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The lobster e l’armonia degli opposti

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The Lobster, film del 2015 di Yorgos Lanthimos, ci descrive una società nella quale è vietato essere single: le persone sole, infatti, sono escluse dalla vita collettiva.

David, il protagonista, viene lasciato dalla moglie, e portato in un albergo nel quale avrà 45 giorni per trovare una partner: al termine di questo periodo, chiunque non trovi una persona con cui stare, viene trasformato in un animale a scelta.

Nell’albergo ci vengono mostrate tecniche subdole per facilitare gli accoppiamenti: è vietata la masturbazione, vengono messe in pratica tecniche di condizionamento psicologico per convincere gli individui che la vita di coppia sia la migliore possibile, fino, appunto, ad arrivare a disumanizzare chiunque, al termine del periodo nell’albergo, sia ancora solo.

David, tuttavia, nel corso del suo soggiorno fa conoscenza dei cosiddetti “solitari”, persone scappate dalla società, in missione costante per sabotare l’opera di accoppiamento forzata: sono loro gli individui contrari al sistema, che si rendono conto delle angherie perpetrate nei confronti dei single, e che agiscono per rovesciare tale logica.

Tutto sarebbe bellissimo, se solo la loro opposizione al sistema non generasse comportamenti e regole altrettanto assurdi e violenti: chiunque abbia infatti la sola intenzione di interessarsi ad un’altra persona, viene punito con torture fra le più assurde. Vediamo, tra gli altri, un uomo al quale è stata tagliata la bocca, poiché scoperto a baciarsi con una donna.

L’antitesi tra i solitari e la società in The Lobster è a nostro avviso molto significativa per capire cosa stia accadendo oggi: da una parte troviamo un governicchio che, solo pochi mesi fa, si rintanava a Villa Pamphili, creando una distanza non più solo ideale, ma fisica con la popolazione reale; dall’altra, tuttavia, vediamo i comportamenti altrettanto irrazionali di chi (e non parliamo di opposizione politica appositamente, per non ridurci a commentare le foto con i gattini), stupidamente, si allontana dai problemi reali, inneggiando ad una dittatura (sanitaria, satanica, massonica, quello che volete).

Torniamo alle cose: è questo il motto filosofico di Husserl, che vogliamo adottare: sì, perché la negazione assoluta del sistema non produce altro che irrazionalità e stupidità, mentre noi abbiamo bisogno di alternative. Non abbiamo bisogno di chi ci parla di soldi a cascate, potenze di fuoco varie ed eventuali, quando in molti non hanno ricevuto nemmeno la cassa integrazione; ma non abbiamo nemmeno bisogno di idioti che strillino contro satana o contro i vaccini di Bill Gates quando molte famiglie fanno fatica a mettere due pasti al giorno sul tavolo.

Sarebbe bello se alla fine di tutto questo avessimo una soluzione, ma vi ricordiamo che le persone che finora hanno ritenuto di averla hanno creato il caos nel quale ci troviamo oggi: noi possiamo solo affermare la necessità di rimanere razionali, aperti alla discussione, senza scadere in cretinerie varie.

Se c’è un modo per entrare in dialogo con chi di dovere è solo questo: gridando ai complotti, viceversa, saremo additati giustamente come indegni di essere ascoltati. E questo no, non possiamo permettercelo, soprattutto oggi.

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