GEOPOLITICA DEL MONDO MODERNO

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Un bilancio militare della guerra in Yemen

MEDIO ORIENTE di

L’agenzia di stampa yemenita (SABA) ha rilasciato un bilancio dell’anno 2017 che riporta tutti i traguardi bellici dell’armata yemenita inflitti nei confronti della coalizione americano-saudita. Dalle forze navali, a quelle di aviazione fino ai danni prodotti da parte dei missile lanciati, vengono elencate le perdite subite dal nemico.

Stando a quanto afferma l’agenzia di stampa l’esercito ha lanciato 45 missili balistici ed è stato colpevole della distruzione di 1,569 veicoli militali, otto unità navali e 29 aereoplani.

Un rapporto stilato dall’ufficio informazioni militare stima la distruzione di otto carrarmati, 196 veicoli corazzati e 1,337 vari armamenti.

 

Le forze navali hanno distrutto otto navi militari distribuendo due navi quattro navi corazzate, un sottomarino spia e una fregata. L’aviazione invece ha abbattuto 29 veicoli militari di diverso tipo.

 

Le unità di cecchini militari yemeniti hanno ucciso 399 soldati sauditi e 1,894 mercenari.

Yemen: un nuovo missile è stato lanciato da parte dei ribelli contro i nemici sauditi

MEDIO ORIENTE di

I ribelli Houti hanno lanciato, giovedì 30 novembre, un missile balistico di media gittata diretto in territorio saudita. Secondo quanto riporta Masirah TV, il missile è partito dal nord dello Yemen ed è riuscito a colpire l’obiettivo militare fissato in Arabia Saudita. D’altra parte un video rilasciato dalle forze militari saudite smentisce parte della notizia, mostrando l’abbattimento del missile prima del raggiungimento dell’obiettivo.

Questo sarebbe il secondo missile yemenita lanciato verso l’Arabia Saudita nel mese di Novembre.

L’attacco è stato sferrato poco dopo che il capo del movimento di resistenza Ansarullah, Sayyid Abdul-Malik Badreddine al-Houthi, da cui il nome con cui vengono appellati i ribelli, ha rilasciato un discorso in diretta televisiva. Tale discorso ha avuto una grande visibilità, dieci mila spettatori, in quanto si stavano celebrando i festeggiamenti per l’anniversario di compleanno del profeta Maometto, ricorrenza che quest’anno coincide con l’anniversario di trent’anni dalla liberazione dell’occupazione Britannica in territorio yemenita del 1967.

Al-Houti ha minacciato future rappresaglie contro l’Arabia Saudita, in risposta al blocco areo, navale e terrestre che sta mettendo in ginocchio la popolazione yemenita. “Se il blocco dovesse continuare, sappiamo cosa (quali obiettivi), potrebbero causare grande dolore e sappiamo come raggiungerli” queste sono le dure parole del leader dei ribelli, che arrivano solamente un giorno dopo gli scontri mortali avvenuti vicino la moschea di Saleh, nella capitale.

La tentata riconquista saudita della regione di Najran si rivela un buco nell’acqua

MEDIO ORIENTE/Senza categoria di

L’esercito saudita ha tentato di riconquistare una città nella regione del Najran, al confine con lo Yemen. La città in questione è stata di controllo saudita fino a qualche mese fa, prima che i ribelli Houti se ne appropriassero.

Tuttavia il piano di riconquista è stato un fallimento: le forze saudite sono state costrette a ritirarsi perché incapaci di fronteggiare la controffensiva dei ribelli.

I media Houti hanno condiviso un filmato, giovedì 30 novembre, che mostra chiaramente la sconfitta saudita sulla collina di Al-Sharfah, nella parte sud della regione.

Sebbene lo scorso martedì 28 novembre la coalizione yemenita sia riuscita a liberare la catena montuosa di Jabal al-Asayad, punto nevralgico per i ribelli Houti dove venivano organizzati i piani d battaglia, la situazione non sembra andare verso la via della soluzione.

Le forze dei ribelli Houti al momento controllano buona parte del confine tra Yemen e Arabia Saudita; è questa la situazione che allarma il governo di Riyadh, in particolar modo considerando le chiare difficoltà riscontrate nel ricatturare questi territori.

Il blocco saudita si allenta: l’aeroporto di Sanaa torna operativo per aerei civili e dell’ONU

MEDIO ORIENTE di

Il blocco saudita imposto allo Yemen sembra distendersi con la riapertura dell’aeroporto di Sanaa e la ripresa dei voli dell’ONU.

Lo scorso mercoledì 22 Novembre l’aeroporto internazionale della citta di Sanaa è tornato operativo dopo una sospensione del suo regolare funzionamento iniziata il 6 Novembre con un blocco navale, terrestre e areo imposto dall’Arabia saudita come risposta al missile lanciato dai ribelli.
Secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa yemenita (SABA) il direttore generale dell’aeroporto, Khalid Al-Shayef, ha comunicato che due aerei sono atterrati nell’aeroporto. Il primo aereo del Comitato Internazionale della Croce Rossa con a bordo dei volontari e aiuti umanitari per la popolazione; il secondo invece è un aereo russo dal quale è sceso il nuovo gruppo diplomatico russo dell’ambasciata della Federazione Russa a Sanaa.

Il direttore generale ha specificato che l’aeroporto di Sanaa è nuovamente pronto ad accettare tutti i voli in accordo con le normative internazionali e con l’Organizzazione Internazionale dell’Aviazione Civile (ICAO). Ha aggiunto inoltre che l’arrivo di questi due aerei è un chiaro segnale per il mondo del fatto che l’aeroporto di Sanaa è attivo per un utilizzo civile in linea con gli standard e le condizioni accettate al livello internazionale.

Nel contempo le pressioni operate dall’ONU nei confronti dell’Arabia Saudita per la sospensione del blocco non sono rimaste inascoltate: sono stati riattivati i voli dei passeggeri dell’ONU dalla capitale della Giordania, Amman, alla città di Sanaa.

Il portavoce dell’agenzia di coordinazione degli aiuti umanitari delle Nazioni Unite (OCHA), Jens Laerke ha annunciato venerdì 24 Novembre che i voli riprenderanno il giorno successivo e che questa decisione potrebbe essere seguita da quella di autorizzare anche voli dal Gibuti a Sanaa.

Laerke ha anche aggiunto che “un volo da Amman a Sanaa non andrà a cambiare la situazione generale” e che “ciè che davvero conta è che la riattivazione di questi voli diventi sostenibile e che, in secondo luogo, possiamo avere accesso ai porti di Hodeida e Saleef sia per gli aiuti umanitari che per le importazioni commerciali”.

Il blocco saudita nei confronti dello Yemen persiste causando sempre più morti

MEDIO ORIENTE di

Dopo undici giorni dal lancio del missile diretto a Riyadh da parte dei ribelli Houti, lo Yemen sta ancora subendo un blocco navale, terrestre e aereo che impedisce l’entrata nel paese di aiuti umanitari per far fronte ai sempre più gravi problemi che la popolazione, tra cui molti bambini, sta ingiustamente sopportando.

Sebbene lunedì L’Arabia Saudita avesse annunciato la riapertura delle vie aree e navali per accedere allo Yemen ad oggi ufficiali yemeniti riferiscono che il porto di Hudaida, punto più importante per la raccolta di aiuti, non è stato aperto. Il blocco sembra dunque persistere nonostante i reclami fatti da parte di diverse organizzazioni internazionali riguardo la disastrosa situazione umanitaria.

Secondo l’organizzazione non governativa Save The Children non meno di 130 bambini muoiono ogni giorno in Yemen a causa di malnutrizione e malattie evitabili. L’ONG ha messo in guardia l’Arabia Saudita sui rischi che questo blocco sta causando e sulla possibilità che essi si moltiplichino nel caso in cui il blocco persista e gli aiuti umanitari non raggiungano il paese.

Le prospettive future sono infatti sconcertanti: ci si aspetta che entro la fine dell’anno 10.000 bambini moriranno per fame e malattie nelle province di Hudaydah e Ta’izza. Il direttore di Save The Children in Yemen ha dichiarato. “these deaths are as senseless as they are preventable. They mean more than a hundred mothers grieving for the death of a child, day after day”.

L’ONG citata non è l’unica organizzazione internazionale a denunciare le atrocità in atto nella popolazione yemenita. Anche tre agenzie ONU, la FAO, l’UNICEF e la WHO, hanno pubblicamente chiesto all’Arabia Saudita di intervenire in favore della rimozione del blocco. Le tre agenzie segnalano che 3.2 milioni di persone rischiano seriamente la carestia mentre un milione di bambini sarebbe a rischio per una epidemia di difterite. Ciò su cui convengono le organizzazioni e su cui viene accusata l’Arabia Saudita, è l’insensatezza di queste morti di civili e il fatto che molte di queste sarebbero evitabili con facilità se solo il paese avesse accesso agli aiuti umanitari.

La tensione aumenta tra Yemen e Arabia Saudita

MEDIO ORIENTE di

La situazione umanitaria yemenita è critica a causa del blocco terrestre, aereo e navale che lo stato sta subendo dall’Arabia Saudita come risposta al missile lanciato verso l’aeroporto di Riyadh lo scorso cinque Novembre.

Il conflitto, inizialmente solo intestino allo Yemen, iniziato nel 2014 con la ribellione degli sciiti Houthi che ha visto nel 2015 la partecipazione dell’Arabia Saudita per l’appoggio al governo di Abd Rabbo Mansour Hadi, si inasprisce a causa del missile lanciato contro l’Arabia Saudita. I ribelli Houthi hanno infatti rivendicato il lancio di un missile balistico Burkan 2-H diretto verso Riyadh, il quale però è stato intercettato dalle forze saudite nei pressi dell’aeroporto internazionale di Riyadh e neutralizzato nel deserto senza che facesse morti o feriti.

La reazione saudita non ha tardato a mancare, accusando subito il paese nemico, l’Iran, di aver sostenuto lo Yemen nel lancio del missile, di produzione iraniana. L’Arabia Saudita denuncia l’accaduto come “un atto di guerra” e accusa ancora l’Iran di aver violato la risoluzione 2216 del Consiglio di Sicurezza dell’ONU che vieta gli stati di fornire allo Yemen armi.

Provvedimenti sono stati presi anche nei confronti dello Yemen il quale da martedì sei Novembre subisce un blocco terrestre, aereo e navale da parte dell’Arabia Saudita. Tale blocco è stato da poco intensificato rendendo ancora più costosi i beni d prima necessità e bloccando gli aiuti umanitari al paese. L’ONU ha espresso preoccupazione per l’attuale situazione yemenita e considera questo blocco come un grande come ostacolo per gli aiuti umanitari, necessari per un paese, lo Yemen, che conta circa 20 milioni di persone bisognose di assistenza.

Intanto l’Iran, che ha subito rifiutato ogni accusa a lui rivolta dall’Arabia Saudita, ha successivamente dichiarato che il lancio del missile contro Riyadh è una chiara “reazione all’aggressione saudita”.

 

Saudi Arabia introduces new taxes on tobacco, prices raise by 100 percentage

BreakingNews @en di

AS a consequence of a decision by GCC council, it was established in Saudi Arabia taxes will be introduced, which will be bring prices of tobacco at increasing by 100 percentage. This decision is going to be in force, starting from Tuesday and the reason why it was adopted is because they want to take decision, which are the same for all member States of GCC and it is necessary the time of application of measure is the same to all of them. This measure, as it was explained by Saudi customs Spokesman, is useful to twice the quantitative of tobacco. After this announcement regarding increasing tobacco prices, it is immediately started buying cigarettes before the application of this economic decision. Indeed there is an huge fear and worrying among Saudi smokers, because they do not know where to find cigarettes, once their price is increasing. According to some Saudi citizens, it could be a kind of loop and historical ripetion, as 53 years ago, it happens the same thing.

 

 

Houthi Militias step in against money transfer from Saudi Arabia

BreakingNews @en di

Houthi Militias found a system to stop transfering money of Yemeni expatriating people to Saudi Arabia. Indeed, most of this money are deputy to save people from famine and poverty. As the consequences of these money transfers,  Houthi militias have given new instructions, which include several ban of getting money from Saudi Arabia. It would be such a serious problem, even because Saudi Arabia was really useful to support the collapsing economy of Yemen. As it is happened to Mohammed, a rebel militant, who received financial efforts from expatriating Yemeni people, starting from now, no one can get other financial effort unless it comes from people, who live in Yemen, and if he does, he would be interrogated for hours. It is enough impossible that no one in Yemen can get economic support from people, who live in Saudi Arabia, especially because the exchange rate is seriously changed.

 

 

Saudis receiving nuclear training in Argentina: enjoy

BreakingNews @en di

Saudis are being trained in Argentina to apply a new agreement regarding nuclear cooperation between Saudi Kingdom and Argentina. Agreement’s purpose is to develop usage of nuclear power to produce electricity and for this, they are going to exchange expertise in this matter in Buenos Aires. Saudi Kingdom is going to be ready for when it sets up its own nuclear power. By know, Argentina has been exporting some products such as frozen chicken, fruit, vegetables and corns, conversely Kingdom exports petrochemical products. Both of Saudi and Argentinian government decided to expand their economical relations in compliance with goals of Vision 2030.

Netanyahu: Trump added $75 million in defense aid to Israel

BreakingNews @en di

Trump added $75 million in defense aid to Israel.Washington announced a $110-billion US sale of ships, tanks and the latest anti-missile systems to Saudi Arabia on Saturday as Trump began a two-day visit to the Gulf state before travelling on to Israel.Trump added package for the missile defense program. According to Lieberman the weapons deals in the Middle East just in 2016 reached $215-216 billion and this is no small sum.The White House said that in talks with Netanyahu in Jerusalem on Monday, “President Trump underscored the United States’ ironclad commitment to Israel’s security, including to the maintenance of Israel’s qualitative military edge”. The thrust of the deal with Riyadh aims to help the Saudi military bolster its defenses to deter bitter rival Iran and its missile program, which Netanyahu has said potentially poses an existential threat to the Jewish state.

 

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Redazione
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