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Anna Maria Massa

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Segnatevi il 26 maggio 2019. Potrebbe essere il giorno della nuova Europa

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Lo scenario politico del Vecchio Continente è ormai entrato in un processo di trasformazione e l’Italia è l’elemento trainante, che punta a conquistare le istituzioni di Bruxelles alla prossima tornata elettorale. Continue reading “Segnatevi il 26 maggio 2019. Potrebbe essere il giorno della nuova Europa” »

Le Urne in Baviera “sconfessano” i sondaggi

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In Baviera solo qualche mese fa hanno vinto i Verdi!

I media europei avevano preannunciato una schiacciante vittoria della destra di Alternative für Deutschland ma si sono sbagliati, i Verdi un partito all’estremo opposto ha vinto, a sorpreso tutti e non è la prima volta che le urne sconfessano i sondaggi.

C’è dunque suspense per il voto del prossimo 26 maggio, soprattutto se si considera che la crescita dei neofascismi in Europa è sempre maggiore e che addirittura l’argomento è arrivato attivamente all’interno di un dibattito alla plenaria del Parlamento Ue a Strasburgo. La stessa assemblea che teme di risvegliarsi affollata di sigle sovraniste dopo le elezioni dell’Eurocamera, nel vivo di una crisi sta che indebolendo i macroschieramenti del centrodestra (Popolari) e centrosinistra (Socialdemocratici, mai così fragili nella loro storia).

Le percezioni e i numeri forse dicono qualcosa di diverso però! Vediamo nel dettaglio. Secondo una stima di Politico.eu, una testata che si occupa di affari europei, il totale di partiti classificati come euroscettici  i nostri Cinque stelle o la Lega conquisterebbero oggi, a fatica, tra i 100 seggi. Un incasso decisamente scarso, se si pensa che in Italia i dati vedono un exploit della maggioranza di governo.
Meno di un quarto delle 705 poltrone, per il primo anno senza quelle del Regno Unito, che saranno assegnate dopo il voto di maggio.  Il Partito Popolare Europeo invece,  che ha in pancia anche i voti di Forza Italia, che per le elezioni Europee cambia nome e simbolo nasce “l’Altra Italia”, raggiungerebbe ad oggi quota 177 seggi e potrebbe restare il primo gruppo del Parlamento Europeo.
Al Parlamento Europeo infatti occorrono alleanza transnazionali e l’onda giallo verde non fa proseliti in Europa. 

Dunque  l’exploit della destra radicale non è così scontata!


ASL – Alternanza Scuola Lavoro

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Da molti anni l’Europa sta lavorando per modificare in modo radicale e irreversibile i sistemi di istruzione e formazione dei Paesi membri, con lo scopo di divulgare sempre più la cultura di impresa e di mercato e di formare giovani generazioni disponibili al lavoro flessibile ma anche disposti a spostarsi anche molto lontano dal paese d’origine per “inseguire” il lavoro ed a volte anche accettando una mutazione della propria professionalità, legata solo e soltanto alle esigenze del mercato.

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Il Governo giallo/verde va avanti…

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 …Qualche settimana fa il Ministro Di Maio si affacciava vittorioso dal balcone di Palazzo Chigi, e il collega Ministro Matteo Salvini affrontava fiero e a testa alta i giornalisti che da ore attendevano, a piazza Colonna, notizie e dettagli sull’approvazione del DEF da parte del Governo. I leader della coalizione giallo/verde esultano con i loro colleghi delle camere e soprattutto con i loro elettori. Sentono ormai vicino il “cambiamento”, la vittoria dei deboli, di quel popolo che per anni ha sofferto e forse subito i “ricchi” e le classi agiate ma soprattutto ha subito la “severa mamma Europa”, travestita da Cancelliera Angela Merkel e dai cosiddetti “poteri forti”.

I due super Ministri, dunque tirano dritto per la loro strada sono disposti a dialogare con chiunque, si confrontano e aprono tavoli con la commissione Europea e con le istituzioni, anche se poco importa il parere di quest’ultimi, soprattutto se si tratta di pareri contrari al loro contratto di Governo.”Non ci poniamo il problema di qualche speculatore, andiamo avanti”, dice il leghista ai cronisti davanti a palazzo Chigi insieme a Luigi Di Maio.”Cancellare la legge Fornero non è un delitto ma un dovere. Gli italiani ci chiedono meno tasse e più lavoro. Non abbiamo nessuna intenzione di fare un regalo a chi vuole l’Italia in ginocchio. Non contesto quelli che sono stati in silenzio per anni ma è curioso che Bankitalia, Commissione, Fmi, Corte dei Conti indichino la strada del ritorno al passato, le ricette approvate economicamente dai governi del passato hanno portato al disastro. Quindi mi domando dove tutti questi economisti erano quando l’Italia si impoveriva e si precarizzava”, rincara la dose il vicepremier Di Maio. Che poi ha aggiunto: “Se lo spread dovesse continuare a salire? Io credo che i mercati vogliano più bene all’Italia di tanti euroburocrati. “Non credo assolutamente che l’Italia sia a rischio da un punto di vista finanziario. Abbiamo deciso di portare avanti questa manovra”.

I due Ministri,Di Maio e Salvini, non hanno nessuna intenzione di andare in ritirata sulle loro proposte di bilancio neanche con i carri armati. Si sentono forti e imbattibili, come se si fosse in un conflitto, e non ci si trovasse semplicemente alle prese con proposte molto discutibili e contestate da tutti. Proposte di bilancio che se non riviste vedranno una Commissione Europea costretta ad aprire una procedura di infrazione nei confronti del Governo Italiano ed è quello che il duo Salvini-Di Maio vogliono!? Forse cercano un pretesto per indicare al loro elettorato il “nemico” del nuovo che dicono di incarnare?! Quello che è certo è che entrambi sono impegnati in una campagna elettorale che ormai dura da qualche anno. La ‘tappa’, questa volta, sono le elezioni per il Parlamento Europeo: più vicine di quanto si immagini. Le elezioni per il Parlamento Europeo sono, per entrambi, un passaggio di capitale importanza. I ‘sovranisti’ e le componenti euro-scettiche del Partito Popolare Europeo potranno, un giorno, eleggere un Presidente di Commissione sensibile alle loro ‘politiche’ e sconfiggere l’asse Merkel-Macron.

Il Governo va avanti!

Non importa se aumenta lo  lo spread o se decine di economisti italiani ed europei lanciano segnali di perplessità sulla manovra. Nessun problema se il contesto economico internazionale non è favorevole e la BCE tira i remi in barca. Tanto, almeno per oggi, un’altra vittoria è stata portata a casa, la maggioranza ha il pieno controllo in Parlamento, incassa il si al DEF. Forse il progetto Di Maio e Salvini, quello di rovesciare l’ equilibrio politico europeo per costruirne uno nuovo di tipo italiano, aumentando l’autonomia decisionale del nostro paese non è così lontano.

Documento Economia e Finanza finalmente alle Camere

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Il testo del DEF arriva finalmente alle Camere, 9 miliardi per il reddito di cittadinanza e 7 per la quota 100 per l’abolizione della legge Fornero. Il documento, di 138 pagine, è stato consegnato alle Camere, come conferma la nota del Consiglio dei ministri: «Il Def è alle Camere e conferma gli obiettivi, i tempi di attuazione delle riforme e le cifre. Ci saranno oltre 16 miliardi per reddito di cittadinanza e riforma Fornero (quota 100). Previsti 9 miliardi per il reddito e pensioni di cittadinanza e 7 per la quota cento. Le risorse per altre misure, centri per impiego (1 miliardo), flat tax (2 miliardi), assunzioni straordinarie per le forze dell’ordine (1 miliardo), truffati per le banche (1,5 miliardi) sono previste in altri capitoli di spesa», si legge nella nota. «La politica di bilancio del Governo – si legge nella relazione al Parlamento – pur condividendo l’obiettivo della riduzione del debito pubblico in rapporto al Pil, prevede un diverso percorso di aggiustamento del saldo strutturale rispetto a quanto previsto nel documento programmatico dello scorso settembre».

Questo è il momento in cui si avvia la fase di confronto con la Commissione europea, che dovrà valutare le fondate ragioni della strategia di crescita del Governo delineata dalla manovra. Come è avvenuto all’interno del Governo, auspico che il dialogo con la Commissione Europea rimanga aperto e costruttivo, tenendo conto delle reali esigenze di cittadini e imprese e del ruolo che svolgono le Istituzioni. In questo dialogo il Governo si presenta compatto e fiducioso». Lo ha scritto Il Ministro dell’Economia e delle Finanze, Giovanni Tria, in una lettera inviata alla Commissione Europea riguardante la modifica del percorso programmatico di finanza pubblica contenuto nella Nota di aggiornamento del Documento di Economia e finanza.

Vediamo sotto la lente di ingrandimento alcuni dei punti più salienti di questo documento di economia e finanza.

Nel 2018 Pil cala a +1,2%, deficit all’1,8%
IL Reddito cittadinanza Sarà contenuto in un ddl collegato alla legge di bilancio, la disciplina dell’introduzione del reddito di cittadinanza e la riforma dei centri per l’impiego. Previsto anche un disegno di legge sulle start up innovative (il cosiddetto Fondo venture capital per start up innovative); un disegno di legge con misure in favore dei soggetti coinvolti dalla crisi del sistema bancario (cosiddetto Fondo ristoro a favore dei soggetti truffati); un disegno di legge per l’introduzione di misure fiscali agevolate per le società che riducono le emissioni inquinanti (cosiddetta Ires verde); un disegno di legge con misure per il dissesto e il riequilibrio finanziario degli enti locali; un disegno di legge con interventi per la concretezza delle azioni delle pubbliche amministrazioni e la prevenzione dell’assenteismo; disegno di legge di delega al Governo per il riordino della materia dello spettacolo e per la modifica del codice dei beni culturali; disegno di legge delega di riordino del settore dei giochi; disegno di legge con disposizioni in materia di ordinamento sportivo e di professioni sportive; disegno di legge con disposizioni in materia di istruzione, università, alta formazione artistica, musicale e coreutica, ricerca e attività sportiva scolastica e universitaria, nonché di riassetto, semplificazione e codificazione della normativa dei medesimi settori. Disegno di legge con disposizioni per la modernizzazione e l’innovazione nei settori dell’agricoltura, dell’agroalimentare, del turismo e dell’ippica. Disegno di legge delega con disposizioni per la riforma del Codice del Lavoro. Stop aumenti Iva 2019, parziale per 2020-21
Entro l’anno task force su investimenti pubblici 
«Il Governo attiverà entro la fine di quest’anno una task force sugli investimenti pubblici”. Lo si legge nel Def pubblicato sul sito del ministero dell’Economia.«Riprendendo le esperienze di altri Paesi creerà inoltre un centro di competenze dedicato. Questo avrà il compito di offrire servizi di assistenza tecnica e di assicurare standard di qualità» nelle amministrazioni centrali e periferiche. Questo «permetterà anche di creare nel tempo un insieme di capacità professionali interne alla PA nell’intera gamma di competenze», viene sottolineato.

Tria confida nella ripresa guardando alla crescita e confida che con 
la nota di Aggiornamento si mettano le basi per una proficua sessione di Bilancio e, cosa più importante, per una vera ripresa dell’Italia nei prossimi anni», il ministro dell’Economia Giovanni Tria nella premessa al Def pubblicato sul sito del Mef. «L’obiettivo primario è di promuovere una ripresa vigorosa, puntando su un incremento adeguato della produttività del sistema paese e del suo potenziale di crescita e di conseguire una maggiore resilienza rispetto alla congiuntura e al peggioramento del quadro economico internazionale»

Commentando con soddisfazione il risultato dei lavori di questi giorni, il ministro ha dichiarato: «Come sostenuto in diverse occasioni, la manovra di bilancio che questo Governo si appresta a varare è coraggiosa e responsabile, puntando alla crescita e al benessere dei cittadini, assicurando in seguito un profilo di riduzione del deficit, che passerà dal 2.4% del 2019 al 2.1% del 2020 per chiudere all’1.8% del 2021».

 

 

 

DEF, approvata “la manovra del cambiamento!”  

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L’asticella è stata fissata, il magic number è al 2,4 %! Lega e M5s hanno vinto le resistenze, sicuramente sagge e motivate, del ministro dell’Economia Giovanni Tria, il quale per giorni, anzi fino a poche ore prima dall’inizio del Consiglio dei Ministri, ha dimostrato di voler far prelevare la saggezza e di voler fare i conti con la realtà. Quella realtà che va oltre le promesse di una campagna elettorale, quella realtà che guarda in faccia gli impegni con l’Europa, la commissione Europea e soprattutto i mercati.

Ma qualcosa, nelle ultime ore di questo 27 settembre è cambiato, sarà stata una telefonata da parte dell’inquilino del Quirinale a Tria? o forse le doti comunicative di Rocco Casalino? Non lo sapremo mai, quello che sappiamo adesso è che la cosiddetta manovra del cambiamento è stata approvata!! “Oggi è un giorno storico! Oggi è cambiata l’Italia!”: così Di Maio condivide su Fb il risultato ottenuto nel vertice di governo sulla manovra.”Per la prima volta lo Stato è dalla parte dei cittadini. Per la prima volta non toglie, ma dà. Gli ultimi sono finalmente al primo posto perché abbiamo sacrificato i privilegi e gli interessi dei potenti. Sono felice. Insieme abbiamo dimostrato che cambiare il Paese si può e che i soldi ci sono”: “Abbiamo portato a casa la manovra del popolo che per la prima volta nella storia di questo Paese cancella la povertà grazie al reddito di cittadinanza, per il quale ci sono 10 miliardi, aggiunge. Pienamente soddisfatto anche il vicepremier Salvini per quello che anche lui è riuscito a portare a casa “Tasse abbassate al 15% per più di un milione di lavoratori italiani, diritto alla pensione per almeno 400.000 persone e altrettanti posti di lavoro a disposizione dei nostri giovani superando la legge Fornero, chiusura delle cartelle di Equitalia, investimenti per scuole, strade e Comuni. Nessun aumento dell’Iva.

I leader di Lega e M5S dunque esultano, cantano vittoria, portano a casa le misure simbolo del contratto gialloverde, e piegano la resistenza del ministro dell’Economia Giovanni Tria, che non riesce a difendere non solo la trincea virtuosa dell’1,6% ma neppure quella del 2, nonostante il rischio altissimo di una bocciatura della legge di bilancio italiana da parte della Commissione europea. Bocciatura che preoccupa gli addetti ai lavori i quali vedono in questo apparente piccolo magic number un vero e proprio nemico per il nostro bel Paese. Si teme un impennata dello spread,si teme un declassamento da parte delle agenzie di rating, si teme il peggio per la nostra economia. E quindi a questo punto ci si chiederà?! Il nostro debito è ancora sostenibile?! I nostri conti pubblici sono ancora credibili?!

Vogliamo avere fiducia e sperare che i festeggiamenti fatti in queste ore in piazza davanti palazzo Chigi, possano durare e persistere anche per le generazioni future, poiché solo l’idea di aver indebitato un intero Paese, il nostro, sopra ogni limite solo per mantenere delle promesse folli fatte dal Movimento 5 Stelle, bé dispiacerebbe molto!!

Ipotesi e tensioni sulla legge di Bilancio: Di Maio vs Tria

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Tutti si chiedono: da dove prenderanno i soldi? “I soldi ci sono, eccome, in un bilancio da 800 miliardi”. Così si legge in un post pubblicato lo scorso 26 gennaio sul sito dei 5Stelle.

In poche parole, per loro la strada più veloce, o più semplice, se così si può dire, per realizzare le riforme, soprattutto quelle più costose, è quella che porta a fare altro debito; debito che poi verrà risanato negli anni avvenire, sempre secondo il Movimento di Casaleggio, grazie alla spinta che potrebbe dare in termini di Pil il reddito di cittadinanza e le altre misure che sono sui tavoli del Governo. 

Questo è l’auspicio del M5s! Interessante, ma forse un po’ pericoloso? Azzardato?

In campagna elettorale i pentastellati parlavano di coperture che si aggiravano intorno ai 40 miliardi. Coperture che potevano arrivare dall’attenta revisione delle cosiddette tax expenditures, come ad esempio le agevolazioni fiscali erogate senza criterio, infatti andrebbero razionalizzate e spostate su nuove voci di spesa, oppure utilizzare i 17 miliardi di sussidi ambientalmente dannosi (SAD), cioè trasferimenti e agevolazioni per le fonti fossili o inquinanti indicati ufficialmente dal Ministero dell’Ambiente. Altri 30 miliardi a regime dovrebbero essere prodotti dai tagli agli sprechi e dalla spending review.

Insomma un bel da fare. Questi e tanti altri sono le voci presenti in quella che per i non addetti ai lavori sembrerebbe una vera e propria giungla che porta il nome di legge di bilancio.

All’interno di questa giungla però l’inquilino di via XX settembre, come ha riportato qualche giorno fa “Il Fatto Quotidiano”, sta cercando di lottare e distrecarsi tra le centinaia di voci che vanno sotto il nome di tax expenditures, ma l’impresa non è semplice. Fanno parte di queste spese ad esempio l’esonero delle prime case dalla Tasi, le detrazioni per le spese sanitarie e gli ottanta euro di Renzi. Tutte agevolazioni intoccabili.

I sussidi definiti “ambientalmente dannosi” pesano invece sulle casse dello Stato per 16,1 miliardi di euro. Di questi però ben 5 miliardi sono destinati alla differenza di trattamento fiscale tra gasolio (agevolato anche se più inquinante) e benzina nei trasporti. Si tratta di una agevolazione di cui beneficiano milioni di automobilisti e dunque cancellarla sarà molto difficile. in sostanza la strada che porta alle riforme è complicata!!!

Come complicato è il pressing su Tria, ove la parola d’ordine del Ministro Di Maio è “non deludere gli elettori a qualsiasi costo”. Certo è che per ora il banco è povero. Al M5s resterebbe solo una strada da percorrere, quella del deficit: ma non è, purtroppo per loro, la stessa strada che Tria vuole percorrere.

Sfortunatamente l’impressione che si ha, ad oggi, è quella di un Governo disorientato, perché non riesce, con queste premesse, che loro stessi hanno prodotto, realizzare il contratto di Governo. E sia chiaro in tutto questo, come sostiene l’On. Renato Brunetta “L’Europa questa volta non c’entra, non è matrigna, c’entrano però i mercati che di fronte al caos generato dall’Esecutivo stanno scappando dall’Italia a gambe levate”.

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Anna Maria Massa
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