Ares 118, troppe criticità evidenti, pericoli per l’utenza.

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Manifestano sotto il palazzo della Regione a Roma gli operatori del 118 iscritti al sindacato Fials, denunciano i troppi problemi inascoltati dalla giunta Zingaretti.

“E’ ora che le criticità del soccorso vengano rese note e minuziosamente evidenziate ai cittadini. Il governatore del Lazio Nicola Zingaretti si è vantato ripetutamente, in queste ultime settimane, di aver pressoché azzerato il disavanzo sanitario, peccato però che ha omesso di specificare che la fetta maggiore dei cosiddetti risparmi arriva proprio dai tagli al personale e alla mancata stipula di nuovi contratti di lavoro. Primo fra tutti quelli agli operatori dell’Ares 118 dove, a scapito dei pazienti, il personale delle ambulanze è passato da 3 a 2. Oltre a rilevare il fermo delle ambulanze e la chiusura di diverse postazioni fondamentali per il soccorso soprattutto in periferia e nell’hinterland”.

Lo riporta la nota della Segreteria provinciale Fials di Roma che ha manifestato la propria posizione durante l’incontro presso il Consiglio regionale del Lazio tra il responsabile della Fials Ares 118 Comparto, Stefano Vita e dal Rappresentante sindacale della Fials Medici Ares 118 e l’onorevole Orlando Tripodi, consigliere Regionale Vice Presidente della Commissione Bilancio e con la presenza di Fabrizio Santori.

“A oggi le molteplici problematiche che affliggono l’azienda producono una penalizzazione della qualità servizio causando danni al personale ma soprattutto gravi danni dell’utenza. Il blocco del turn-over ha causato per un primo periodo l’assoggettamento dei dipendenti pubblici ai doppi turni per compensare la carenza di personale. Successivamente di fatto sono state anche chiuse diverse postazioni Ares, – precisa la nota -. Si prenda ad esempio l’ambulanza di Sacrofano che opera in zone come Rignano Flaminio, Mazzano romano, Morlupo, Castelnuovo di Porto, Riano, Campagnano di Roma e Formello.

Per sopperire a queste magagne l’Ares118 ha fatto ricorso alle ambulanze cosiddette spot ossia senza una propria postazione, ma costrette a sostare in strada con conseguente maggiore stanchezza per gli operatori. Senza tenere conto di situazioni in cui se il paziente è in condizioni gravissime deve essere contattato un secondo mezzo – precisa la nota Fials -. Quante volte capita che l’ambulanza bis non è disponibile perché bloccato in ospedale e con le barelle impegnate come letti.

E per sopperire viene contattata l’automedica, sempre che non stia effettuando un soccorso a persone in stato di ebbrezza, con intossicazione da stupefacenti o in pazienti psichiatrici e quindi non disponibile per ore ed ore. Che dire dell’aggravio non solo in termini economici ma anche organizzativi e di gestione dei mezzi sul territorio?”.

“Inevitabile concludere che spesso proprio le carenze degli ospedali romani portano ad un vero e proprio sequestro dei presidi e del personale del 118; chiediamo pertanto di ripristinare l’organico necessario a portare gli operatori del soccorso da 2 a 3 per ogni ambulanza, assumendo personale e stabilizzando i precari. E soprattutto – chiude la nota Fials – limitando lo spreco di denaro pubblico dovuto alla necessità di assumere ambulanze a spot o in convenzione, permettendo la riapertura di postazioni Ares fondamentali, ad oggi rimpiazzate con ambulanze private. Ecco perché riteniamo di proseguire la nostra battaglia etica sostenendo che il soccorso nella Regione Lazio debba rimanere pubblico e affidato a personale competente, preparato ed addestrato da Ares e senza conflitto d’interesse alcuno”.

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