Chiusa con successo la rassegna “Cinema e Libri” all’Isola Tiberina.

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Si è conlusa la kermesse “Cinema e Libri” nella splendida location dell’isola del Cinema con la Direzione Artistica di Giovanni Fabiano che ormai da qualche anno anima, tra cultura, storia, natura e movida, l’isola Tiberina.

Erika Kamese, attrice, modella e oggi autrice, ha presentato il suo primo libro “Anetoli di vita”.

Le qualità letterarie della giovane artista siciliana sono state una sorpresa non solo per gli addetti ai lavori. A suppportare il suo lavoro le referenze di personaggi come Gino Landi e Lino Banfi e un amico “fan” Claudio Lippi che ha voluto presenziare l’evento raccontando del libro e di aneddoti legati alla sua amicizia con l’autrice.

“Aneliti di vita” è un libro che stupisce, di facile lettura e di una intesnistà commovente. C’è tutto perchè c’è tutta Erika Kamese, la sua dolcezza, la sua ironia, la sua fermezza, la sua sensualità mediterranea che riporta la donna ad essere femmina prima che essere umano.

In questo libro, più da vivere che da leggere, si percepiscono anche sentimenti/risentimenti per una vita, quella di oggi, in cui facilmente si cede alla tentazione della vendetta.

Ma Erika preferisce l’amore anche se, in una sua dichiarazione, ha detto di sentirsi come quel John Coffey del “Miglio verde” film di Frank Darabont tratto da uno dei più celebri libri di Stephen King.

Erica diventa Coffey perchè la sua anima non regge più il dolore moderno per le attualità nere che ogni giorno ci flagellano la mente e lo spirito. Stupri, violenze, femminicidi, il ponte che crolla…una serie di avvenimenti che solo ai più insensibili non portano turbamenti.

Erika si commuove, piange, li ascolta, li vive e li sente e non ne può più e lo grida forte sugli applausi di un pubblico, quello dell’Isola, che è più che mai attento al contrasto tra la rabbia e la dolcezza di questa attrice che sarà presto protagonista di un film girato sulla Costiera Amalfitana.

Erika Kamese è un’atrice pura, vera che non ha ancora espresso la sua reale e umile mediterraneità. Una attrice/scrittrice che può far parlare di se e regalare all’Italia e al suo cinema un nuovo volto che facilmente potrebbe essere notato anche al di la dei nostri confini.

Il libro va letto lasciandosi “dondolare” dal silenzio che ci circonda, magari in una panchina di una parco in autunno mentre le foglie cadenti divenatno note di vento; oppure sulla spiaggia ma quando si è soli.

La cultura può salvare il mondo ed in modo particolare questa Italia che di cultura e storia è figlia e allo stesso tempo madre per tutti gli altri. Un’Italia che però si è lasciata andare al vizio del privilegio di chi con la cultura ci è nato e quindi non la comprende più.

Bisogna riorganizzarci, riprenderci i momenti di dialogo. Leggere, scrivere, condividere. Eventi come questi dell’isola del Cinema sono necessari come i vaccini per tutelarci appunto dai diversi virus dell’ignoranza.

Si perché l’ignoranza non ha soltanto il proprio virus, ma ne ha diversi: l’arroganza, la maleducazione, la supponenza, l’avidità, la sporcizia, l’avarizia e l’individualismo.

Riappropriarsi della cultura significa far risorgere l’Italia e gli italiani e leggere è un buon esercizio.

Fabrizio Borni

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