Le grandi Maschere del Cinema Italiano.

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Corriamo quotidianamente, il più delle volte perdendo tempo. Spesso ci impegnamo in cose inutili e ci danniamo magari per le stesse. Dimentichiamo sovente la nostra storia, i nostri ricordi, perchè viviamo di speranze rincorrendo un futuro perennemente incerto. Accade ovunque, in qualunque settore, anche nel Cinema.

In questo periodo c’è un moltiplicarsi di Festival e Premi Cinematogafici dove, anche li, la creatività (che è figlia del tempo lento) viene rimpiazzata dalla competitività e quindi il rincorrere film prima degli altri, per essere i primi a consegnare eventuali premi e fare passerelle di e tra VIP più o meno riconosciuti.

Il 5 ottobre del 1922 nasceva a Palermo una delle maschere più pure, autentiche ed originali del cinema italiano. Una maschera certo, ma quella di un grande attore poiché tale si dimostrò in film eccellenti di quella categoria che difficilmente riusciamo oggi a riprodurre.

Un attore che sapeva fare teatro e televisione, che era tenero, dolce, simpatico, canaglia e divertente.

Parliamo di Francesco Ingrassia, in arte “Ciccio”.

Nei Festival che si sono appena svolti e in quelli che si svolgeranno non c’è rassegna o riconoscimento a lui dedicato. A lui come a tanti altri, basti pensare che per il 50° della morte di Totò è stato fatto davvero ben poco, non parliamo poi per Alberto Sordi, lasciato quasi nel dimenticatoio.

Youtube e Youtuber hanno soffocato tutto o quasi come uno Tsunami più commerciale che intellettuale.

E così dobbiamo accontentarci di rivedere questi “mostri sacri” del nostro cinema come Ugo Tognazzi, Vittorio Gassman, Gastone Moschin, ma anche Franco Franchi, Paolo Panelli, Aldo Fabrizi, Mario Brega, Adolfo Celi e tutti quelli che ora non posso elencare per ragioni di testo, dimenticati o quasi, mandati in onda nelle TV, spesso locali, in quegli orari indefinibili in cui si sta svegli per insonnia o a casa perchè disoccupati.

Ciccio Ingrassia è stato un grande attore che insieme a Franco Franchi ha dato vita ad una delle coppie più longeve e popolari del cinema italiano. La sua storia, come le tante dei grandi di un tempo, è fatta di una infanzia di miseria; miseria in cui la strada faceva da palcoscenico e da teatro non solo per esibirsi ma anche per crescere artisticamente. Fu Domenico Modugno a scoprire la coppia che esordì nel cinema con una piccola parte nel film di Mario Mattoli “Appuntamento ad Ischia”.

Da li l’inizio di una carriera che affermò Ciccio e Franco per circa 40 anni in cui fecero ben 150 films.

Molti della mia generazione li ricordano per il Gatto e la Volpe nel “Pinocchio” di Comencini con Nino Manfredi e Gina Lollobrigida.

Ciccio Ingrassia vinse anche un Nastro d’Argento per un ruolo nel film di Petri “Todo Modo” e lavorò anche con grandi registi come Pasolini, De Sica e Fellini nel surreale e straordinario “Amarcord”, ma anche con i Fratelli Taviani in “Kaos” . Diresse il suo compagno di scena, Franco Franchi, nel lungometraggio “Paolo il Freddo” e fece la regia anche dell ‘ “Esorciccio” scoprendo un talento straordinario che oggi conosciamo come Lino Banfi. A metà degli anni ’80 Ingrassia aveva intrapreso una carriera teatrale importante e di successo, e nel 1992 soffrì non poco per la scomparsa del suo compagno di scene Franco Franchi, con il quale ci furono anche momenti di vivace incomprensione. Morì tra l’affetto dei suoi cari nell’aprile del 2003 ed oggi, anche con un pò di commozione, rammentando di averlo conosciuto in un incontro di lavoro con mio padre, mi è grande il piacere di ricordarlo in questo umile mio scritto.

(foto gentilmente concessa da Tetramax Movie Services – tutti i diritti riservati)

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