (Bass)
– (Piano)

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Stadio – Mobile Live 4.0

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Outlet Summer Fest 2019
– Valmontone – 20.07.2019

Live report, pregalleria e galleria fotografica di Claudio Enea

Chiude i battenti e finisce così come era iniziato, l’Outlet Summer Fest 2019 di Valmontone, ovvero con il botto.

Protagonisti della serata gli Stadio, la storica band emiliana  tra le più longeve del panorama musicale Italiano, che vanta collaborazioni di tutto rispetto come quelle con Lucio Dalla, Vasco Rossi e tante altre, con il suo tour “Stadio Mobile live 4.0”, ripropone uno degli album di maggior successo registrato dal vivo ovvero “Stadio Mobile Live”.

La preziosa affluenza di pubblico, accorso numeroso, dona alla serata la giusta atmosfera di chiusura, con tanta energia e tanto entusiasmo da una parte e dall’altra del palco, mentre scorrono le note dei tantissimi successi della band capitanata da Gaetano Curreri, da  “Un disperato bisogno d’amore” a “Generazione di fenomeni” per passare alla colonna sonora di “Acqua e sapone” dal titolo omonimo ad attimi di pura emozione con “E mi alzo sui pedali” dedicata a Marco Pantani e tantissimi altri successi della band vincitrice del festival di San Remo 2016.

Il lunghissimo concerto si chiude con un doppio bis che esaurisce la serata con l’omaggio a Lucio Dalla  e la sua “La sera dei miracoli” in una magistrale interpretazione.

Formazione:
Gaetano Curreri – Voce e pianoforte
Andrea Fornili – Chitarra
Roberto Drovandi – Basso
(*)Giovanni Pezzoli – Batteria

(*) Ci scusiamo per l’assenza dalla galleria fotografica ma era praticamente impossibile fotografare la postazione, tra l’altro avvolta da una parete di plexiglas che rendeva ancora più difficoltosa se non impossibile la ripresa.

(Pregalleria)



Micol Arpa Rock – Play

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Necropoli della Banditaccia Cerveteri
– 05.07.2019

Live report, pregalleria e galleria fotografica di Claudio Enea

Bella, elegante, intrigante, i primi aggettivi che vengono in mente non appena entra in scena, ma non sono queste le doti che rapiscono il suo pubblico quanto la sua bravura.
E si, proprio brava questa “ribelle” musicista genovese, al secolo Micol Picchioni, che si sta ritagliando una fetta particolare nel panorama musicale italiano e non solo.

La storia di Micol, che ho conosciuto all’apertura dell’ultimo concerto della PFM all’Auditorium di Roma e che mi ha letteralmente stregato, è del tutto particolare ed insolita e per certi versi non è che la naturale evoluzione di un percorso cercato con determinazione e personalità creativa. Dalle orchestre giovanili del Maestro Muti ad artista di strada, per poi approdare definitivamente su palchi sempre più importanti dove si propone come unica arpista rock sulla scena nazionale ed internazionale.

Un modo del tutto particolare di cambiare stile di vita, come del tutto particolare è il suo modo di suonare questo antico strumento, in piedi, accompagnando i fraseggi con movimenti del corpo, sinuosi ed eleganti, anche quando cambia velocemente le leve dei diesis, trasformando gli arrangiamenti da lei proposti in magici momenti di trasporto.

Accompagnata sul palco da due ottimi strumentisti come,  Kicco Careddu alla batteria e Vittorio Longobardi al basso, Micol passa dai classici del rock, Genesis, Led Zeppelin, Bowie, Nirvana, Pink Floyd per approdare ad alcuni inediti da lei composti, insomma, se vi dovesse capitare di incontrarla in giro per l’Italia a fare qualche concerto non mancate di fermarvi ad ascoltarla, le emozioni saranno assicurate. In ogni caso per i residenti nell’area romana l’appuntamento è per il 27 marzo 2020 all’Auditorium Parco della musica di Roma.
Noi cercheremo di esserci di nuovo per raccontarvi questa meravigliosa novità.

Band:
Micol Arpa Rock – Arpa e voce
Vittorio Longobardi – Basso
Kikko Careddu – Batteria

(Pregalleria)



Franco126 – Stanza singola

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Rock in Roma 2019 – Ippodromo delle Capannelle – 02.07.2019

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Rock in Roma punta sul rap o meglio sulla trap romana e sulla “Love gang” che sta conquistando i giovani della capitale e non sbaglia.
Di scena uno dei membri della Crew126 ovvero, Franco126, al secolo Federico Bertollini.

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Tiromancino – Fino a qui tour 2019

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Cavea Auditorium Parco della Musica Roma – 01.07.2019

Live report, pregalleria e galleria fotografica di Claudio Enea

Al Cavea di scena i Tiromancino in una delle tappe del tour che li vede presentare l’ultima fatica discografica “Fino a qui tour” e diversi tra i loro successi.

“Sarà uno spettacolo speciale, in cui punteremo a valorizzare l’aspetto ritmico delle nostre canzoni, preparatevi, perché ci sarà da ballare!” preannuncia Federico Zampaglione leader ed anima della band, ed a tutti gli effetti risulta un’occasione unica dal punto di vista acustico musicale, il gruppo viene infatti accompagnato dalla Ensemble Symphony Orchestra diretta dal Maestro Giacomo Loprieno, per un’esperienza coinvolgente ed avvolgente, equilibratissimo il connubio che dona raffinatezza e completezza allo show.


(Pregalleria)



La band:
Federico Zampaglione – voce, chitarra, pianoforte, percussioni
Antonio Marcucci – chitarre e cori
Francesco “Ciccio” Stoia – basso
Marco Pisanelli – batteria e percussioni
Fabio Verdini – pianoforte,tastiere e campionatori

Måneskin – Roma Summer Fest 2019

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Roma – Auditorium Parco della Musica 23.06.2019

– Live report di Claudio Enea
– Pregalleria e galleria fotografica di Claudio Enea

D:”Dopo XFactor avete iniziato con il botto, che intenzioni avete?”
R:”Di continuare con il botto!” (Da intervista RAI)

E ci sta riuscendo alla grande il gruppo romano, numeri veramente incredibili, 135.000 biglietti venduti in poco meno di due anni, gli eventi fin qui prevalentemente sold-out, 12 dischi di platino, 4 dischi d’oro, doppio di platino per l’album “Il ballo della vita”, consapevolezza della loro crescita e  anche un po di spavalderia che si possono comunque permettere visti i risultati.

La Cavea è al completo, 5000 presenti, tanti i coetanei della band, come ovvio che sia, per questo che era considerato da alcuni un fenomeno passeggero e che invece sta confermando quanto di buono si era visto fin dai primi momenti.

Un urlo compatto accoglie in scena la band che ripropone tutti i brani che l’hanno portata al successo più qualche cover importante. I presenti nell’anello alto sono all’inizio tutti composti e seduti al loro posto, ma dura poco, fino a quando Damiano non li esorta ad alzarsi, “non si è mai visto un concerto rock con la gente seduta”.

Un’ora e mezza in cui saltano e corrono da un lato all’altro del grande palco senza risparmiarsi, trasmettendo l’adrenalina che li percorre, ed il pubblico sembra gradire accompagnandoli e cantando ogni brano, da ”Fear for Nobody” a “Immortale”, da “Chosen” a “Morirò da re” per finire con “Torna a casa”,.

Iinsomma un bell’inizio per questo Roma Summer Fest 2019 che ci accompagnerà per tutta l’estate e quale miglior modo di iniziare se non con il botto?

La scaletta

Pregalleria



La band:
Damiano David – voce
Victoria De Angelis – basso
Thomas Raggi – chitarra
Ethan Torchio – batteria e percussioni

Anastacia – Evolution tour 2019

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Valmontone Outlet Summer Festival 15 Giugno 2019

– Live report di Claudio Enea
– Pregalleria e galleria fotografica di Claudio Enea

Terza edizione del Valmontone Outlet Summer Festival che anche quest’anno inizia alla grande. Di scena la regina del pop Anastacia, anzi dello “sprock” come lo definisce lei, un mix di soul, pop e rock, cantato da una voce calda e nera ormai inconfondibile.

Fama mondiale (un po’ meno nel suo paese di origine n.d.r), l’artista americana è felicissima di esibirsi nel nostro paese, dove è una vera star e lo fa presentando il suo ultimo album “Evolution” settimo della serie, registrato a Stoccolma.

La regina dello sprock è attesa da un numerosissimo e caldo pubblico, ci vuole ben poco a farli diventare un tutt’uno grazie anche alla carica dirompente della cantante.

E via, le emozioni passano per i tanti suoi successi ed iniziano con Left Outisde Alone, dove Anastacia parla del suo rapporto con il padre.
Brano dopo brano, da prova non solo di una potenza vocale ancora intatta a dispetto dei suoi cinquant’anni appena compiuti ma anche di una simpatia e disponibilità fuori dal comune.

Simpatico il siparietto improvvisato con una fan che fatta salire sul palco a fare una chiacchierata come tra vecchie amiche si è poi vista coinvolta a scattare un inaspettato selfie che crediamo rimarrà come un marchio a vita nella memoria della fortunatissima di turno.

Un live coinvolgente che ha fatto ballare ed emozionare il pubblico del VSF.
E così, continua a far divertire i presenti coinvolgendoli in uno spettacolo senza soluzioni di continuità, durato un’ora e mezza circa, a livelli sempre elevatissimi.
Anche per il cambio di abito tra il primo e secondo tempo, non c’è stata alcuna pausa, attorniata da artisti di primissimo ordine, dove in particolare Johanna Harman (tastiere e cori) e le due ballerine coriste Christine Andersn e Rosie Bell danno vita all’intervallo tra i due tempi, cantando e ballando un “Funky Medley” che non ha certo sfigurato con il resto della serata.

Tanti i pezzi nella scaletta che hanno fatto cantare e saltare le migliaia di persone presenti. Tanti i ti amo, i cuore e amore, tra un pezzo e l’altro, forse anche troppi, ma a lei si possono perdonare e quando il pubblico intona la famosissima e mondiale “Ti amo” di Tozzi facendogli intendere l’affetto nei suoi confronti, lei divertita risponde con il pezzo cantato in coppia con il suo amico Eros Ramazzotti, I belong to you, lei ovviamente nella sua parte ed il pubblico a sostituire l’artista romano, forse il momento più coinvolgente della serata.

Il concerto finisce con il suo brano più famoso I’m Outta Love, una carica di energia positiva che accompagna i presenti, riecheggiando in testa dopo il concerto sino all’uscita e che probabilmente resisterà anche per il giorno seguente.

Insomma, Inizia proprio bene questo VSF 2019, adesso attendiamo le prossime date.

Scaletta:
1) Left Outside Alone
2) Caught in the Middle
3) I Can Feel You
4) Redligh
5) Sick and tired
6) Before
7) Cowboys and Kisses
8) Funky Medley
9) One Day In Your Life
10) Nobody Loves Me Better
11) Not That Kind
12) You’ll Never Be Alone
13) I Belong To You
14) Why’d You Lie To Me
15) Stupid Little Things
16) Paid My Dues
17) Sweet Child o Mine
18) I’m Outta Love

(Pregalleria)



Band:
Orfeo Orakwue – Basso
Andrew Small – Batteria
Johanna Harman  – Tastiere/cori
Gary Sanctuary – Tastiere
Adam Goldsmith – Chitarra
Christine Andersn – Dancer
Rosie Bell – Dancer

Marco Iacobini Band feat Stuart Hamm

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Route 66 – Roma 09.06.2019

– Live report di Francesco Pozone e Claudio Enea
– Pregalleria e galleria fotografica di Claudio Enea

Si è concluso ieri sera il breve ma intenso Tour di Marco Iacobini, con gli storici collaboratori Cristiano Micalizzi e Stefano Sastro ed il grande bassista Stuart Hamm;

Bologna, Milano, Torino, L’Aquila e Roma, queste le cinque date che li ha visti protagonisti.
Gran parte della scaletta è incentrata sui brani di “The Sky There’ll Always Be” l’ultimo disco di Marco Iacobini, bellissimo concentrato di brani strumentali registrato tra Roma, New York e Los Angeles avvalendosi del contributo di alcuni “mostri sacri” (lo stesso Stuart Hamm, Billy Sheehan, Tony, Levin, Dave Weckl, Mike Terrana…).

Non possono mancare gli omaggi al Maestro e così la band ci regala due perle di Jeff Beck, “The Pump” (scritta dal batterista Simon Phillips) e nel bis “Freeway Jam”, magistralmente suonate da questa super-band.
Non può neanche mancare il momento dell’assolo del virtuoso bassista Stuart Hammm, che esegue una sua personale interpretazione di “Going to California” del Led Zeppelin: da brividi.

Ma torniamo all’album, bello, veramente bello tutto quest’ultimo di Marco, un mix esplosivo tra rock-prog e fusion veramente ben amalgamato. Toccante il momento per la dedica al papà della ballad “Where the Angels come down”.

Alcuni brani mi hanno riportato al primo Satriani ed alcuni incastri al CAB4 di McAlpine-Brunel, ma come mi confessa in seguito Marco: “Satriani e’ certamente una delle mie massime influenze anche se devo dire che la mia più grande fonte di ispirazione e’ certamente Steve Lukather dei Toto.
Amo molto anche Steve Vai, Steve Stevens, Malmsteen, Larry Carlton e Pat Metheny, passando anche per Scott Henderson ed Allan Holdsworth”.

Insomma, anche se il suo è uno stile del tutto personale e particolare non mancano le fonti di ispirazione e che fonti aggiungerei, ma anche le collaborazioni ormai, non sono di minor levatura per questo autentico talento nostrano a partire proprio da “Stu”, presente nella maggior parte dei brani dell’album e con 18F scritta proprio dallo stesso bassman statunitense.

Prossimi progetti, il nuovo disco a cui Marco sta lavorando già da tempo ed un nuovo tour che partirà prossimamente, noi attendiamo entrambi con trepidazione, alla fine ci sentiamo un po orgogliosi di avere in casa dei talenti che normalmente sono ad appannaggio di altre latitudini.

Nel frattempo vi consigliamo di dare un orecchio, ma magari anche due, all’ultimo lavoro “The Sky There’ll Always Be”, per gli amanti del genere vi possiamo garantire che non ve ne pentirete.

Un’ultima chicca per i chitarristi curiosi in ascolto, sveliamo il setup di Marco, del tutto analogico, Amplificatori Marshall e Bogner, pedali Truetone, Custom Audio Electronics devices e chitarre Carvin/Kiesel e Fender Custom Shop.

(Pregalleria)



Formazione:

  • Marco Iacobini – Chitarra
  • Cristiano Micalizzi – batteria
  • Stefano Sastro – tastiera
  • Stuart Hamm – basso
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Claudio Enea
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