Dopo lo scontro navale nel Mar Nero dove sono i marinai catturati dai Russi?

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Lo scorso 25 novembre la Guardia Costiera Russa ha attaccato alcune imbarcazioni battenti Bandiera Ucraina con l’accusa di aver violato le acque territoriali Russe. Tre navi della marina Ucraina sono state bloccate, catturate e portate nel porto di Kerch.

Nello scontro sei marinai ucraini sono stati feriti, gli altri 18 marinai arrestati e processati per violazione della frontiera marittima e ora si trovano nella penisola occupata di Crimea.

Il portavoce del governo Ucraino dichiara che i 24 marinai sono considerati prigionieri di guerra secondo la convenzione di Ginevra del 1949, sono tutti molto giovani dai 18 ai 29 anni e provengono da diverse regioni dell’Ucraina.

Tra di loro anche due ufficiali del controspionaggio Ucraino, segno di quanto fosse delicata la situazione  lungo la frontiera che divide i due paesi. Tutti i 24 marinai saranno processati per aver violato il confine e alcuni di loro avrebbero letto delle dichiarazioni di colpevolezza che però ricordano tempi di guerra fredda e più recentemente di terrorismo internazionale. Nella registrazione è visibile come i marinai leggano la propria “testimonianza” da un pezzo di carta, descrivendo la rotta delle navi ucraine e ripetendo che “sono entrate nelle acque territoriali della Russia” mentre stavano navigando.

Tre dei militari feriti devono subire delle operazioni chirurgiche presso l’ospedale di Kerch e le loro condizioni non sono note.Si teme che alcuni dei marinai possano essere trasferiti a Mosca, gesto che renderebbe ancora più tesi i rapporti tra la Russia e l’Ucraina che vderebbe il trasferimento come una presa di ostaggi piuttosto che prigionieri di guerra.

In Crimea l’opinione pubblica si è mossa a favore delle condizioni dei prigionieri attivando una raccolta fondi utile a dare loro beni di prima necessità visto che nella cattura hanno dovuto lasciare tutto sulle loro navi.

In Crimea sono stati raccolti circa 140 mila rubli (più di 1.800 euro) per i bisogni dei marinai ucraini catturati dal FSB. Ma la cosa più interessante è relativa alla campagna di sostegno avviata dal giornalista Ucraino Tataro crimeano Osman Pashayev che in pochi giorni ha ricevuto più di 10.000 euro da 857 persone, dal territoprio occupato dai russi “Per quasi cinque anni ero convito che, a parte i tatari crimeani, non ci fosse quasi più nessuno a sostenere l’Ucraina. L’eccezione è testimoniata dalle azioni dell’Arcivescovo Climent e dei suoi parrocchiani. Ieri quando si è presentata la necessità per un aiuto urgente, mi hanno scritto cosi tante persone dalla Crimea con cognomi slavi che sono rimasto sbalordito.”

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