Più immigrati per combattere la crisi demografica

in POLITICA by

Lo aveva detto il premier António Costa: il Portogallo ha bisogno di più immigrati per combattere il calo demografico e l’invecchiamento della popolazione.  Ora il ministro dell’Amministrazione Interna, Eduardo Cabrita (nella foto), perseguirà questo obiettivo, senza intaccare – almeno nelle intenzioni – i livelli di attenzione che fanno del Portogallo uno dei paesi europei più sicuri. Il governo portoghese (di sinistra) si muove, quindi, in direzione opposta a quella preannunciata dal ministro degli interni italiano, Matteo Salvini, che – come altri suoi colleghi in Europa – ha una ricetta completamente diversa, specialmente sull’immigrazione clandestina.

Il Ministero ha infatti predisposto – come si legge oggi sul Diario de Noticias – un progetto di legge che ammette la concessione di permessi di soggiorno per “ragioni umanitarie” anche ad immigrati clandestini che già lavorano in Portogallo e non hanno prove del loro ingresso legale.

La possibilità di legalizzazione per “ragioni umanitarie” (politiche, razziali, religiose) apre di fatto la porta a  circa 30.000 persone, quelle che, secondo le associazioni di immigrati, sono entrate in territorio portoghese senza visto.

Timóteo Macedo, dell’Associazione per la solidarietà agli immigrati, ricorda che in base a “ragioni umanitarie” nell’ultimo anno sono state già  legalizzate circa duemila persone che lavoravano in Portogallo.

Il ministero guidato da Eduardo Cabrita sottolinea che, nonostante questa apertura, “l’azione del governo si è concentrata sul sostegno dell’immigrazione legale come fattore di crescita economica, senza compromettere la reputazione del Portogallo come uno dei paesi più sicuri al mondo”.

Proseguono intanto le “misure concrete” per attirare i giovani in Portogallo: studenti stranieri, sia nell’ambito dell’istruzione professionale (come il turismo) che nell’istruzione superiore, un regime più favorevole per gli studenti dei paesi di lingua portoghese, per gli immigrati imprenditoriali (nell’area di tecnologie e creazione di startup), ricercatori e lavoratori altamente qualificati; lavoratori stranieri stagionali.

A queste misure si aggiungono anche le modifiche alla legge di nazionalità (entrate in vigore questo mese) che facilitano l’accesso alla nazionalità portoghese per i figli di immigrati nati in Portogallo e che hanno eliminato la necessità di sostenere il test linguistici per i cittadini dei paesi di lingua portoghese.

Lascia un commento

Your email address will not be published.

*