La Repubblica Dominicana ricorda a Roma le sue eroine donne.

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Non c’è giorno in cui, tra le pagine di cronaca, nei telegiornali, non si legga o non si ascolti di una donna uccisa. Una moglie ammazzata dal marito, una ragazza dal fidanzato o, a volte, dal suo ex che non sopporta la separazione.

Non vi è giorno in cui lo strazio di una intera società non si diffonde sulla notizia di una giovane stuprata e violentata, in qualche caso fatta addirittura a pezzi o gettata, come un inutile oggetto, tra i peggiori rifiuti. E poi le molestie, le ingiustizie, gli insulti verso le donne. La cosa che è più incredibile è che la madre, la mamma, di ogni uomo è una donna: la donna; e mamma è la prima parola che si riesce a pronunciare.
“Mamma!” chiamavano disperati i soldati in trincea quando sapevano di star per morire e Mamma è la persona a noi più cara. La mamma è donna e paradossalmente la donna è l’essere umano più maltrattato, sfruttato, violentato…dall’uomo ovviamente.
Nel mese dedicato alle donne molte le iniziative in tutto il mondo e a Roma c’è stato un evento interessante organizzato dall’Ambasciata della Repubblica Dominicana nella persona di sua Eccellenza Alba Maria Cabral Pena-Gomez e grazie al lavoro del Ministro per la Cultura Luisa Auffant che molto sta facendo per creare un dialogo e soprattutto una sinergia interculturale tra Santo Domingo e l’Italia.
E’ un paese, la Repubblica Dominicana, che ha subìto molte occupazioni; un controllo interno militare da parte degli Stati Uniti durato ben otto anni e una delle più lunghe e sanguinarie dittature, come quella del Generale Trujillo che dominò, come un padrone assoluto, la scena politica e finanaziaria dell’isola caraibica.
Una dittatura segnata da scellerate azioni contro la società, soprattutto quella contadina, che ha però dato i natali rivoluzionari a donne di grande coraggio.
L’evento organizzato presso l’Organizzazione Internazionale Italo-Latino Americana (IILA) a Roma, ha visto la partecipazione di diversi rappresentanti diplomatici ed autorità, nonchè di una grande attrice Dominicana naturalizzata italiana, Iris Peynado (che ricordiamo soprattutto per il capolavoro di Massimo Troisi e Roberto Benigni “Non ci resta che piangere”), ed è stato aperto con il saluto del Dottor Donato Di Santo (Segretario Generale IILA) e dell’Ambasciatrice della Repubblica Dominicana.
Durante la serata è stato proiettato un documentario di Jocelyn Espinal dal titolo “Dominicane attraverso la storia dal 1821 al 1942”.
Un Film dove è stato messo in evidenza il coraggio e l’impegno di molte donne dominicane che hanno lottato per conseguire la libertà e l’indipendenza del Paese.
Un Paese che dopo tutte le invadenti supremazie, le dittaure e le guerre interne è diventato oggi uno Stato Democratico che ha saputo crescere in termini di istruzione, turismo, economia e cultura in soli venti anni passando da situazioni di assoluto disagio ad una delle più fiorenti economie del Centro America.
Un Paese che ha saputo investire accogliendo investitori, che ha saputo ridurre la disoccupazione giovanile investendo nelle proprie risorse primarie come quella del Turismo, per fare un esempio.
Oggi la Repubblica Dominicana è al passo con molti Stati Occidentali tanto da creare anche una industria dell’intrattenimento, il Cinema in particolare, e proprio per questo sono nate collaborazioni importanti internazionali affinchè, ad esempio, la nostra competenza in tal campo divenisse anche supporto tecnico e culturale per lo sviluppo del Cinema dominicano che oggi gode di credibilità internazionale, basti pensare ai premi vinti da alcune pellicole in ambito straniero.
Il lavoro che sta facendo oggi l’Ambasciata ed in modo lodevole la Dottoressa Luisa Auffant è prezioso.
In nome di uno scambio etico interculturale si stanno organizzando mostre, eventi e manifestazioni che avvicinano ancora di più gli italiani a questo splendido paradiso caraibico al di la dell’elementare stereotipo da sogno del mare all’ombra della palma, così da far conoscere quegli elementi positivi che possono attirare anche gli stessi italiani non solo ad investire, ma a trasferirsi definitivamente in un Paese ricco di storia, natura e di grandi opportunità che ha sempre accolto di buon cuore chiunque veniva da fuori.
Le donne italiane, come quelle dominicane, come quelle di ogni paese del mondo devono essere davvero celebrate e protetta sempre la loro memoria.
Un mondo senza donne sarebbe un mondo impossibile ed un mondo che violenta le donne è un inferno che non può essere legittimato. Il 25 novembre è la giornata mondiale contro la violenza sulle donne ed io penso che dedicare un solo giorno alle donne è come dedicare un’ora al giorno a respirare

 

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