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Aiuti di Stato, la Commissione approva il doppio regime di garanzia dell’Italia: via libera al Decreto Liquidità

EUROPA di

Il 14 aprile 2020, la Commissione europea ha approvato un pacchetto di aiuti nell’ambito del temporary framework previsto per gli aiuti di Stato: le misure di garanzia approvate dall’UE rientrano nelle norme previste nel Decreto Liquidità. Con due decisioni diverse, Bruxelles ha approvato delle misure a sostegno dell’economia di circa 200 miliardi e delle garanzie a sostegno di lavoratori autonomi, PMI e imprese a media capitalizzazione che risentono dell’emergenza coronavirus. In questo periodo, gli aiuti di Stato diventano fondamentali per le imprese: la Commissione ha adottato 54 decisioni per dare il via libera a 66 misure nazionali notificate dai governi di 22 Stati membri e del Regno Unito.

Il regime generale

Il primo dei due regimi approvati dalla Commissione europea riguarda un regime di aiuti a sostegno dell’economia italiana. Nell’ambito del temporary framework previsto in materia di aiuti di Stato, l’Italia ha notificato alla Commissione le misure di garanzia per i nuovi prestiti concessi dalle banche a sostegno delle imprese colpite dall’emergenza Covid-19. Sarà l’agenzia statale SACE ad erogare gli aiuti alle imprese attraverso gli enti finanziari. L’obiettivo è di limitare i rischi associati all’erogazione di prestiti alle imprese maggiormente colpite dall’impatto economico del coronavirus, aiutandole a coprire il fabbisogno immediato di capitale di esercizio e per gli investimenti. Per questo regime, le autorità italiane hanno comunicato un bilancio totale di 200 miliardi di euro: la Commissione lo ha approvato, constatando che la misura è in linea con le condizioni del quadro temporaneo: si tratta di una misura necessaria, opportuna e proporzionata a quanto necessario per porre rimedio alla crisi economica.

La Vicepresidente esecutiva della Commissione, responsabile della politica di concorrenza, Margrethe Vestager, ha dichiarato: “Il regime di garanzia dell’Italia con un bilancio totale di 200 miliardi di euro consentirà di ottenere garanzie pubbliche su nuovi prestiti e sul rifinanziamento di quelli esistenti per tutte le imprese, comprese le grandi”, aggiungendo “Continueremo a lavorare in stretta collaborazione con gli Stati membri per garantire che le misure di sostegno nazionali possano contribuire ad attenuare gli effetti dell’emergenza del coronavirus”.

Il regime per lavoratori autonomi e PMI

La seconda approvazione di Bruxelles riguarda i lavoratori autonomi e le imprese con un massimo di 499 dipendenti che risentono dell’emergenza coronavirus, dopo la notifica del regime di aiuti dell’Italia. Nell’applicare tale regime, gli enti finanziari potranno erogare sostegni dal fondo statale di garanzia per le PMI sotto forma di: garanzie di Stato sui prestiti per gli investimenti e per il capitale di esercizio; sovvenzioni dirette sotto forma di rinuncia alla commissione applicabile alle garanzie concesse. L’obiettivo di tale regime è sopperire al fabbisogno immediato di capitale, di esercizio e per gli investimenti, così da consentire alle imprese di procedere con la loro attività. In particolare, si possono concedere garanzie su prestiti che coprono il 100% del rischio fino al valore di 800.00 euro per impresa, oppure in tutti gli altri casi (garanzie che coprono fino al 90% del rischio legato ai prestiti, l’importo del prestito limitato a quanto necessario in termini di liquidità, le garanzie saranno concesse fino a dicembre 2020, hanno durata non superiore a sei anni e si tratta di premi in linea con il quadro contemporaneo).

“Questo regime consentirà all’Italia di concedere garanzie di Stato per sostenere i lavoratori autonomi, le PMI e le imprese a media capitalizzazione che si trovano in difficoltà a causa dell’emergenza coronavirus” ha dichiarato la Vestager, aggiungendo “La misura […] aiuterà le imprese più piccole a sopperire al fabbisogno immediato di capitale di esercizio e per gli investimenti, permettendo loro di portare avanti le loro attività”.

Il via libera al Decreto Liquidità

L’approvazione dei due regimi da parte della Commissione europea serve a garantire le misure previste dal Decreto Liquidità. Con la pubblicazione del decreto-legge il 6 aprile scorso e la sua approvazione, sono diventate operative le misure a supporto di imprese e lavoratori autonomi, così come è attivo anche il Fondo di Garanzia. Si può fare richiesta per accedere alle garanzie statali con finanziamenti fino a 25.000 euro attraverso un modulo reso disponibile dal Ministero del Lavoro e compilabile online. Vincenzo Amendola, ministro per gli Affari europei, ha commentato positivamente l’approvazione della Commissione europea: “Una buona notizia: la Commissione UE ha autorizzato in tempi record gli Aiuti di Stato di 200 miliardi del #DLimprese. Misure del Governo che permettono una forte iniezione di liquidità a favore del tessuto produttivo e con cui tendiamo la mano a PMI e lavoratori autonomi” scrive il ministro su Twitter.

Aiuti di Stato, la Commissione UE vara un nuovo schema per l’emergenza Covid-19

EUROPA di

Il 19 marzo, la Commissione europea ha varato un nuovo quadro temporaneo sul sostegno pubblico alle imprese attraverso gli aiuti di Stato: i governi potranno garantire aiuti diretti fino a 500mila euro alle aziende e dare anche garanzie per prestiti. La pandemia Covid-19 è una grave emergenza per la salute pubblica dei cittadini e delle società ma, allo stesso tempo, è anche un grave shock per le economie globali e dell’Unione. È necessaria quindi una risposta economica coordinata degli Stati membri e delle istituzioni dell’UE per mitigare le ripercussioni negative.

Il nuovo schema di Aiuti di Stato

Il diffondersi del coronavirus, oltre a ingenti problemi dal punto di vista sanitario, ha anche un impatto economico significativo. Per questo motivo, numerosi Stati membri stanno prendendo in considerazione misure di sostegno per cittadini o imprese, che possono comportare aiuti di Stato ai sensi dell’articolo 107 TFUE.

“L’impatto economico dell’epidemia di COVID-19 è forte. Dobbiamo agire rapidamente per riuscire ad affrontarlo, per quanto possibile, e dobbiamo agire in modo coordinato”: con queste parole, Margrethe Vestager, Vicepresidente esecutiva nonché responsabile della politica di concorrenza, ha giustificato la necessità delle misure. “Il nuovo quadro temporaneo consente agli Stati membri di avvalersi pienamente della flessibilità prevista dalle norme sugli aiuti di Stato per sostenere l’economia in questo momento difficile” ha aggiunto la Vestager, introducendo i cinque tipi di aiuti previsti dal quadro temporaneo, che sarà in vigore fino alla fine di dicembre 2020.

Il primo tipo sono le sovvenzioni dirette, le agevolazioni fiscali selettive e gli acconti: gli Stati membri potranno concedere fino a 800.000€ a una impresa che ha urgenti esigenze di liquidità. In secondo luogo, vi sono le garanzie di Stato per prestiti bancari contratti dalle imprese: le banche potranno continuare ad erogare i prestiti ai clienti che ne avranno bisogno. Poi, sono previsti i prestiti pubblici agevolati alle imprese: gli Stati potranno concedere prestiti con tassi di interesse favorevoli alle imprese, aiutandole a coprire il fabbisogno immediato di capitale di esercizio per gli investimenti. Inoltre, vi sono delle garanzie per le banche che veicolano gli aiuti di Stato all’economia reale: se gli Stati membri prevedono di sfruttare le capacità di prestito esistenti delle banche e di utilizzarle come canale di sostegno alle imprese, tali aiuti si considerano diretti a favore dei clienti delle banche e non delle banche stesse. Infine, è prevista l’assicurazione del credito all’esportazione a breve termine: vi è un’ulteriore flessibilità per quanto riguarda il modo in cui dimostrare che alcuni paesi costituiscono rischi non assicurabili sul mercato, permettendo così agli Stati di offrire una copertura assicurativa dei crediti all’esportazione a breve termine.

Il quadro temporaneo contribuirà ad orientare il sostegno all’economia, limitando l’impatto negativo sulle condizioni di parità nel mercato unico, e prevede una serie di garanzie per aiutare le imprese ad affrontare la crisi e a preparare una ripresa sostenibile.

Attuare l’impatto socioeconomico

Diverse sono le possibilità che hanno gli Stati membri per attuare l’impatto socioeconomico dell’epidemia del Coronavirus, in linea con le norme aiuti di Stato. Ad esempio, gli Stati membri possono introdurre modifiche di portata generale a favore delle imprese (quali il differimento delle imposte o il sostegno alla cassa integrazione in tutti i settori), che non rientrano nel campo di applicazione delle norme sugli aiuti di Stato; possono concedere compensazioni alle imprese per i danni subiti a causa dall’epidemia o da essa direttamente causati, soprattutto nei settori principalmente colpiti (trasporti, turismo, settore alberghiero, commercio al dettaglio). Molto importante è il via libera dato ai contributi a sostegno delle compagnie aeree, penalizzate dallo stop dei voli.

Caso italiano

Il 25 marzo, la Commissione ha approvato il regime di garanzia dello Stato italiano a sostegno delle PMI più colpite. l’Italia ha notificato alla Commissione una misura di garanzia dello Stato a sostegno di una moratoria sui debiti delle PMI, che interessa il rinvio dei rimborsi dei prestiti sotto forma di scoperti di conto, anticipi bancari, prestiti “bullet” con rimborso integrale alla scadenza, mutui ipotecari e leasing. L’intento è mettere liquidità a disposizione delle PMI per aiutarle a preservare i posti di lavoro e a proseguire l’attività nonostante la difficile situazione dovuta all’emergenza del coronavirus: tale misura, in linea con il quadro temporaneo, sarà in vigore fino al 30 settembre.

Inoltre, la Commissione ha approvato anche un regime di sostegno da 50 milioni di euro riconoscendo i momenti difficili che l’Italia sta vivendo: si andrà a supportare la produzione e la fornitura di dispositivi medici e di protezione individuale. Questa misura è infatti diretta alle imprese di qualsiasi dimensione che creano nuovi impianti, ampliano la produzione o convertono le linee di produzione per realizzare dispositivi medici e di protezione individuale, quali ventilatori, mascherine, occhiali, camici, tute di sicurezza e così via.

Altro importante settore di intervento è l’agroalimentare: la Commissione ha accolto la richiesta di intervento presentata dal Ministro delle politiche agricole Bellanova ed ha autorizzato l’innalzamento del tetto per gli aiuti in via del tutto eccezionale. Gli interventi prevedono 800.000€ per l’agro-industria, 100.000€ per l’agricoltura e 120.000€ per pesca e acquacoltura. Secondo la ministra Bellanova, “le istituzioni europee stanno dimostrando la dovuta attenzione alle nostre richieste e la risposta della Commissione è l’inizio di un percorso che dobbiamo fare insieme”.

Commercio elettronico sotto la lente UE

INNOVAZIONE di

Ia Commissaria Vestager chiede un indagine di settore

La vendita on line è uno delle opportunità più importanti per le piccole e medie imprese europee che con questo nuovo canale di vendita possono affrontare il mercato globale.

Grandi opportunità che possono svilupparsi solamente in un mercato unico digitale e per questo è necessario che siano abbattute tutte le barriere anticoncorrenziali che intralciano il commercio elettronico transfrontaliero.

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In Europa sono sempre più le merci e i servizi commercializzati via internet anche se le vendite on line crescono lentamente a causa delle barriere linguistiche, delle diverse normative vigenti negli stati membri oltre ad alcuni forti indizi rilevati dalla commissione europea sulla possibilità che certe imprese adottino misure che limitano il business on line.

L’indagine di settore si concentrerebbe sul modo per migliorare l’individuazione di tali pratiche e affrontarle, in linea con l’obiettivo prioritario della Commissione di creare un mercato unico digitale connesso. La Commissaria Vestager presenterà la proposta alla Commissione nelle prossime settimane.

“È giunta l’ora di abbattere gli ostacoli che ancora intralciano il commercio elettronico – ha dichiarato la Commissaria Vestager – che è uno degli elementi essenziali di un autentico mercato unico digitale in Europa. La prevista indagine di settore agevolerà la Commissione nella comprensione e nell’abbattimento delle barriere al commercio elettronico, con vantaggi sia per i cittadini sia per le imprese europee.”

Il commercio elettronico ha contagiato circa il 50% dei consumatori europei ma solo il 15% di loro si è rivolto a venditori al di fuori del proprio stato di residenza, questo dato indica che evidentemente permangono ostacoli tecnici che impediscono al consumatore di affidarsi a siti esteri.

L’indagine di settore verterà sugli ostacoli privati, e in particolare contrattuali, al commercio elettronico transfrontaliero dei contenuti digitali e delle merci. Nel corso dell’indagine la Commissione intende raccogliere informazioni presso numerosi portatori d’interesse di tutti gli Stati membri.

Le conoscenze acquisite con l’indagine di settore contribuiranno non solo al rispetto del diritto della concorrenza nel settore del commercio elettronico, ma anche alle varie iniziative legislative che la Commissione intende avviare per promuovere il mercato unico digitale.

Se dall’analisi dei risultati emergessero specifici problemi di concorrenza, la Commissione potrebbe avviare indagini su determinati casi specifici per assicurare la conformità con le norme dell’UE in materia di pratiche commerciali restrittive e di abuso di posizione dominante sul mercato (articoli 101 e 102 del trattato sul funzionamento dell’Unione europea — TFUE).

 

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Alessandro Conte

Alessandro Conte
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