Sandro Veronesi vince il premio Strega

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Il 2 luglio si è tenuta la consegna dell’ambitissimo premio Strega, giunto ormai alla sua LXXIV edizione. In una sobria Villa Giulia, privata del suo abituale pubblico, lo scrittore toscano Sandra Veronesi con il suo romanzo “Il Colibrì”, riscuotendo i favori della critica, ha vinto per la sua seconda volta (dopo l’edizione del 2006 grazie al romanzo “Caos calmo”) il prestigioso premio letterario, prima di lui solo Paolo Volponi (La macchina mondiale nel 1965 e La strada per Roma nel 1991) era riuscito in un inedito bis.



Che fosse una lotta a due tra il romanzo di Veronesi “Il Colibrì” e quello di Gianrico Carofiglio “La misura del tempo” già si sapeva in partenza. Nonostante ciò, dalle prime votazione il romanzo di Veronesi ha dimostrato di avere qualcosa in più. Alla prima contadai voti, la vittoria di Veronesi era nell’aria, raggiungendo 37 preferenze contro le 15 di Bazzi (poi arrivato sesto) e Carofiglio (secondo). Lo scrittore toscano ha preso il largo a metà dei voti scrutinati, cambiando passo con 102 voti mentre gli altri cominciano a perdere quota. 

Alla fine dello scrutino sono 200 i voti che attribuiscono la vittoria a Veronesi. Al secondo posto troviamo Gianrico Carofiglio con La misura del tempo (Einaudi), che si ferma a 132 voti, seguito da Valeria Parrella con Almerina (Einaudi) che ne raccoglie 86. Quarto Gian Arturo Ferrari con Ragazzo italiano (Feltrinelli) 70 voti; quinto Daniele Mencarelli con Tutto chiede salvezza (Mondadori) 67 voti e infine Jonathan Bazzi con Febbre (Fandango) 50 voti. Il totale delle preferenze espresse è pari a 605 su 660 aventi diritto, con un indice di partecipazione che si aggira intorno al 91.6%.

 Per la casa editrice la Nave di Teseo si tratta della terza candidatura tra le finaliste in appena sei anni di attività imprenditoriale autonoma, un vero successo. Queste le prime dichiarazioni all’Ansa di Veronesi: “Sto pensando alla mia famiglia, ai miei figli, a mia moglie, ai miei fratelli. Sto pensando al mio editore, a Elisabetta Sgarbi, a Umberto Eco che è stato così generoso da fondarla questa casa editrice. Sto pensando agli amici che mi hanno sostenuto, che hanno votato il libro. Sto pensando all’uomo nuovo, che poi è una donna. A tutte le persone nuove che ci sono e a tutte le navi in mare”.

Di Ludovico Fiorucci.

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